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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:18 - Lettori online 405
POZZALLO - 02/09/2015
Cronache - Sono sbarcati in 138

Prigionieri politici gli ultimi migranti giunti a Pozzallo

Tra loro pure 66 minori Foto Corrierediragusa.it

Sono giunti attorno alle ore 8 al porto di Pozzallo i 138 migranti prelevati in mare aperto dalla nave britannica «Protector» del gruppo Frontex. Tutti uomini (di cui 66 minori) che sono sbarcati dalla nave militare. Sul barcone partito dalla Libia, nei giorni scorsi, erano in 244. Soccorsi nel canale di Sicilia, 106 di loro a bordo di due motovedette della guardia costiera sono stati sbarcati a Roccella Jonica (Rc). Il resto è arrivato a Pozzallo. La maggior parte dei migranti era partita dall’Egitto e poi aveva fatto tappa in Libia. Secondo gli investigatori gli scafisti sono egiziani.
Appena giunti, tutti i migranti hanno affermato alle forze dell´ordine di essere prigionieri politici o persone che scappano dalla propria nazione perché, dai posti dove scappano, sta infuriando una guerra e le probabilità di restare vivi si riducono al lumicino. Eritrea,Gambia, Ghana e Somalia, fra le nazioni dichiarate agli inquirenti della squadra Mobile di Ragusa, risoluti e assai veloci nel processo di fotosegnalamento e schedatura delle impronte. Si tratta comunque in prevalenza di egiziani, partiti dalla Libia ed arrivati, secondo le prime testimonianze, dopo un viaggio durato una ventina di giorni. Ad onor del vero, molti si sono rifiutati di consegnare le propria dita. Tutti, oramai, sanno che, una volta arrivati in Sicilia, se vogliono proseguire per il nord Europa, devono lasciare solo le generalità senza fornire altri dettagli.

Per tutti, però, vale una sacrosanta regola che vige da molti anni. In mancanza di adeguate giustificazioni, è previsto il ritorno in patria tramite voli charter. Nel primissimo pomeriggio, sono iniziati gli interrogatori per capire modalità ed eventuale presenza di scafisti fra le persone giunte. Molti hanno accusato problemi di disidratazione. Tre uomini sono stati ricoverati negli ospedali di Modica e Ragusa. Volontari di Medici Senza Frontiere e i medici dell´Asp7 di Ragusa hanno provveduto a curare quante più persone possibili nel giro di poche ore.