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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:05 - Lettori online 718
POZZALLO - 11/10/2014
Cronache - Molto caustici sui mancati provvedimenti disciplinari anche M5S e Sel

Quel comandante dei vigili urbani è da sospendere

Criticato aspramente l’immobilismo dell’attuale amministrazione comunale Foto Corrierediragusa.it

Porre rimedio in tempi brevissimi alla grave situazione che investe il comandante dei vigili urbani di Pozzallo Luigi Bottaro, rinviato a giudizio per reati contro la pubblica amministrazione. La richiesta giunge dal capo dell´Autorità Nazionale anticorruzione Raffaele Cantone (foto), il quale ha scritto una missiva al segretario del comune rivierasco, Gianpiero Bella, chiedendo conto e ragione dell´immobilismo palesato per tale circostanza. "La invito – scrive Cantone a Bella - a fornire informazioni e chiarimenti in ordine all´eventuale avvio di un procedimento disciplinare nei confronti del comandante della polizia municipale, ovvero dell’adozione di un provvedimento cautelare di sospensione dal servizio dello stesso stante il suo rinvio a giudizio".

L´inchiesta riguarda la ditta di Belpasso, «Geo Ambiente», su presunte anomalie del capitolato d´appalto. L´operazione investigativa, condotta dalle Fiamme Gialle del Nucleo Mobile di Pozzallo su mandato della Procura della Repubblica di Modica, fece emergere una serie di reati che vanno dalla truffa aggravata alla frode nelle pubbliche forniture, mediante l’utilizzo di documentazione falsa, secondo quanto fu riferito nel luglio del 2012 dai militari della Guardia di Finanza. In quell´occasione, furono sentiti anche vari dipendenti del Comune addetti al servizio ecologia, nonché alla raccolta dei rifiuti, permettendo così di riscontrare gli elementi accusatori acquisiti. Fra i 15 imputati anche l´attuale comandante dei vigili urbani di Pozzallo Bottaro.

La risposta del segretario Bella non si è fatta attendere. In una missiva inviata a Cantone, il segretario comunale ha riferito di aver «spronato» l´amministrazione comunale a prendere in esame la possibilità di trasferire l´attuale comandante presso altra sede, senza però riuscirci. "Ad oggi – scrive Bella - l‘Amministrazione non ha adottato atti in tal senso".

Pioggia di critiche sono piovute su palazzo La Pira. Critici i 5 stelle e Sinistra Ecologia e Libertà. Giarrusso (M5S): "Il Presidente dell’Autorità Nazionale per l’Anticorruzione, dottor Raffaele Cantone – dice - chiede l’avvio della procedura per la sospensione del Comandante della Polizia Municipale di Pozzallo. L’amministrazione cosa sta facendo? Dorme"?

Più caustico Sel. "Si profila ormai a Pozzallo una vera e propria emergenza istituzionale – scrivono gli ex alleati del sindaco Luigi Ammatuna - L’amministrazione comunale ignora le ripetute sollecitazioni del segretario, che è funzionario preposto alla vigilanza sulla corruzione e oltraggia il massimo organo della città. E come se ciò non bastasse, sbeffeggia quei consiglieri e quegli amministratori che, pur essendo parte della maggioranza, avevano votato nel 2012 la direttiva sulla corruzione. Tutto questo - chiude la nota - dopo aver estromesso dalla Giunta la rappresentanza di Sel che reclamava trasparenza e garantiva legalità".

I DETTAGLI DELLE ACCUSE NEL PROCESSO A PORTE CHIUSE
Frode in pubbliche forniture, truffa, abuso d’ufficio, falsità materiale commessa da pubblico ufficiale in atto pubblico, rivelazione di segreti d’ufficio, violenza e minaccia a pubblico ufficiale: sono i capi d’imputazione dai quali devono difendersi a vario titolo l’ex sindaco di Pozzallo Giuseppe Sulsenti, alcuni suoi amministratori e collaboratori dell’epoca, nonché dirigenti e funzionari di palazzo La Pira e cinque tra titolari e legali rappresentanti della «Geo ambiente» di Belpasso, ovvero la ditta che ha gestito il servizio di smaltimento rifiuti nella cittadina marinara e che risulta tra gli imputati, 15 in totale.

