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Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:43 - Lettori online 841
POZZALLO - 26/08/2015
Cronache - Sono 419 gli uomini giunti al porto, 22 donne e 25 minori

Sbarchi a Pozzallo: 2 arresti e sospetti casi di scabbia

Situazione sotto controllo Foto Corrierediragusa.it

«Si segnalano diversi casi di scabbia, forse una trentina». La notizia giunge nella tarda mattinata quando sta per arrivare la nave «Diciotti» della Guardia Costiera al porto. 466 migranti di varia nazionalità africana approdano in banchina. Sono 419 gli uomini giunti al porto, 22 donne e 25 minori. I militari della «Diciotti» li hanno presi a nord della Libia in due distinte operazioni. Nella prima, a bordo di un barcone in legno, c´erano 352 migranti. Il secondo salvataggio è stato compiuto a poche miglia dall´isola di Lampedusa e consta di 114 migranti, i quali erano a bordo di un gommone assai fatiscente. Per quest´ultimi, il rischio di annegare, viste le pessime condizioni del natante, era assai elevato. Le due operazioni sono state coordinate dalla Centrale operativa della Guardia Costiera di Roma, del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.

"Ci hanno chiusi nella stiva e quando abbiamo capito che potevamo morire soffocati abbiamo sfondato la botola per potere prendere aria e respirare". Così alcuni dei migranti sbarcati a Pozzallo hanno ricostruito alla polizia di Stato di Ragusa i momenti di tensione su un barcone che è stato soccorso nel Canale di Sicilia. "Hanno rischiato di morire soffocati come i 49 migranti arrivati a Catania per la strage di ferragosto", commenta un investigatore impegnato nell´inchiesta. Intanto la squadra mobile della Questura, in collaborazione con carabinieri e guardia di finanza, ha fermato i due presunti scafisti dell´imbarcazione: un tunisino e un marocchino.

I migranti oltre a descrivere ed indicare, riconoscendo in foto i due scafisti, hanno riferito di "essere stati chiusi in stiva in oltre 200, mentre gli altri erano sopra coperta". Quando la mancanza d´aria stava iniziando a far svenire qualcuno e gli altri ancora in forze hanno compreso che potevano morire, hanno sfondato la botola che era stata chiusa proprio per non farli uscire. "Soltanto in quel momento - hanno aggiunto i testimoni che erano chiusi nella stiva - abbiamo ripreso a respirare e nessuno è stato più male come prima". I due scafisti fermati sono un tunisino di 35 anni, Moktar Sadok, e un marocchino di 18, Mohamed Yousef, responsabili di "aver condotto una fatiscente imbarcazione in legno con a bordo 350 migranti, tutti in pericolo di vita", soccorsi da nave Diciotti, che ha fatto incassare ai trafficanti libici circa 700 mila dollari.

Il tunisino, che svolgeva il ruolo di timoniere, ha ammesso le sue responsabilità agli investigatori della squadra mobile della Questura di Ragusa: ha confessato che gli accordi con i libici erano quelli di ricevere 2 mila 500 dollari al suo rientro, dopo che le autorità italiane lo avrebbero respinto. Parte dei migranti proveniente da regioni del nord Africa verranno respinti alla frontiera per ordine del Questore di Ragusa, così come previsto dalle norme contenute nel testo unico per l´immigrazione.