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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:30 - Lettori online 888
POZZALLO - 26/08/2014
Cronache - Le dichiarazioni dell’uomo finito in manette

Arrestato scafista dei migranti morti

I superstiti sarebbero stati minacciati Foto Corrierediragusa.it

«Sono stato io a condurre il gommone. Ho raggiunto un accordo con i libici; mi sono presentato da loro dicendo che avevo fatto il pescatore e che ero pronto ad assumermi questa responsabilità ma volevo dei soldi che loro mi hanno promesso, anche perché io non avevo come pagare il viaggio». Sono le parole del giovane gambiano, Gibril Jammeh, 19 anni, fermato dalla Mobile di Ragusa perché ritenuto il presunto scafista del gommone sul quale c’erano 18 migranti morti e 97 sopravvissuti arrivati due giorni fa a Pozzallo sulla nave Sirio della Marina militare. Stando a quanto dichiarato dai testimoni, gli organizzatori hanno incassato 1.200 dollari a passeggero per un totale di oltre 120 mila dollari. Le vittime sarebbero state uccise dalla miscela di acqua e carburante che si era accumulata nello scafo, sommersi e bloccati dagli altri compagni di viaggio durante una fase di difficoltà nella navigazione. «Purtroppo – ha continuato il gambiano fermato – il gommone si è forato a prua. Ho fatto di tutto per far stare calme le persone ma si sono fatte prendere dal panico, molti sono caduti in acqua, alcuni non sono più riemersi, anche altri due scafisti sono andati giù. Qualcuno ha svuotato le taniche di benzina per assicurarsi un appiglio se fosse caduto in acqua ma il carburante è caduto all’interno del gommone».

I superstiti sarebbero stati minacciati dallo scafista e dai suoi amici. Dalle dichiarazioni è emerso che durante le fasi di partenza, mentre i migranti stavano salendo a bordo del gommone sono stati picchiati con grosse spranghe in ferro. I colpi hanno fatto cadere al centro del gommone alcuni migranti che in un primo momento sono sembrati solamente svenuti ma che poi i compagni di viaggio hanno compreso essere morti.

Un migrante che si è salvato ha riconosciuto uno dei suoi fratelli tra le vittime e ha aggiunto di aver visto scomparire tra le onde altri due fratelli. La Polizia sta trasferendo tutti gli ospiti del centro di accoglienza di Pozzallo per far posto a 480 persone in arrivo su un mercantile.

Sarebbero morti per le ferite riportate durante l’imbarco sul gommone in Libia alcuni dei 18 migranti i cui corpi sono arrivati due giorni fa con nave Sirio a Pozzallo.

E’ quanto emerge dagli esami medico legali eseguiti sulle salme su disposizione della Procura di Ragusa che hanno rilevato le presenze di fratture letali alla testa e alla colonna vertebrali che sarebbero state procurate da violenti colpi sferrati con delle spranghe.

Gli altri migranti sarebbero deceduti per asfissia in sommersione: praticamente sarebbero annegati nei pochi decimetri di miscela di acqua e carburante che si era accumulata sullo scafo del gommone. Sarebbero rimasti sommersi e bloccati da altri ‘passeggeri’ durante una fase di forte difficoltà durante la navigazione. Alcuni sarebbero caduti in acqua. Dalle testimonianze raccolte dalla squadra mobile della polizia di Stato di Ragusa tra i sopravvissuti, i dispersi sarebbero un numero compreso tra 10 e 20.

La polizia di Stato ha fermato un uomo originario del Gambia, ritenuto lo scafista del gommone sul quale c’erano 18 migranti morti e 97 sopravvissuti, arrivati due giorni fa a Pozzallo su nave militare Sirio. Il provvedimento è stato emesso dalla Procura di Ragusa e i ipotizza, oltre al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, anche il reato di morte come conseguenza di un altro delitto.