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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 20:40 - Lettori online 1239
POZZALLO - 13/11/2015
Cronache - Il drammatico incidente stradale dello scorso giugno

Ha patteggiato colui che uccise Valeria

L’uomo, che si mise al volante alticcio, si disse allora dispiaciuto e addolorato Foto Corrierediragusa.it

Ha patteggiato 4 anni e 4 mesi di carcere il 37enne muratore ispicese Vincenzo Franza, arrestato dai carabinieri per guida in stato di ebbrezza, omissione di soccorso e lesioni gravissime dopo aver travolto inconsapevolmente due ragazze mentre era un po’ alticcio al volante della propria auto nella tragica notte dello scorso giugno sulla litoranea Pozzallo - Ispica. E’ quanto deciso nell’udienza preliminare dal gup Andrea Reale che ha applicato la sentenza di condanna. Il 37enne aveva reso al magistrato alcune dichiarazioni spontanee su quei concitati e drammatici momenti in cui travolse senza rendersene conto la 28enne pozzallese Valeria Cannata (nel riquadro della foto della scena dell´incidente), poi morta dopo qualche giorno di ricovero nella rianimazione dell´ospedale "Maggiore" di Modica, e la coetanea e concittadina S.C. Vincenzo Franza, sposato e padre di due figli piccoli, una volta compreso appieno quanto è accaduto si descrisse come un uomo distrutto, divorato dal rimorso e consapevole del dolore che ha causato.

L’uomo quella drammatica notte non era invece del tutto in sé, dopo aver bevuto nel corso della serata un mix di cocktails e birra, mettendosi poi alla guida della sua «Peugeot 205» con la quale investì le due ragazze che stavano attraversando a piedi la provinciale 46, dopo essere uscite dal disco pub «Soda». Franza non si rese conto di aver travolto due persone e tirò dritto, rendendosi poi protagonista di un ulteriore incidente stradale autonomo, essendo uscito fuori strada e scontrandosi con il muro che delimita la carreggiata alle porte di Ispica. Proprio nella sua auto, in stato di semi incoscienza, lo trovarono i militari nell’ambito delle ricerche avviate a seguito delle testimonianze raccolte.

L’uomo si mise al volante della sua auto, poi sottoposta a sequestro, con un tasso alcolemico di 1,81 rispetto a quello massimo consentito per legge di 0,5. Franza si disse quindi profondamente pentito e addolorato.