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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:43 - Lettori online 709
POZZALLO - 09/03/2016
Cronache - Manette per il 50enne originario di Caserta Gennaro De Renzis

Ragioniere estorceva denaro a ristoratore

Il responsabile amministrativo ricattava la vittima facendosi consegnare la somma contante ogni mese Foto Corrierediragusa.it

Il ragioniere col pallino dell’estorsione. E’ stato arrestato in flagranza dai carabinieri con la mazzetta appena ritirata dal ristoratore di Pozzallo taglieggiato e ben nascosta nelle mutande il 50enne originario di Caserta Gennaro De Renzis (foto), responsabile amministrativo e contabile di una delle ditte impegnate nei lavori di realizzazione dell’autostrada Siracusa – Gela. Il ragioniere, come accennato, si era fatto consegnare dal titolare di un ristorante di Pozzallo che fornisce i buoni pasto agli operai che lavorano nei cantieri autostradali la somma in contante di 500 euro che aveva poi infilato nelle mutande. Ma i carabinieri hanno controllato pure lì, laddove non batte il sole, inchiodando l’estorsore alle proprie responsabilità. Era dallo scorso luglio che il ragioniere estorceva denaro al ristoratore, sotto la minaccia di disdire l’appalto che la ditta per la quale lavora aveva stipulato con il titolare del ristorante per la fornitura dei pasti agli operai, privandolo in tal modo di una rilevante fonte di guadagni per la sua attività economica. Il ragioniere, per essere più convincente, aveva minacciato la vittima dicendogli più volte che nel caso non avesse sborsato la mazzetta mensile avrebbe provveduto pure ad impedire il pagamento delle fatture già emesse per i pasti forniti nei mesi passati. Infatti il primo ricatto messo in atto da De Renzis era avvenuto proprio a seguito di una fattura non pagata per dei pasti forniti e quando il ristoratore aveva cercato di far valere le sue ragioni, il ragioniere gli aveva detto esplicitamente che se voleva vedersi accreditato il pagamento della fattura in questione, doveva versargli la somma di 500 euro.

La vittima, a questo punto, trovandosi in difficoltà economiche e avendo assoluto bisogno di denaro per pagare i suoi fornitori, aveva ceduto al ricatto versando a De Renzis la somma richiesta. Non a caso, dopo alcuni giorni, puntualmente, sul conto corrente del ristoratore era arrivato il bonifico relativo al pagamento della fattura in questione. Il ricatto però era continuato e la vittima, pur di vedersi pagare regolarmente le fatture che emetteva per i pasti che somministrava ai numerosi operai impegnati nei lavori del nuovo tratto autostradale, era costretto a versare a De Renzis, fino allo scorso dicembre 2015, la somma mensile di 500 euro per un ammontare complessivo di 4 mila 500 euro.

L’estorsore aveva quindi deciso di alzare la posta in gioco chiedendo esplicitamente al ristoratore di presentare per il 2016 alla ditta con cui aveva stipulato l’appalto per la fornitura di pasti, ossia la stessa per cui lavora De Renzis, un nuovo preventivo, maggiorato rispetto al precedente, con la precisazione che la differenza di prezzo tra il vecchio e il nuovo preventivo doveva essere corrisposta quale somma contante sempre a De Renzis, in aggiunta all’ormai solito versamento mensile di 500 euro. A questo punto però il ristoratore, preso atto dell’insostenibile richiesta che avrebbe rischiato di creare seri problemi alla sua attività economica, aveva deciso di non sottostare più al nuovo ricatto, dicendosi disponibile soltanto a continuare a versare, come effettivamente faceva, i 500 euro al mese, ormai divenuta una vera e propria tangente.

In conseguenza di tale rifiuto, i 40 operai che consumavano regolarmente il pasto nel ristorante della vittima erano scesi all’improvviso a sei, in quanto tutti gli altri erano stati indirizzati in altri ristoranti della zona, con un rilevante danno economico per il ristoratore taglieggiato. Per tale motivo quest’ultimo ha deciso di sporgere denuncia ai carabinieri. Questi ultimi si sono appostati nei pressi del locale e quando De Renzis ne era uscito con la tangente appena intascata, lo hanno bloccato e perquisito, trovandogli i 500 euro negli slip. Il ragioniere è stato dunque arrestato per il reato di estorsione e sottoposto agli arresti domiciliari nella sua abitazione.