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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:30 - Lettori online 1006
POZZALLO - 26/01/2015
Cronache - Un pasticcio burocratico impedisce di organizzare il funerale

Migrante "dimenticato" in cella frigorifera

Si tratta ovviamente di un problema di soldi: non ce ne sono
Foto CorrierediRagusa.it

E´ morto più di un mese fa e arrivato a Pozzallo lo scorso 26 dicembre il migrante africano, giunto assieme ad altri 363 migranti e che ancora oggi aspetta di ricevere una degna sepoltura. La morte ha messo fine alle sue pene, ma non le ha cancellate tutte. Dal giorno della festività di Santo Stefano, difatti, il suo corpo giace in una cella frigorifera dell´obitorio di Pozzallo (foto) a meno cinque gradi ma nessuno sembra sia interessato a seppellirlo in un loculo cimiteriale. Un pasticcio burocratico impedisce di organizzare il funerale. Si tratta ovviamente di un problema di soldi: non ce ne sono. Dopo qualche giorno il suo arrivo a Pozzallo, difatti, alcuni parenti hanno riconosciuto la salma, dando nome e cognome al povero migrante sfortunato. Parenti che sono rimasti in Italia ma che non hanno soldi né un lavoro. Non potendo pagare per la tumulazione, il corpo del giovane africano, morto per presunta asfissia, è ancora rinchiuso nella cella frigorifera, con temperatura che si attesta sui meno cinque gradi. Un mese di cella frogorifera che, fra le altre cose, secondo quanto riferito da alcuni dipendenti che lavorano presso il cimitero comunale, costerebbe all´ente comunale più di 3 mila euro al mese.

Spese che potrebbero essere evitate se si accellerasse la pratica per la sepoltura. "Aspettiamo ancora un segnale dal Comune – dicono i custodi presenti ieri al cimitero – In passato è capitato di dover seppellire migranti anche senza nome e cognome. Gli spazi ci sarebbero. Qui, a Pozzallo, ci sono ancora i cinesi morti nel tragico sbarco del 2006, ma anche morti più «recenti». Il tutto è stato fatto in pochi giorni, massimo due settimane circa. E´ trascorso un mese e il migrante è ancora dentro l´obitorio. Andiamo ripetutamente a controllare che tutto funzioni, senza contare il fatto che la cella, «accesa» 24 ore su 24, ha pure un esborso cospicuo per le casse comunali".

Il cadavere del migrante è giunto a Pozzallo lo scorso 26 dicembre. E´ morto probabilmente per asfissia provocata dall´inalazioni di idrocarburi. Questo fu l´esito della prima ispezione cadaverica effettuata dal dottor Enzo Santoro, medico legale dell´Asp 7 di Ragusa. Altri due uomini, che erano sulla stessa imbarcazione, presentavano delle ustioni e furono ricoverati nell´ospedale di Modica, salvo poi ritornare al centro di prima accoglienza di Pozzallo qualche giorno dopo, sani e salvi. Dalle informazioni trapelate, sembra che il cadavere giunto a Pozzallo fosse pure in avanzato stato di decomposizione, motivo per cui si disse, a fine dicembre, di trovare presto un loculo al migrante, dopo aver ottemperato giustamente a tutti gli obblighi previsti dal codice penale.

Sempre secondo quanto riferito dagli stessi custodi, qualche giorno dopo l´arrivo del migrante presso il cimitero, ci fu anche un sopralluogo della Polizia Scientifica per cercare di capire quali fossero state le cause del decesso. Sopralluogo che durò diversi minuti prima che gli stessi poliziotti lasciassero il cimitero, sito alle porte della città. Da quel giorno, nessuno si è più fatto vedere. Non è stata officiata, inoltre, la santa messa né col rito cattolico né col rito islamico. Insomma, dimenticato da tutti.