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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:37 - Lettori online 585
POZZALLO - 17/11/2014
Cronache - Individuati gli scafisti dello sbarco di 863 migranti

Corre in chat tramite Facebook il viaggio della speranza

L’organizzazione criminale si sarebbe intascata un milione e mezzo di dollari Foto Corrierediragusa.it

Il web è sempre più utilizzato dagli scafisti e dai loro «clienti» per organizzare viaggi della speranza 2.0 incuranti delle condizioni meteo avverse. Viaggi concordati in maniera virtuale sulla rete e che potrebbero concludersi tragicamente nei fatti. Non è accaduto per fortuna in occasione dello sbarco di 864 migranti, in larga parte nuclei familiari con 104 donne, di cui un paio in stato di gravidanza, e 69 minorenni. Ma il «reclutamento» del carico umano è avvenuto in rete tramite chat su Facebook ed altri social. E’ quanto accertato dalla squadra mobile di Ragusa che ha arrestato i quattro scafisti, tutti tunisini: Jaysal Sard, 24 anni, Mechri Salem, di 23, Nizar Aziza, di 43, e Mustafa Balid, di 33. I clandestini erano stati soccorsi dalla nave «San Giorgio» della marina militare e poi fatti sbarcare a Pozzallo domenica scorsa. Secondo l’accusa ciascuno dei quattro scafisti era alla guida di altrettante imbarcazioni intercettate nel Canale di Sicilia. Su Facebook un intermediatore il cui profilo è ritenuto falso dagli investigatori, ha offerto in lingua araba contatti e possibilità di incontri per organizzare il viaggio. Sul popolare social network esistono difatti pagine aperte da rifugiati che sono arrivati in Europa e che forniscono contatti e informazioni sulla loro esperienza. Alcune delle famiglie siriane giunte a Pozzallo si sono servite proprio di questi contatti per partire a bordo di barconi fatiscenti con cui affrontare il mare mosso che ne ha messo più volte in pericolo la loro vita.

Circa 600 clandestini sono stati già trasferiti in altri centri del Paese con voli charter dall’aeroporto di Comiso. Secondo quanto accertato dagli inquirenti i migranti avrebbero pagato in media mille 700 dollari a testa. Agli organizzatori sarebbero andati invece un milione e mezzo di dollari.

Intanto lunedì sono sbarcati a Pozzallo altri 82 migranti nord africani in buone condizioni di salute. Sono stati intercettati da una motovedetta della capitaneria di porto a sud di Malta stipati come sardine su una carretta del mare. Le operazioni di sbarco e foto segnalamento di sono concluse nel tardo pomeriggio e le indagini sono in corso per accertare la presenza di scafisti nel gruppo, che è ospitato nel centro di prima accoglienza della struttura portuale assieme a buona parte dei clandestini sbarcati domenica. Nel cpa sono quindi presenti circa 340 migranti, ben oltre al soglia massima per cui è attrezzata la struttura. La situazione è comunque sotto controllo.

I 4 CASI DI SCABBIA
di Calogero Castaldo

Pochi sbarchi, ma con molta gente. Aguzzano l´ingegno gli organizzatori dei viaggi della speranza dall´Africa verso l´Italia. Se maltempo ci sarà, meglio metterli tutti quanti su un enorme barcone e farli giungere al confine delle acque territoriali, specie in quei giorni dove le previsioni meteo annunciano giornate soleggiate e con mare poco mosso. Il primo «esperimento», in tal senso, è andato a buon fine per l´organizzazione criminale che gestisce i flussi migratori. Ben 863 migranti, difatti, sono giunti a Pozzallo di buon´ora, a bordo della nave militare «San Giorgio» della Marina militare. Di questi, 104 sono donne (due donne incinte sono state ricoverate all´ospedale «Maggiore» di Modica) e 69 i minori (solo sette i non accompagnati). Un uomo è stato portato in ospedale, a Ragusa, per alcuni traumi riportati ad una gamba. Quattro invece i casi di scabbia rilevati. Situazione, comunque, sotto controllo da parte del personale medico operante.

I migranti sono stati prelevati nel Canale di Sicilia dopo neanche un giorno di navigazione. Tutti gli altri stanno bene grazie anche alle cure dei medici della nave militare, primo «step» sanitario prima dell´avvento dei medici che operano al porto di Pozzallo per una seconda ricognizione.

Le operazioni, iniziate alle ore 9, si sono concluse alle 16 circa. Il trasbordo a terra è stato possibile grazie all´ausilio di due rimorchiatori che hanno fatto la spola dalla nave alla terraferma, e viceversa. Sette ore di lavoro per i militari della Capitaneria di porto che sono scesi a fianco di poliziotti, carabinieri, militari della Guardia di Finanza, operatori della Croce Rossa italiana e i volontari della Protezione Civile di Ragusa e di Medici Senza Frontiere. Uno sforzo abnorme visto che, solo per il 2014, uno sbarco di 800 e più migranti si era verificato solo ai primi di agosto.

La macchina organizzativa della Prefettura di Ragusa, però, non conosce falle a fronte di più di dodici anni di sbarchi. Non a caso, prima che arrivassero i migranti era stato già predisposto un piano di trasferimento dalla Prefettura e reso operativo dalla Questura iblea. Sono 108 i migranti che sono stati condotti con dei pullman a Siracusa, 100 a Palermo e 44 a Messina. Circa 150, con due voli charter da Comiso, hanno raggiunto ieri Pisa e Napoli. Un buon numero di africani è stata trasferito a Palermo, di questi 150 sono stati inviati a Firenze con un volo charter. Circa 250 occupano il centro di prima accoglienza del porto. Il centro straordinario di Comiso è chiuso per lavori di manutenzione.

I migranti hanno dichiarato di provenire dalla Guinea, Mali, Egitto, Togo, Nigeria, Sierra Leone, Burkina Faso, Gambia, Ghana e Senegal, Palestina, Iraq, Iran. Per la prima volta, per quest´anno, anche dei sedicenti marocchini. Notevole il numero di gruppi familiari presenti sulla banchina di riva. E mentre l´operazione Triton di Frontex prende lentamente il posto di Mare Nostrum, il Canale di Sicilia torna al centro della geografia delle organizzazioni criminali internazionali che gestiscono i grandi numeri dei viaggi verso la Terra promessa. Il mare che bagna questo lembo di Sud-est siciliano è calmo e le condizioni meteo favorevoli all´attraversamento. L´ipotesi che altre barche siano in viaggio verso la Sicilia quasi una certezza.