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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:18 - Lettori online 569
POZZALLO - 14/12/2015
Cronache - Il 20enne siriano era sbarcato lo scorso 10 dicembre con altri clandestini

Ritorna l´incubo dell´Isis a Pozzallo: arrestato un presunto terrorista del califfato nero con cruente immagini di attentati nel cellulare

L’uomo è stato individuato dalla Digos e sottoposto ad interrogatorio davanti al gip di Catania Foto Corrierediragusa.it

Nello smartphone aveva numerosi filmati e foto di attentati terroristici orchestrati dal califfato nero di cui si presume faccia parte, nonché sms inneggianti al terrore voluto dallo stato islamico. Un 20enne siriano sbarcato a Pozzallo lo scorso 4 dicembre e fino ad ora ospitato nel centro di prima accoglienza del porto, è stato arrestato. La digos presume possa trattarsi di un terrorista dell’Isis «di passaggio» sul nostro territorio in attesa di raggiungere altre mete in Europa. Non sarebbe stato il primo, presunto terrorista sbarcato a Pozzallo. Ma stavolta questo presunto affiliato al califfato nero è stato preso, tradito dal suo atteggiamento schivo e sospetto e inchiodato dalle cruente immagini nel suo cellulare. Si tratterebbe di foto e filmati di attentati terroristici con morti, feriti e tanto sangue. "Allah è grande, ma l´Isis lo è di più": c´è anche questo messaggio tra gli sms trovati nel telefonino del 20enne siriano. L´apparato è stato analizzato dalla polizia postale di Catania su delega della Dda, titolare dell´inchiesta con il procuratore Michelangelo Patanè e l´aggiunto Carmelo Zuccaro. Nell´inchiesta sono confluiti le immagini ed i video estrapolati dal cellulare del giovane indagato.

Il siriano è stato interrogato per capire perchè custodisse quel materiale nel cellulare e cosa aveva intenzione di fare una volta in Italia. L´interrogatorio di garanzia è durato oltre due ore davanti al gip di Catania. L´uomo era arrivato sulle coste iblee insieme ad altri 523 clandestini su un fatiscente barcone di legno condotto in salvo dalla nave Bourbon Argos nel Canale di Sicilia. Il siriano faceva parte del carico umano e non dell´equipaggio composto da tre scafisti poi arrestati. Come accennato, il porto di Pozzallo sarebbe da tempo uno dei punti di snodo per l’arrivo di presunti componenti di cellule terroristiche nel nostro Paese, come comprovato da questo arresto che lascerebbe davvero pochi dubbi in tal senso.

E questo alla faccia di chi qualche mese fa aveva preso noi per «terroristi», accusati di scrivere notizie esagerate, se non addirittura false, che affossavano il turismo e creavano apprensione. I fatti odierni dimostrano che purtroppo avevamo ragione, come già sapevamo dal momento che controlliamo sempre le fonti e l’attendibilità delle notizie. E chi ci ha inveito contro dovrebbe farsi un bell’esame di coscienza, per quel che vale. Al buon intenditore poche parole.