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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 17:00 - Lettori online 1461
POZZALLO - 05/10/2015
Cronache - Il gesto disperato di un imprenditore ridotto sul lastrico

Giuca: "Mi uccido nella mia azienda se non la riavrò"

I Forconi manifestano e auspicano soluzioni immediate per scongiurare il peggio Foto Corrierediragusa.it

Minaccia di uccidersi l´imprenditore pozzallese Corrado Giuca (foto), che si è barricato nella sua azienda venduta all´asta. L´inquietante comunicazione arriva dai Forconi che stanno manifestando accanto allo stesso Giuca visto che lo sfratto coatto questa volta è già stato eseguito. Sabato pomeriggio le forze dell´ordine, insieme al curatore fallimentare, sono entrati nell´azienda dell´imprenditore, la cui attività, come accennato, è andata venduta all´asta nel 2014. Corrado Giuca si è barricato all´interno della sua azienda, nell’area industriale Asi di Modica Pozzallo, in contrada Fargione, dove lavora da oltre 40 anni, e non ha nessuna intenzione di farsi sfrattare. Piuttosto la sua risposta fredda ma fortemente determinata è stata: "Io l´ho costruita ed io lo distruggo questa azienda, aspetto solo qualche giorno per capire la controparte. In ogni caso da qui non esco vivo". Una minaccia che suona come un appello disperato. Il capannone industriale si trova nella zona industriale di Pozzallo ed è adibito alla lavorazione della pietra di Modica. Sabato pomeriggio le forze dell’ordine sono arrivate sul posto quando la struttura era chiusa e all’interno non c’era nessuno.

Carabinieri , Polizia e Guardia di Finanza hanno agito a seguito del provvedimento coatto emesso dal giudice per le esecuzioni del Tribunale di Ragusa. Gli agenti hanno forzato i cancelli entrando all’interno dell’area aziendale, dove però si trovano custoditi anche i mezzi dei figli, fotografando lo stato dei fatti e, prima di andare via, hanno sostituito i lucchetti. Domenica Corrado Giuca ha forzato i cancelli e si è barricato nella sua azienda. La sua è una lunga attività imprenditopriale che ha subito la pesante crisi del momento. Un’attività imprenditoriale stroncata dalle cartelle esattoriali per debiti non pagati. Il consulente tecnico d’ufficio aveva stimato il valore del capannone in un milione 716 mila euro ma ed è stata venduto all’asta per una somma di 408 mila euro. I Forconi manifestano con lui: «Siamo tutti in attesa della risposta dell´aggiudicatario, che lo ha comprato all´asta ad un quarto del suo valore commerciale ed al quale è stata fatta pervenire una proposta per ricomporre bonariamente una situazione che potrebbe vedere tutti sconfitti.

Rimane il dubbio fondato - concludono i Forconi - che questo Governo voglia davvero interessarsi in modo concreto di questa vicenda che riguarda centinaia di migliaia di famiglie italiane ed altrettante imprese che navigano nel disastro della crisi».