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Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:43 - Lettori online 881
POZZALLO - 20/09/2015
Cronache - Strascichi giudiziari dopo la movida estiva da poco conclusa

Esposto in procura e diffida penale per il caos movida

L’avvocato Corrado Di Stefano tutela gli interessi dei residenti del "salotto buono" della cittadina Foto Corrierediragusa.it

La movida estiva si è conclusa ma a Pozzallo lascerà strascichi giudiziari. Non potrebbe essere altrimenti dopo l’esposto presentato alla procura di Ragusa, al comune di Pozzallo e alla soprintendenza ai beni culturali di Ragusa. All’esposto ha poi fatto seguito la diffida penale allo stesso Comune di Pozzallo da parte dell’avvocato Corrado Di Stefano, a tutela degli interessi del suo cliente e, più in generale, di quello dei residenti del «salotto buono» della cittadina rivierasca. Il legale ha infatti segnalato alle autorità preposte probabili nonché gravi illeciti in dispregio della vigente normativa in materia urbanistica ed edilizia inerenti alcuni locali ad uso commerciali adibiti a luoghi per la somministrazione di cibi e bevande, con tanto di musica ad alto volume fino a notte fonda posti in gran parte nello storico palazzo Pandolfi (foto), immobile peraltro vincolato da parte della soprintendenza. Secondo il legale addirittura all’ interno di alcuni fascicoli inerenti le concessioni edilizie non sarebbe stata rinvenuta la prescritta documentazione, ovvero i giustificativi che sgomberino il campo da dubbi sulle presunte violazioni che dovranno essere accertate dagli organi inquirenti. A ciò si aggiungono delle probabili difformità in ordine ai requisiti obbligatori per locali del genere, quali, ad esempio, la presenza di servizi igienici adeguati e gli ingressi destinati ai diversamente abili.

Addirittura un noto locale commerciale risulterebbe sprovvisto del prescritto certificato di agibilità in barba alle più elementari norme in materia. L’avvocato Di Stefano, dopo aver avuto rassicurazioni circa un immediato intervento da parte dell’ufficio preposto per accertare e sanzionare quanto eventualmente riscontrato dalla lettura dell’esposto, a distanza di 3 mesi ha preso atto del fatto che nulla si sarebbe mosso per ripristinare in maniera radicale la legalità anche dal punto di vista amministrativo. Di conseguenza il legale , non avendo alcun riscontro, è stato costretto ad inviare la già citata diffida penale richiedendo quali eventuali provvedimenti siano stati posti in essere dagli uffici preposti. Proprio l’ente comune, sebbene informato di queste circostanze, stando a quanto dichiarato dal legale non avrebbe disposto un immediato sopralluogo per accertare ed eventualmente sanzionare i presunti abusi.

L’avvocato Di Stefano fa presente poi come sia quantomeno «strano» che i proprietari ed i gestori dei locali pare siano venuti a conoscenza della segnalazione, attivandosi per rimediare in tutta fretta ed evitare cosi i probabili provvedimenti sanzionatori, approfittando dei ritardi accumulati dal comune, che. Stando a quanto dichiarato dal legale, sembra non abbia provveduto nell’immediatezza a cristallizzare quanto evidenziato nell’esposto.