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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 818
POZZALLO - 18/02/2015
Cronache - Il rischio di contagio per la popolazione è pari a zero

Una ventina di casi di scabbia a Pozzallo

Parla la coordinatrice in Sicilia di Medici Senza Frontiere Chiara Montaldo Foto Corrierediragusa.it

"Sono una ventina i casi di scabbia accertati nel centro di prima di prima accoglienza dopo l´arrivo dei quasi 500 migranti fra domenica e lunedì scorso, ma non c´è alcun «lazzaretto» al porto visto i casi di scabbia sono isolati. Il rischio di contagio per la popolazione è pari a zero". La coordinatrice in Sicilia di Medici Senza Frontiere Chiara Montaldo (foto), getta acqua sul fuoco dopo le polemiche innescate ieri mattina (soprattutto sui social network) sulle presunte malattie contagiose che i migranti hanno traghettato fino in Sicilia. Una polemica sterile, secondo la Montaldo, che rischia di ingenerare falsi allarmismi e sciocche supposizioni. La malattia è comune, fa sapere la coordinatrice, facilmente curabile e per essere trasmessa di persona in persona ha bisogno di una serie di fattori concomitanti. Primo di tutti, il contatto frequente e continuativo con indumenti o con la pelle di una persona affetta dalla malattia, secondo (e non meno importante) la mancanza totale di igiene.

"Sappiamo tutti – continua la Montaldo – da dove provengono queste persone. Noi di «Medici Senza Frontiere» siamo a Pozzallo per curare le persone ammalate. C’è qualche caso di scabbia, ma anche quello è relativo alla permanenza nelle carceri libiche, per la scarsa igiene. Tutto fa presagire che quest’anno ci sarà un aumento per quanto riguarda gli sbarchi nelle nostre coste, perché la situazione nei paesi d’origine è più difficile e anche in Libia il conflitto è sempre più aspro – aggiunge la Montaldo – Lo «spauracchio» Ebola, comunque, sembra ormai essere passato".

Anche la permanenza di alcuni migranti nelle carceri libiche ha ingenerato altra paura. "E´ gente che non ha un trascorso criminale – conclude la Montaldo – ma è stata in carcere in quanto immigrati irregolari che arrivano da un paese diverso dalla Libia. Se in Libia non hai un documento ufficiale, si va dritti in galera. Tranquillizzo tutti. A Pozzallo non c´è alcun omicida. Il nostro ruolo? Oltre a fornire un supporto medico, sanitario e culturale, cerchiamo anche di essere la voce di tutte le persone che arrivano. Siamo testimoni diretti, è un privilegio per noi, ed è un dovere portare le loro storie alla luce del sole".

Ieri, intanto, più della metà dei migranti sono stati trasferiti a Mineo e a Crotone. Sono circa 200 gli ospiti della struttura portuale, quasi tutti provenienti da nazioni del centro Africa. Alcuni si sono fatti vedere, in questi giorni, anche per le strade di Pozzallo. Gruppetti isolati che non danno fastidio a nessuno. Sono tutti in attesa di ricevere un documento, così come confermano alcuni migranti, al fine di raggiungere la Germania o i paesi scandinavi.