Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:18 - Lettori online 527
POZZALLO - 15/11/2015
Cronache - I migranti erano terrorizzati e temevano per la loro stessa vita

VIDEO Preso scafista dei marocchini

Nel carico umano pure 11 donne di cui 2 incinte e 12 minori Foto Corrierediragusa.it

E’ stato identificato a tempo di record lo scafista responsabile dello sbarco più numeroso di marocchini mai verificatosi sulle coste iblee, dove sabato scorso sono approdati 300 disperati (vedere il video sulle concitate fasi dei soccorsi al porto di Pozzallo).


Il carico umano era composto da 277 uomini, 11 donne ci cui un paio in stato di gravidanza e per questo condotte in ospedale, e 12 minorenni di cui 2 ricoverati: uno in quanto diabetico, e l’altro per evidenti sintomi di disidratazione. Il “caronte” fermato dalla polizia si chiama Slim Mbarek, 33enne tunisino, facente parte dell’organizzazione libica dedita ai viaggi della speranza. Le indagini sono state concluse all’alba di domenica dalla squadra mobile, con la collaborazione di carabinieri e guardia di finanza al centro di prima accoglienza di Pozzallo, dove i 300 migranti ospiti sono stati foto segnalati e interrogati. Molti di loro sono già stati trasferiti in altri centri di accoglienza della penisola. Grazie al contributo dei terrorizzati passeggeri è stato possibile raccogliere gravi indizi di reato a carico del tunisino. Gli investigatori hanno impiegato più tempo a convincere i disperati a non temere per la loro vita piuttosto che le ore passate a verbalizzare le loro dichiarazioni. Adesso lo scafista, così come gli altri 140 fermati nel solo 2015, si trova in carcere a Ragusa in attesa delle prossime fai processuali. Intanto l’ufficio immigrazione della questura di Ragusa sta avviando le fasi di respingimento dei cittadini marocchini che non faranno richiesta di protezione.