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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:18 - Lettori online 1120
POZZALLO - 05/06/2015
Cronache - Dopo 6 di giorni di agonia nella rianimazione dell’ospedale "Maggiore"

Oggi a Pozzallo l´addio a Valeria

Il "Soda" è rimasto chiuso in segno di lutto Foto Corrierediragusa.it

La ferale notizia si attendeva da giorni, nonostante permanesse una seppure flebile speranza ora dissoltasi dinanzi all’atroce conferma giunta dai medici del reparto di rianimazione dell’ospedale «Maggiore» di Modica: non ce l’ha fatta la 28enne di Pozzallo Valeria Cannata (foto), travolta da un’auto pirata nella notte tra sabato e domenica sulla provinciale 46, la litoranea Pozzallo – Ispica, con un’amica assieme alla quale era uscita dal disco pub «Soda». I medici, dopo avere accertato la morte cerebrale della giovane, l’hanno staccata dalle macchine che tenevano artificialmente in vita il suo corpo, con il placet dei genitori distrutti, che non hanno però fornito il consenso per l’espianto degli organi propedeutico alla donazione degli stessi. Ieri mattina, intorno alle 8.30, era iniziato l’accertamento clinico da parte della commissione formata da rianimatore, medico legale e neurologo dell’ospedale modicano. Alle 14.30 è stata infine dichiarata la morte cerebrale di Valeria Cannata. La terribile notizia si è diffusa a macchia d’olio a Pozzallo, dove la ragazza risiedeva con i genitori e lavorava come commessa in un negozio di abbigliamento del centro. Una circostanza che, sebbene tenuta nel debito conto, ha lasciato tutti di sasso. L´intera cittadina marinara è in lutto per questa inaspettata tragedia che ha mietuto una giovanissima vita.

I funerali saranno celebrati lunedì alle 16 nella chiesa del Rosario. E’ quindi durata sei giorni l’agonia di Valeria Cannata, ricoverata domenica scorsa in coma irreversibile. Le condizioni della ragazza erano subito apparse critiche e i medici, che non si erano arrischiati ad autorizzare il trasferimento in elisoccorso a Catania, avevano lasciato pochissime speranze.

Sarà invece dimessa nelle prossime ore dal reparto di ortopedia S.C., l’amica coetanea e concittadina di Valeria Cannata, pure lei travolta dall’auto pirata, ma in maniera meno grave. La giovane è stata sottoposta ad intervento chirurgico per l’impianto di una placca di titanio nella spalla fratturata e potrà continuare la convalescenza a casa.

Resta intanto ai domiciliari nella sua abitazione a Ispica il 37enne muratore ispicese Vincenzo Franza, arrestato dai carabinieri per guida in stato di ebbrezza, omissione di soccorso e lesioni gravissime dopo aver travolto inconsapevolmente le due ragazze mentre era un po’ alticcio al volante della propria auto. Nell’udienza di convalida il giudice per le indagini preliminari ha per l’appunto convalidato l’arresto, disponendo il mantenimento della custodia cautelare. Alla presenza del suo legale di fiducia, l’avvocato Giovanni Favaccio, il 37enne ha reso al magistrato alcune dichiarazioni spontanee su quei concitati e drammatici momenti.

Vincenzo Franza, sposato e padre di due figli piccoli, una volta compreso appieno quanto è accaduto appare ora come un uomo distrutto, divorato dal rimorso e consapevole del dolore che ha causato. L’uomo quella drammatica notte non era del tutto in sé, dopo aver bevuto nel corso della serata un mix di cocktails e birra, mettendosi poi alla guida della sua «Peugeot 205» con la quale aveva investito le due ragazze. Franza non si era reso conto di aver travolto due persone e aveva tirato dritto, rendendosi poi protagonista di un ulteriore incidente stradale autonomo, essendo uscito fuori strada e scontrandosi con il muro che delimita la carreggiata alle porte di Ispica.

Proprio nella sua auto, in stato di semi incoscienza, lo avevano trovato i militari nell’ambito delle ricerche avviate a seguito delle testimonianze raccolte. L’uomo si era messo al volante della sua auto, poi sottoposta a sequestro, con un tasso alcolemico di 1,81 rispetto a quello massimo consentito per legge di 0,5. Su Vincenzo Franza, che si dice profondamente pentito e addolorato, pende ora pure il reato di omicidio colposo, che prevede una pena massima fino a 15 anni di carcere.

IL "SODA" CHIUSO PER LUTTO
Lodevole e nobile l´iniziativa dei titolari e dello staff del "Soda", il locale in cui Valeria ha trascorso la sua ultima serata in allegria con gli amici senza immaginare che la morte l´attendeva a pochi metri: il disco pub è rimasto chiuso sabato sera in segno di lutto per la ragazza. Una rara forma di rispetto per le persone e per quei valori che troppo spesso vengono ignorati, se non addirittura calpestati. Niente musica, balli e allegria al "Soda", dunque, ma solo saracinesca abbassata e silenzio, per riflettere e capire.