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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:41 - Lettori online 866
POZZALLO - 17/10/2014
Cronache - Si tratta di una coppia di marocchini

Due scafisti in manette di cui uno reo confesso

Inchiodati anche grazie alle testimonianze dei migranti Foto Corrierediragusa.it

Erano partiti dalla Libia una ventina di ore prima di essere intercettati e soccorsi dalla nave «San Giusto» della Marina militare in acque internazionali. Sono i 253 nordafricani sbarcati a Pozzallo qualche giorno fa. Tra loro si nascondevano pure i due scafisti, stanati e arrestati dalla polizia. Uno di loro, reo confesso, ha raccontato agli inquirenti di aver intascato 5 mila dollari consegnati da un intermediario dell’organizzazione libica alla sua famiglia prima del viaggio della speranza. Un viaggio che prevedeva un autentico tariffario: mille 200 dollari per gli adulti, 300 per i bimbi e sconti sostanziosi per le famiglie. Un vero business che si sviluppa sempre di più sulla pelle dei disgraziati ad opera di mercenari senza scrupoli. Solo questo viaggio ha portato nelle casse degli organizzatori la bellezza di 300 mila dollari. Intanto l’ufficio ordine pubblico della questura ha dovuto trasferire oltre 250 persone per poter ospitare i nuovi arrivati. Tornando alla cronaca, le manette sono scattate per i marocchini Namsdr ben Mohamed e Ramzi Bohamuda, di 22 e 21 anni.

Uno dei due, come accennato, una volta vistosi scoperto ha deciso di vuotare il sacco, mentre l’altro si è chiuso nel mutismo più assoluto. In ogni caso gli investigatori, anche grazie alle testimonianze dei migranti, avevano raccolto prove a sufficienza per inchiodare gli scafisti alle loro responsabilità.