I NOMI DEI 15 IMPUTATI
Oltre all’ex primo cittadino Giuseppe Sulsenti e alla «Geo Ambiente» sono coinvolti nel procedimento l’allora dirigente del settore ecologia Giovanni Modica, il comandante dei vigili urbani Luigi Bottaro, Corrado Corsico, Giuseppe Guglielmino (rispettivamente responsabile e amministratore della società), Angelo Avveduto, Catia Maria Caruso, Pietro Burrafato, Biagia Caruso, Giovanni Gambuzza e Mario Lupica. Coimputati pure Antonello Mineo, Giovanni Zacco e Francesco Fileti.

LA DENUNCIA IN PROCURA DELL’IMPIEGATA VESSATA
Nella prima udienza preliminare i riflettori sono stati puntati sulle intercettazioni ambientali e telefoniche raccolte dalla guardia di finanza nell’ambito della lunga e complessa indagine durata due anni e sfociata nel procedimento penale in cui si ipotizza, tra l’altro, che l’azienda non adempiva correttamente alle previsioni del capitolato d’appalto, venendo tuttavia favorita dagli uffici competenti attraverso atti adottati «ad hoc» e ai quali si sarebbe sottratta l’impiegata comunale Corrada Chiaia, che presentò denuncia in procura dopo la frase sibillina che gli sarebbe stata rivolta dai suoi superiori di palazzo La Pira: «Senti, se tu non sei in grado di svolgere il tuo servizio, te lo togliamo». La Chiaia risulta persona offesa nel procedimento assieme alla Regione Siciliana e al comune di Pozzallo. Sulsenti (allora sindaco), Avveduto (allora assessore), Giovanni Zacco, Luigi Bottaro e Giovanni Modica (avvicendatisi come dirigenti del comune di Pozzallo), oltre al coordinatore della «Geo Ambiente» Corrado Corsico, stando a quanto risulta dalle carte avrebbero «usato minaccia alla dottoressa Chiaia per costringerla a fare atti contrari ai propri doveri circa l’incarico svolto (responsabile dell’ufficio ecologia ed igiene ambientale), con particolare riferimento ai controlli necessari a verificare la correttezza di quanto previsto dal capitolato speciale d’appalto da parte della ditta».

I PRESUNTI INGIUSTI PROFITTI DELLA «GEO AMBIENTE»
La guardia di finanza avrebbe anche riscontrato un’indebita compensazione crescente di anno in anno alla «Geo Ambiente» nel 2008 per 392mila euro, nel 2009 per un milione 870mila euro, nel 2010 euro per un milione 206mila euro e nel 2011 addirittura per due milioni 300mila euro. In sostanza la società avrebbe accumulato ingiusti profitti a discapito delle finanze del comune pozzallese, grazie alla presunta disponibilità degli altri imputati dipendenti di palazzo La Pira, tra cui l’ex sindaco. La «Geo Ambiente» aveva contestato queste cifre, sostenendo che «I dati sono agevolmente riscontrabili dalla lettura del provvedimento emesso a suo tempo dal gip dell’allora tribunale di Modica. I responsabili e i dipendenti della «Geo Ambiente» che risultano indagati – era scritto in una nota della società – confidano di potere chiarire le rispettive posizioni nelle opportune sedi».

QUEI TRASFERIMENTI SOSPETTI DI DIRIGENTI
Oggetto dell’inchiesta pure i trasferimenti improvvisi di funzionari del comune di Pozzallo che si occupavano della vigilanza e del controllo sull’appalto dei rifiuti, nonché di vari dirigenti del servizio ecologia, sui quali sarebbero state esercitate pressioni, tra l’altro, per la modifica dei calcoli dei compensi riferiti alla raccolta differenziata. Inoltre pare che la società che gestiva il servizio dei rifiuti fosse sempre in anticipo a conoscenza delle ispezioni a sorpresa in programma, come si evince chiaramente dalla intercettazione telefonica di una conversazione tra lo stesso ex sindaco e il dirigente Bottaro sull’illecita rivelazione di segreto d’ufficio relativa ad una ispezione prevista per il 31 novembre 2010 al centro comunale di raccolta rifiuti di Pozzallo da parte di un funzionario del dipartimento regionale e che doveva, per ovvi motivi, restare segreta. La prossima udienza dinanzi al gup è stata fissata a novembre.