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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:30 - Lettori online 290
POZZALLO - 01/11/2014
Cronache - Ennesima tragedia del mare mentre oggi è partita l’operazione Triton

VIDEO 27 migranti morti: un arresto

L’uomo è indagato per associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e per morte come conseguenza di altro reato Foto Corrierediragusa.it

Sarebbero 27 i migranti morti a largo delle coste libiche a bordo di gommone inabissatosi nella giornata di mercoledì scorso. E´ il tragico racconto di alcuni migranti, giunti a Pozzallo venerdì mattina e stremati dal lungo viaggio che dall´Africa li ha condotti in Europa. Un´operazione di salvataggio che ha visto ben tre navi della Marina militare e una nave mercantile aiutare le persone che galleggiavano in mare. Vedere video



Tra i superstiti e le vittime, ci sono molti minori e anche qualche donna provenienti da Gambia, Somalia, Mali, Ghana ed Eritrea. Il comandante della nave «Fiorillo» che ha condotto i migranti dentro il porto ha perlustrato una vasta area di mare di fronte le coste libiche prima di virare verso la Sicilia. I più fortunati si sono aggrappati alle parti integre del gommone, altri alle camere d´aria usate come fossero dei salvagenti. L´organizzazione criminale che pianifica i «viaggi della speranza» chiede meno soldi se la traversata dovrà essere effettuata a bordo di gommone, così come hanno riferito i superstiti alle forze dell´ordine appena oltrepassato il cancello del centro di prima accoglienza. Una testimonianza che ha inchiodato anche un cittadino ghanese, Logosu Atsu, accusato di essere lo scafista che ha traghettato i rimanenti 93 migranti prima di essere salvatio dai militari della nave «Fiorillo». L´uomo è accusato non solo di favoreggiamento di immigrati clandestini in Italia ma anche delle morti delle 27 persone annegate. Sulle cause che hanno portato alla rottura della parte centrale del gommone ci sono due versioni. Secondo le forze dell´ordine, alcuni migranti hanno riferito che, a causa del sovraccarico di migranti (120 su un gommone di 11 metri), improvvisamente sembra sia collassata la parte centrale del gommone facendo andare in acqua decine di passeggeri. Altri, raccontano che vi è stata una lite sul gommone per la spartizione di quel poco pane che era stato consegnato loro prima di partire e, per tale motivo, stante il numero spropositato di passeggeri, il gommone sarebbe stato danneggiato nella parte centrale, facendo cadere in acqua tutti i migranti.

Qualunque sia la versione, sta di fatto che altre 27 persone hanno perso la vita. Le indagini hanno comunque permesso di identificare colui che si era accordato con i libici (per una cifra che si aggira sui mille dollari) per condurre il gommone fino al punto di mare dove avrebbe richiesto i soccorsi per poi giungere in Italia. Nel contempo, nella giornata di ieri, 120 migranti hanno lasciato il centro di prima accoglienza del porto per raggiungere una casa di accoglienza del Piemonte. Sono 205 le persone che sono ospiti dentro il Cpa. Nella tarda serata di ieri, cinquantanove migranti sono giunti sulla banchina di riva del porto. Neanche a novembre si ferma l´ondata di sbarchi dei profughi provenienti dall´Africa.

L´ULTIMO SBARCO A POZZALLO DI MARE NOSTRUM
Nell´ultimo giorno di piena operatività dell´operazione Mare Nostrum che è costata tanti bei soldini pubblici, l´ennesimo carico umano di migranti si riversa copiosamente sulle coste iblee. Ieri mattina, difatti, 270 migranti, di nazionalità siriana, palestinese e di diverse zone dell´Africa, sono giunti di buon mattino sulla banchina di riva del porto, a bordo della nave «Fiorillo» della Guardia Costiera. Nel gruppo, vi sono 93 migranti che hanno riferito agli inquirenti della squadra mobile di Ragusa di aver visto una ventina di persone che risultano dispersi in mare. Sembra, stando a quanto riferito, che il gommone si sia inabissato per cause ancora da chiarire. L´intervento repentino dei militari della Guardia Costiera ha evitato il peggio. I migranti hanno riferito di essere partiti dalla Libia in 113. Gli inquirenti stanno indagando sull´ennesima tragedia che si sarebbe consumata nel Canale di Sicilia al fine di individuare anche gli scafisti. I migranti (249 uomini, 15 donne e 6 minori uomini) sono stati prelevati a poche miglia dalla costa libica.

Undici le persone ricoverate negli ospedali di Ragusa e Modica (due uomini e nove donne, di cui alcune in avanzato stato di gravidanza). E’ stata invece salvata dall’elicottero «SH90» della nave anfibia San Giorgio, decollato con un team di sanitario, una donna in condizioni di salute precarie. L’elicottero, poi giunto vicino la nave «Fiorillo», ha effettuato l’evacuazione medica della donna attraverso il verricello del velivolo, per poi trasportarla presso una struttura ospedaliera maltese. Tre migranti, infine, sono stati ricoverati in un ospedale dell´isola di Lampedusa.
Una volta giunti sulla terraferma, i migranti sono stati trasferiti nel centro di prima accoglienza del porto. All´interno della struttura, vi erano da qualche giorno 101 migranti. Totale presenze dentro il Cpa di Pozzallo, 371 unità. Nelle prossime ore, cinquanta migranti lasceranno la città rivierasca per essere ospitati nel centro di accoglienza di contrada Cifali, a Comiso. Fino a due giorni fa, i migranti ospiti della struttura kasmenea erano solo 37.

Si chiude, dunque, «Mare Nostrum» anche a Pozzallo. Il centro di prima accoglienza ha ospitato più di ventisette mila migranti nel corso dell´operazione, che ha visto in prima linea militari della capitaneria di porto, polizia, carabinieri e un "esercito" di volontari della Protezione Civile. Quello di ieri, a conti fatti, è l´ultimo salvataggio effettuato a largo delle coste libiche. L’azione europea di "Triton" ha un raggio d’azione molto diverso da quello di "Mare Nostrum", in quanto verranno pattugliati tratti di mare sino a 30 miglia dalle coste. Gran parte dei salvataggi effettuati dalle navi italiane, in quest’ultimo anno, sono stati effettuati molto più al largo o poco lontano dai porti di partenza. Resta, dunque, l’incognita su quelle vaste aree di mare che tra pochi giorni potrebbero restare senza protezione.