Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 954
POZZALLO - 20/10/2014
Cronache - Alcune anomalie erano emerse nei controlli effettuati tra migranti sbarcati al porto

Tre presunti terroristi dell´Isis fermati a Pozzallo

Negli uffici della procura etnea, però, le bocche rimangono sigillate Foto Corrierediragusa.it

Tre egiziani sospetti terroristi forse appartenenti alla pericolosissima Isis che tanto terrore sta seminando in Siria e non solo sono stati fermati nell´ambito di uno degli ultimi sbarchi a Pozzallo. Il fermo è di qualche giorno fa ma la notizia è emersa in queste ore, come peraltro riportato da "I quaderni de l´ora quotidiano". Le posizioni dei tre egiziani sono al vaglio della Dda di Catania e nulla trapela al momento da fitto riserbo: resta il sospetto fondato che il terzetto possa fare parte dell´Isis, Islamic State of Iraq and Syria, ovvero il califfato di Abu Bakr Al Baghdadi che, a colpi di decapitazioni e proclami sanguinari, si è guadagnato il primo posto tra i nemici dell’Occidente. Ora si indaga nella Sicilia Sud orientale. La Dda indaga su alcune anomalie emerse nel corso di controlli effettuati tra migranti sbarcati a Pozzallo. Negli uffici della procura di Catania, però, le bocche rimangono sigillate: il procuratore Giovanni Salvi non conferma l’esistenza di un’indagine, ma neanche la smentisce, anche perchè l’allarme sul possibile contagio dell’epidemia terroristica nel Paese, a partire dagli sbarchi siciliani, è già rimbalzato al Viminale.

Insomma è tangibile il pericolo dell’annidamento di cellule dell’Isis in Sicilia, che il ministero degli Interni ha paventato da quando i jihadisti hanno messo il nostro Paese nel mirino dei loro proclami di morte. Le indagini sul possibile sbarco di terroristi dell´Isis sono partite una decina di giorni fa, quando a Pozzallo è sbarcato un natante con un centinaio di immigrati. Tra questi, tre egiziani che, ai controlli, sono risultati essere in possesso di smartphone con la foto, registrata in memoria, di un kalashnikov. Che ci fanno tre migranti ufficialmente in fuga dal loro Paese con la stessa identica foto della mitraglietta sovietica sui cellulari? Secondo gli 007 dell’Antiterrorismo si tratterebbe di un »segnale» di riconoscimento per »basisti» appartenenti a cellule terroristiche islamiche. Una sorta di parola d’ordine per riconoscersi una volta sbarcati in terra straniera. Da allora investigatori e analisti del Viminale tengono sotto controllo le coste siciliane ritenute un canale di ingresso privilegiato per spostamenti di jihadisti inviati in Occidente.

Spetta quindi alla Dda di Catania valutare adesso l’opportunità di avviare un’inchiesta formale su presunte infiltrazioni terroristiche in Sicilia, nella fattispecie a Pozzallo, che incrocerebbero gli allarmi dell’intelligence. Di certo il comitato di analisi strategica Antiterrorismo, composto anche da membri dei servizi segreti, è in allerta da alcune settimane e ha avviato un monitoraggio costante delle fasce costiere, in particolare tra Pozzallo, Augusta e Siracusa.

Appena un anno fa, nell’aprile del 2013, i carabinieri del Ros scoprirono un campo di addestramento di matrice jihadistica, armi da fuoco ed esplosivi custoditi alle pendici dell’Etna. I militari accertarono che all’ombra del vulcano venivano addestrati i componenti di una cellula terroristica islamica: sparavano e simulavano azioni terroristiche da mettere essere a segno nel nostro Paese. Insomma, non si deve di certo creare facile allarmismo ma neppure si deve prendere sottogamba un dato di fatto: dal Medio Oriente l’ombra di terrore dell’Isis si allunga fino alla Sicilia.