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POZZALLO - 21/11/2014
Cronache - Arrestato lo scafista di uno dei 2 sbarchi

Sbarchi con scafisti della mafia russa e rotte nuove

Sono ospitati al Cpa Foto Corrierediragusa.it

Cambiano rotte e anche nazionalità dell’equipaggio, ma gli sbarchi in Sicilia continuano: un natante di 25 metri, con a bordo 100 migranti partiti dalla Turchia, è stato intercettato, la notte scorsa, a 3 miglia dalla costa di Pozzallo dalla guardia costiera. Dopo lo sbarco nel porto del Ragusano e le indagini della squadra mobile della polizia di Stato, è stato disposto il fermo di tre russi, ritenuti i presunti scafisti affiliati nientemeno che alla mafia russa. L’imbarcazione è stata sequestrata e sono stati avviati accertamenti su nuove rotte. I tre fermati sono Valery Romanchik, di 43 anni, Aleksei Sinetskikh, di 38, e Yuriy Zabegalin, di 50. I migranti avrebbero pagato 6 mila dollari a persona per la qualità dell’imbarcazione utilizzata, una motonave in ferro di colore bianco, a differenza delle imbarcazioni in legno utilizzate dagli organizzatori libici. I tre fermati, dopo l’identificazione da parte della Polizia Scientifica, sono stati rinchiusi nel carcere di Ragusa.

GLI ULTIMI SBARCHI E I PRECEDENTI ARRESTI
Sono 540 i migranti giunti in queste ultime ore, in due distinte operazioni nell´ambito dell´operazione «Triton». Il primo sbarco, nel cuore della notte, ha permesso a 108 unità, di sedicente nazionalità siriana, afghana e irachena, di toccare l´asfalto della banchina di riva dopo un viaggio durato alcuni giorni. Lo scafista, un senegalese di 26 anni, è stato individuato ed arrestato dalla squadra mobile. I migranti sono stati intercettati a 3 miglia a sud di Portopalo di Capo Passero a bordo di un barcone di 25 metri circa, in precarie condizioni di navigabilità. Due le motovedette in acqua al fine di soccorrere i nuovi arrivati, la Cp 304 della Capitaneria di di porto di Pozzallo assieme alla Cp 322 in dotazione alla Capitaneria di porto di Siracusa. Dopo aver raggiunto il peschereccio che si trovava in precarie condizioni di stabilità, con abili manovre nautiche, le due motovedette della Guardia Costiera sono riuscite ad affiancarsi in sicurezza al natante, trasbordandoli tutti in sicurezza a bordo. Sulla banchina di riva, ad attendere i migranti, poliziotti e carabinieri hanno collaborato al fine di portare a termine le operazioni di trasbordo a terra. Sarebbero tre i presunti scafisti arrestati dagli inquirenti della Squadra Mobile di Ragusa per questo sbarco. Tre uomini provenienti dall´Ucraina, assoldati per la traversata a suon di dollari americani. Nelle prossime ore, si conosceranno anche i nomi e i cognomi di queste persone.

Ben più cospicuo il numero di sbarcati a mezzogiorno. Dalla nave militare «Borsini» sono scesi 442 migranti (386 uomini, 53 donne e 3 minori), prelevati nel canale di Sicilia. Anche in questo caso, la nave militare non si è spinta in acque internazionali, così come prevede il programma «Triton», ma ha prelevato i migranti a poche miglia dalla costa iblea a bordo del «solito» fatiscente peschereccio usato dagli scafisti per la traversata. Due donne hanno fatto ricorso alle cure del personale medico, di stanza al porto (due donne incinte). Un uomo è stato trasportato all´ospedale «Maggiore» di Modica a causa della pessima deambulazione (si sospetta un trauma contusivo ad un piede). Provenienza, Niger, Togo, Senegal, Sudan, Mali e Ghana. Le operazioni a terra si sono concluse dieci minuti prima delle ore 14.

A causa dei due sbarchi, è stato riaperto il centro strordinario di Comiso dove sono stati ospitati circa 300 ospiti. Al centro di prima accoglienza del porto, i migranti ospiti sono 440 circa. Molti fra i nuovi arrivati lasceranno la città rivierasca nelle prossime ore. Destinazione, Veneto (dove andrà il numero di migranti più corposo) e Piemonte. Sono 500, difatti, i migranti assegnati al Veneto. Alcuni fanno parte dello sbarco di domenica scorsa, altri degli sbarchi di ieri. Sono, per lo più, persone che arrivano dal Mali, Niger, Nigeria e dagli altri Paesi dell’Africa sub-sahariana, ma non mancano siriani, palestinesi, magrebini, cingalesi, afgani, bengalesi ed indiani.

Nel frattempo, sono diventati sempre più numerosi i profughi che, dopo essere stati ospitati per un periodo nelle nostre strutture d’accoglienza, hanno deciso di continuare il «cammino della speranza» verso la Francia, la Germania ed i Paesi scandinavi, dove l’obiettivo di trovare un posto al sole è più realistico rispetto all’Italia. A Comiso, molti migranti, dopo aver mangiato a mezzogiorno, hanno lasciato autonomamente il centro di accoglienza.