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Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:43 - Lettori online 921
POZZALLO - 03/07/2008
Cronache - Pozzallo - La salma del clandestino ritrovata 2 mesi fa in mare

Cadavere lasciato in obitorio da 70 giorni: vergogna!

Essere un immigrato equivale ad essere una bestia Foto Corrierediragusa.it

"Vergogna, settanta giorni di attesa, senza che nessuno abbia alzato un dito. Essere un immigrato equivale, forse, ad essere paragonato ad una bestia". Rispondono all’unisono i custodi del cimitero di Pozzallo, alla domanda se l’immigrato che morì nel naufragio del 23 aprile scorso, avesse lasciato la cella frigorifera dell’obitorio del cimitero pozzallese.

Quello che doveva essere un lavoro facile e sbrigativo per gli agenti della Questura di Ragusa, si è rilevata, invece, l’ennesima amnesia da parte di chi dovrebbe garantire pari dignità anche a chi, purtroppo, ha perso la vita in mare, alla ricerca di una vita diversa.

I custodi del cimitero di Pozzallo assicurano che nessuno, in questi 70 giorni, si è fatto sentire. Gli agenti della Polizia Scientifica di Catania dovevano prendere le impronte all’immigrato, fotografare il cadavere, prelevare il «Dna» e dare, in un secondo momento, una degna sepoltura all’extracomunitario. Gli agenti della Scientifica di Catania, da queste parti, non si sono mai visti. Gli stessi custodi dichiarano di aver ricevuto una telefonata dalla Questura di Ragusa di tenere «in frigo» l’immigrato, ricevendo l’assicurazione che, solo dopo qualche giorno, «qualcuno» si sarebbe fatto vedere per prendere contezza del «colored» e, successivamente, seppellirlo accanto ai sei cinesi che, nel 2003, fecero la stessa fine. Da quella telefonata, i custodi del cimitero stanno ancora aspettando.

Il corpo dell’immigrato, dopo settanta giorni, si presenta completamente ricoperto da una lastra di ghiaccio, in una cella frigorifera che mantiene, da più di due mesi, la temperatura a meno diciotto gradi centigradi. Dalle informazioni raccolte, pare che il cadavere sia ancora sotto sequestro proprio perché nessuno ha raccolto le informazioni relative alla salma. Sul motivo della «presunta» negligenza da parte delle Istituzioni, nessuno ha saputo dire quali fossero le cause.

Non è la prima volta che, a Pozzallo, si registra un caso simile. Nella fattispecie, però, il periodo di attesa, per gli altri casi, è stato decisamente più celere. L’anno scorso, l’unico immigrato, che ha trovato la morte nelle acque antistanti la città di Pozzallo, ha dovuto «attendere» solo tre settimane, prima che fosse sepolto. Persino i sei cinesi, nell’aprile del 2003, furono sepolti solo dopo pochi giorni, tutti dentro il cimitero di Pozzallo. E’ decisamente da «record» la presenza dell’immigrato, sul quale ancora non è stato deciso nulla. Oggi, 3 Luglio 2008, fa esattamente 70 giorni di permanenza il cadavere dell’immigrato, abbandonato presso l’obitorio pozzallese. Un tempo vergognosamente lungo ed umanamente inconcepibile per chi crede che ogni vita umana sia da rispettare.

(Nella foto in alto l´obitorio dove da 70 giorni è depositato il cadavere)