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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:21 - Lettori online 1302
POZZALLO - 23/02/2016
Cronache - A volte ritornano

Lo scafista recidivo (arrestato e condannato) che se ne frega di tutto

Presi i responsabili dello sbarco di sabato scorso Foto Corrierediragusa.it

Era addirittura recidivo uno dei due scafisti fermati per lo sbarco di 105 migranti verificatosi la scorsa settimana al porto di Pozzallo, il terzo in poco più di due settimane. Le manette sono quindi scattate ai polsi di due egiziani: Mohamad Abo Laid Hassan, 48 anni, e Mhamis Said (foto), di 30. Era proprio quest’ultimo il recidivo, dal momento che già nel 2011 si mise alla guida di un barcone che approdò direttamente sulle coste iblee, in territorio di Santa Croce Camerina, nel tratto di spiaggia antistante la famosa casa di Montalbano, resa celebre dall’omonima fiction televisiva. Lo scafista, quindi, fu già arrestato e condannato cinque anni fa. Nel frattempo era stato scarcerato e libero di riprendere la sua sporca attività. Dopo avere scontato la pena ed essere stato espulso dal territorio italiano, difatti, l’egiziano era di nuovo entrato nel giro delle organizzazione criminali che gestiscono i viaggi della speranza e sabato scorsa era ritornato in Sicilia, ancora una volta come scafista. L’uomo è stato difatti indicato dagli altri disperati come uno dei due piloti della barca di legno.

I migranti, compresi 20 minorenni e otto donne, di cui tre in stato di gravidanza e ricoverate in ospedale, sono stati foto segnalati ed interrogati. Hanno rivelato di avere pagato 3 mila 500 dollari ciascuno per il viaggio della speranza, dopo essere partiti dall’Egitto. Poi hanno navigato per sette giorni, stipati come sardine, a bordo di una precaria imbarcazione di legno che più volte ha rischiato di affondare in balia delle onde. La possibile tragedia è stata per fortuna scongiurata dall’intervento della nave norvegese «Seam Pilot» che ha soccorso i migranti in mare aperto, conducendoli fino al porto di Pozzallo. Subito dopo i soccorsi, la barca è miseramente affondata.

In caso contrario staremmo forse a scrivere di un’altra delle tante tragedie del mare che ormai sembrano essere diventate una drammatica routine, nonostante i proclami di soggetti istituzionali e politici tesi ad arginare il fenomeno. I migranti, tra cui come accennato numerosi minorenni egiziani, attualmente sono ospitati nell’Hot Spot di Pozzallo, nel frattempo quasi del tutto svuotato dagli altri migranti dei precedenti sbarchi.