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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:37 - Lettori online 1039
POZZALLO - 10/09/2014
Cronache - Si tratta di un tunisino

Arresto interforze dello scafista dello sbarco dei 250

Gli investigatori hanno accertato che il tunisino era già stato in Italia e che la prima volta era arrivato a Lampedusa nel 1999 Foto Corrierediragusa.it

Sale a cinque il numero degli arrestati per lo sbarco dello scorso fine settimana al porto di Pozzallo. Ai quattro egiziani finiti in manette, si aggiunge il tunisino Alì Brabra, presunto scafista dei 251 disperati, la maggioranza dei quali in arrivo dall´Eritrea. La pelle più chiara rispetto ai tanti eritrei ha permesso alle forze dell´ordine, polizia, carabinieri e guardia di finanza in una operazione interforze, di individuare da subito il possibile scafista, il quale è stato messo in disparte al fine di dare serenità ai migranti durante gli interrogatori. Di tutto rispetto i trascorsi per il presunto scafista finito in manette. Il tunisino, difatti, dopo l’ingresso nel 1999 e i diversi reati come furto e ricettazione alle spalle, è stato successivamente espulso in quanto clandestino. Per nulla intimorito dal procedimento restrittivo, Brabra ha tentato diverse volte di introdursi in Italia. Ben 7 volte. Due ad Agrigento, due a Lampedusa, due a Siracusa e l’ultima a Trapani, nel luglio di quest’anno. Tutte le volte era stato sempre respinto e condotto in Tunisia. Con un tale «curriculum», appare chiaro come le organizzazioni dedite al traffico di migranti in mare arruolassero il tunisino al fine di trasportare via mare vite umane in Italia. E l´aveva pure fatta franca, una volta giunto a Pozzallo, salvo poi essere riconosciuto a Comiso, presso il centro straordinario di contrada Cifali, dove la polizia lo ha ammanettato.

A tradire il tunisino anche i soldi, frutto del lavoro di trasporto dei migranti. Nascosti all´interno di una cucitura nei pantaloni i poliziotti hanno trovato 700 dollari nuovi di zecca, soldi debitamente sequestrati. Stante quanto dichiarato dai testimoni, gli organizzatori hanno incassato mille e 650 dollari a passeggero adulto, per un totale di 400 mila dollari circa. Le indagini condotte dagli investigatori, durate 28 ore continuative, hanno permesso anche questa volta di sottoporre a fermo di indiziato di delitto il responsabile del reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Il tunisino è stato trasferito presso il carcere di Ragusa.

"Sino ad oggi – riferisce una nota congiunta di tutte le forze dell´ordine - solo nel 2014 sono stati arrestati 121 scafisti e sono in corso numerose attività di collaborazione con le altre squadre mobili siciliane della polizia di Stato (coordinate dal Servizio centrale operativo della Direzione centrale anticrimine) al fine di permettere scambi informativi utili per gestire indagini sul traffico di migranti dalle coste del nord Africa – conclude la nota - a quelle italiane".