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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:30 - Lettori online 739
POZZALLO - 26/09/2014
Cronache - Si tratta di 241 uomini, 28 donne e 34 minori

Arrestato scafista reo confesso di sbarco sotto la pioggia

Le persone che hanno sfidato le avverse condizioni meteo-marine pur di imbarcarsi a bordo di una carretta del mare ed arrivare in Sicilia Foto Corrierediragusa.it

Si chiama Ezin Chalik (foto) l´ultimo scafista, peraltro reo confesso, giunto a Pozzallo assieme ad altri 302 migranti. Lo sbarco di giovedì scorso consegna alle forze dell´ordine un altro tunisino, reo di aver traghettato centinaia di disperati sulle coste iblee. L´uomo ha confessato spontaneamente appena sono cominciati gli interrogatori della squadra mobile di Ragusa. «Sì, sono io lo scafista», ha detto Chalik, con lo sguardo rivolto verso il basso. Il tunisino arrestato ha fornito alcune notizie circa la modalità dell´arrivo in Italia. A cominciare dai giorni in cui sono stati rinchiusi i migranti dentro un capannone, il successivo trasferimento su pullman nei pressi di una spiaggia libica, l´incasso della provvigione promessagli dall´organizzazione criminale che gestisce i flussi migratori, la partenza, fino alle ultime fasi di attracco al porto di Pozzallo grazie al fattivo impegno dei militari della nave «Corsi». Le testimonianze sono state messe a confronto con le dichiarazioni degli altri migranti. Quando gli inquirenti hanno capito modi e tempi della traversata, gli stessi hanno arrestato il tunisino, successivamente trasferito presso il carcere di Ragusa.

Altro dato sicuramente non trascurabile è la somma incassata da chi pianifica i viaggi. Si stima che quest´ultima traversata abbia fruttato qualcosa come 400 mila dollari circa. Dall´inizio dell´anno, solo a Pozzallo, si sono susseguiti più di 80 sbarchi. Se la media incassata si aggira attorno ai 500 mila dollari per sbarco, è facile immaginare quanti soldi sono stati introitati dall´organizzazione che gestisce i flussi di migranti. Novità per la raccolta delle impronte. Se fino a qualche giorno fa, siriani ed eritrei si sono rifiutati di fornire le proprie impronte, da metà settembre una circolare del ministero dell´Interno obbliga a fare diversamente. Il documento prevede tempi più stringenti per le procedure, ma soprattutto non prevede sconti per nessuno, compresi i rifugiati siriani ed eritrei. In tanti si erano allontanati da Pozzallo al fine di poter prendere un treno verso Milano e poi a varcare i confini e dirigersi verso il nord Europa.

Tutto senza lasciare le impronte digitali in Italia e senza dover aspettare nel nostro paese tutto l’iter della domanda d’asilo come prevede, invece, il regolamento «Dublino II», secondo cui la richiesta va fatta obbligatoriamente nel primo paese di approdo. Il documento sarebbe giunto anche negli uffici della Prefettura di Ragusa e l´ordine perentorio, da qualche giorno, sarebbe quello di schedare tutti. Nessuno escluso. Intanto, nuovi sbarchi interesseranno il porto di Pozzallo nelle prossime ore con l´arrivo di una nave mercantile con altri disperati giungere da Siria, Palestina e Africa centrale.

LO SBARCO DEI 303
Un altro sbarco, altri migranti giunti a Pozzallo nel pomeriggio. Sono 303 (241 uomini, 28 donne e 34 minori) le persone che hanno sfidato le avverse condizioni meteo-marine pur di imbarcarsi a bordo di una carretta del mare ed arrivare in Sicilia. Lo sbarco, difatti, era previsto per le ore 10 ma il violento acquazzone che si è abbattuto sulla città ha posticipato le operazioni di trasbordo dei migranti a terra nel pomeriggio. I migranti sono giunti al porto grazie all´intervento della motovedetta Cp906 della Guardia Costiera. Non poche le difficoltà riscontrate a causa del mare in tempesta. Solo la bravura dei militari della Capitaneria di porto ha fatto sì che i migranti giungessero sani e salvi al porto.

I migranti sono stati stipati all´interno del centro di prima accoglienza dove sono stati rifocillati e successivamente interrogati dagli inquirenti della squadra mobile di Ragusa. Molti migranti hanno chiesto che fosse subito attivata la procedura per chiedere asilo politico. I migranti hanno riferito di essere andati via da paesi dove la guerra e la fame sono una costante che ha ucciso tantissime persone. Fra i migranti, anche qualche sedicente algerino che ha riferito di essere a conoscenza della decapitazione dell´ostaggio francese Harvè Gourdel e di essere sotto shock per questa vicenda. Si fugge dalla disperazione, raccontano i migranti, e si cerca una nuova vita, rischiando il più del dovuto. Fra i 34 minori, anche alcuni bambini con pochi anni d´età. Sono bastate le cure amorevoli delle persone che lavorano al Centro per scaldare i cuori dei piccoli migranti, stanchi ma contenti per aver raggiunto l´agognata meta.

E a proposito di centro di accoglienza del porto che funziona, una delegazione parlamentare danese, accompagnata dall’ambasciatore del Regno in Italia, Birger Riis Jorgensen, ha fatto visita al Cpa. A fare gli onori di casa, il prefetto di Ragusa, Annunziato Vardè, e il vicesindaco di Pozzallo, Francesco Gugliotta. La delegazione, presente in Italia nell’ambito di un programma finalizzato a una possibile collaborazione per la gestione del fenomeno immigrazione, ha voluto approfondire gli aspetti relativi al volontariato.

"Il prefetto Vardè - è scritto in una nota del Viminale - ha illustrato agli ospiti il sistema di soccorso e accoglienza dei migranti attuato nel porto e nel Centro di primo soccorso e assistenza di Pozzallo, facendo riferimento alla consistenza numerica degli arrivi nel corso dell’anno. Particolare interesse è stato rivolto all´impatto del fenomeno sulla civile convivenza e alla positiva risposta della comunità locale, che in più occasioni si è dimostrata collaborativa. Altri temi affrontati hanno riguardato le attività di polizia per le procedure di identificazione dei migranti, le operazioni infoinvestigative che hanno condotto all’arresto di diversi scafisti e i minori stranieri non accompagnati".