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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 12:04 - Lettori online 894
POZZALLO - 30/07/2008
Cronache - Pozzallo - In cinque si sarebbero volatilizzati dal capannone

Immigrati fuggiti dalla dogana, sorveglianza piuttosto carente

I clandestini scappati potrebbero essere positivi al test della tubercolina. Resta in isolamento in ospedale il somalo malato Foto Corrierediragusa.it

Cinque immigrati sarebbero fuggiti dal centro di prima accoglienza di Pozzallo tre giorni fa. L’indiscrezione, trapelata solo ieri dal centro di prima accoglienza della Dogana di Pozzallo, non trova conferma presso la Questura di Ragusa ma erano in molti, ieri, presso la struttura portuale, a vociferare di una possibile fuga da parte di cinque extracomunitari.

Il tutto risale a qualche giorno fa, quando, al momento di trasferire alcuni immigrati clandestini presso alcune «case famiglie» della provincia di Ragusa e il Cpt di Cassibile, i «conti» degli agenti della Questura risultavano errati in difetto. All’appello, infatti, mancavano cinque immigrati conteggiati la sera prima e spariti la mattina seguente.

Come siano scappati e dove siano attualmente, non è dato sapere. Si fanno, comunque, diverse ipotesi. Sulle modalità di fuga, pare sia «indiziata» la porta che collega gli uffici della Dogana al capannone, lasciata, forse, incautamente incustodita da quanti vigilano quotidianamente sugli immigrati. Il lato est del capannone, in orario notturno, non è, difatti, presidiato, in quanto sono sorvegliate le uniche due uscite.

L’ingresso dove sono posizionati i tavoli degli agenti e dei volontari della Protezione Civile e l’uscio antistante all’ingresso è sorvegliato costantemente da due agenti. L’altra via di fuga è la porta che collega, come detto, gli uffici al lato est dell’edificio (il piazzale del «Cafè Riva», per intenderci), mai sorvegliata in quanto gli immigrati sono stipati dal lato opposto del capannone.

Una volta superato il primo ostacolo, è un gioco da ragazzi aprire la porta che dà sullo spiazzale antistante gli uffici doganali. Da lì, si presume che i cinque abbiano scavalcato la recinzione ed abbiano avuto tutto il tempo possibile per allontanarsi indisturbati, nel cuore della notte, dal centro di prima accoglienza pozzallese. Si erano fatte altre ipotesi sulla fuga dei cinque immigrati, ma questa resta, al momento, quella più veritiera. Nella stessa mattinata e fino a ieri mattina, Polizia e Carabinieri si sarebbero messi sulle tracce degli immigrati, con scarsi risultati. Verosimilmente, le ricerche proseguiranno anche nei prossimi giorni. L’unico «cruccio», adesso, per Questura e Prefettura, è sapere se i cinque fuggitivi siano affetti dalla tubercolosi. Solo nei prossimi giorni si saprà qualcosa in merito.

Nei giorni scorsi, sulla situazione della vigilanza nel centro di Pozzallo, hanno lanciato numerosi allarmi i sindacati di polizia che lamentano l’insufficienza dell’organico assegnato alla struttura. Con la fuga dei cinque immigrati, il centro di prima accoglienza sarà sicuramente potenziato da nuovi arrivi da parte delle forze dell’ordine.

Intanto, ieri, presso la Dogana del porto, sono giunti 24 immigrati dall’ospedale «Maggiore» di Modica dove, nel primo pomeriggio, sono stati sottoposti a radioterapia con raggi X. Era il secondo gruppo in quanto i rimanenti 20 avevano espletato il tutto due giorni fa.

Sul fronte partenze, la notizia, che riguarda gli immigrati, è che oggi partiranno, se da Cassibile arriva la conferma, la metà del gruppo che staziona all’interno della Dogana.


IL SOMALO DI 17 ANNI AFFETTO DA TUBERCOLOSI RESTA IN ISOLAMENTO

E’ minorenne il sedicente somalo sbarcato negli scorsi giorni al porto di Pozzallo e risultato affetto da tubercolosi. Si tratta del primo caso del genere registratosi in provincia di Ragusa da almeno un ventennio. L’immigrato di 17 anni, che compirà la maggiore età il mese prossimo, si trova ricoverato in isolamento nel reparto di malattie infettive dell’ospedale «Maggiore» di Modica.


IL SINDACO SULSENTI CONTINUA A LAGNARSI

"A Pozzallo quotidianamente si affrontano problemi di ogni tipo correlati agli sbarchi; da qualche settimana circa 200 immigrati stanno trasformando in centro di prima accoglienza in centro permanente; esistono problemi logistici, di afflusso, di igiene e sanità. Di tutto questo si parla sempre, ma al momento di riconoscere Pozzallo come sede primaria di sbarchi il nome di questo paese scompare come per incanto. Appare legittimo chiedersi se le autorità centrali romane e palermitane non conoscono le problematiche di Pozzallo".

A sferrare il duro attacco contro le istituzioni nazionali e regionali è il comunicato che, ieri mattina, il sindaco Peppe Sulsenti ha diffuso agli organi di stampa. ? notorio, oramai, che la città rivierasca non goda di alcun beneficio economico, alla stessa stregua degli altri avamposti come Lampedusa, Crotone e in Sardegna, ma appare ancor più strano l’atteggiamento di quanti, politici in testa, vogliano disconoscere il ruolo dell’avamposto ibleo nelle triste vicenda degli sbarchi clandestini.

Un comune, che ha gestito in questi giorni quasi 200 immigrati con pasti caldi e aria condizionata, già gravato da problemi di bilancio, rischia così il collasso finanziario. Sulsenti, però, fa la voce grossa: "Noi ribadiamo ? dice Sulsenti - che Pozzallo è un crocevia internazionale di traffici di essere umani, di persone in cerca di una vita migliore e in fuga da atrocità e guerre e chiediamo con forza a tutti gli enti preposti, periferici e centrali, che i disagi ed i costi affrontati da questa comunità siano riconosciuti e ripagati come avviene per le altre comunità italiane". Non è escluso che lo stesso sindaco possa andare a Roma, nei prossimi giorni, per far valere le proprie ragioni. Le sue e quelle di chi lavora quotidianamente per garantire gli aiuti necessari ai migranti.

(Nella foto i locali della dogana interdetti al pubblico)