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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:01 - Lettori online 1460
POZZALLO - 09/05/2015
Cronache - Si tratta di Marco Scalia, 55 anni

Condannato responsabile servizio 118 per omissione

Il pm Diana Iemmolo, aveva invocato la condanna per tutti Foto Corrierediragusa.it

Condannato il responsabile del 118 che ordinò all’ambulanza che stava eseguendo un trattamento sanitario obbligatorio di tornare indietro. Il giudice monocratico del tribunale di Ragusa Francesca Aprile ha inflitto un mese di reclusione a Marco Scalia, 55 anni, di Acitrezza, dirigente medico del Sues di Catania, che ha competenza anche per le province di Ragusa e Siracusa, difeso dall’avvocato Maurizio Magnano. Assolti l’ex comandante della polizia locale di Pozzallo, Giuseppe Piccione, e l’ispettore Giuseppe Lauretta, difesi dagli avvocati Gianluca Gulino e Raffaele Pediliggieri. La vicenda riguarda il trattamento sanitario obbligatorio disposto per un pozzallese che presentava problemi di natura psichiatrica. In quell´occasione, l’ambulanza era partita con il soggetto a bordo alla volta dell’Ospedale Busacca di Scicli. Strada facendo all’autista arrivò una controindicazione da Catania che lo obbligava a tornare indietro perchè quel servizio non era di competenza del 118. Il conducente del veicolo di soccorso, eseguì l´inversione di marcia e rientrò a Pozzallo.

Parte offesa era l’Asp 7 di Ragusa, che, però, non si era costituita in giudizio. Era stato l’ex manager dell’azienda sanitaria (allora Ausl 7) Fulvio Manno a denunciare i fatti avvenuti il 10 dicembre del 2007. Scalia era accusato di omissione per avere interrotto un servizio già in corso, mentre Piccione e Lauretta rispondevano di omissione per non avere denunciato alla procura colui che aveva impartito l’ordine di tornare indietro. L’uomo che doveva essere ricoverato nella divisione di psichiatria di Scicli, M.P., successivamente fu accompagnato nel nosocomio ma a Pozzallo ci furono altri problemi perchè a quel punto ci fu la disposizione di trasportare l’interessato in ospedale con l’auto della polizia locale. Il medico di turno si rifiutò. Il trasferimento avvenne, invece, con l’auto del medico scortata dai vigili. Il pm Diana Iemmolo, aveva invocato la condanna per tutti.