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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:42 - Lettori online 1073
POZZALLO - 20/08/2014
Cronache - I 4 arresti nel blitz fulmineo al porto dei carabinieri di Torre Annunziata, Ragusa e Modica

VIDEO e FOTO - Convalidato fermo boss della camorra

Il boss poeta era arrivato anche a travestirsi da donna, per eludere i controlli delle forze dell’ordine Foto Corrierediragusa.it

Il Gip del Tribunale di Ragusa ha convalidato l’arresto di Aldo Gionta (foto), il boss-poeta della camorra, arrestato dai carabinieri di Modica e di Torre Annunziata sabato scorso mentre stava per imbarcarsi a Pozzallo sul catamarano per Malta.



Su Aldo Gionta pendeva un mandato di cattura emesso dalla Dda di Napoli. Il boss resta rinchiuso nel carcere di Cavadonna, a Siracusa; invece, sono stati scarcerati i suoi tre compagni di viaggio. Il gip ha disposto l’obbligo di dimora nei Comuni di residenza per Livia Verdoliva, Giovanna Ferraro e Giuseppe Lombardo. I tre residenti tra Torre Annunziata e Sant’Antonio Abate, tutti incensurati, erano stati arrestati con l’accusa di favoreggiamento la stessa sera che era stato catturato Gionta.

TUTTI I DETTAGLI DELL´ARRESTO A POZZALLO
Nonostante parrucca e occhiali di celluloide neri per nascondere il suo vero volto, il boss della camorra è stato bloccato mentre si imbarcava su un aliscafo diretto a Malta. Per Aldo Gionta, 42 anni, figlio di Valentino, capo del clan di Torre Annunziata, è finita la latitanza, che durava dallo scorso giugno. Al momento dell´arresto al porto, Gionta ha tentato strenuamente di negare fino all´ultimo la sua vera identità, asserendo che si trattava di un errore di persona. Ma i carabinieri sapevano fin troppo bene di chi si trattava, tenendo le sue mosse sotto controllo da tempo tramite il Gps e non solo. I Gionta erano stati negli anni Ottanta alleati a clan di Cosa Nostra in provincia di Palermo e avevano combattuto contro la nuova camorra organizzata di Raffaele Cutolo. Aldo Gionta, accusato di associazione mafiosa, è stato fermato dai carabinieri di Torre Annunziata e del comando provinciale di Ragusa nel porto di Pozzallo sabato sera, mentre si stava imbarcando su un aliscafo diretto a Malta, camuffato con parrucca e occhiali. Secondo gli investigatori stava, infatti, cercando di scappare all´estero. Aldo Gionta era in compagnia di tre persone, un uomo e due donne, la cui posizione è al vaglio degli investigatori. Dopo la notifica del provvedimento di fermo Aldo Gionta è stato trasferito nel carcere di Ragusa. Aldo Gionta, 42 anni, è figlio del più noto Valentino, storico boss e fondatore del clan, attualmente detenuto al 41-bis.

IL BLITZ A MALTA
Il blitz dei militari è avvenuto come accennato all´imbarco dell´aliscafo per Malta. Militari in borghese, mimetizzati tra la folla, hanno atteso che Gionta passasse il controllo dei biglietti e lo hanno bloccato. Il boss era in possesso di una carta d´identità falsa, mille euro in contante ed era accompagnato da tre persone incensurate, un 23enne e una 32enne di Torre Annunziata e una 38enne di Sant´Antonio Abate, nel Napoletano.

I TRAVESTIMENTI DI GIONTA E I NOMI DELLE 3 PERSONE ARRESTATE CHE ERANO CON LUI
Gionta, durante i suoi spostamenti, si camuffava con occhiali da vista e parrucche, arrivando anche a travestirsi da donna, per eludere i controlli delle forze dell´ordine. E´ stato condotto al carcere di Siracusa mentre gli altri 3 accompagnatori, pure loro arrestati, sono in attesa di rito direttissimo: si tratta di Giovanna Ferraro, 33enne di Castellammare di Stabia, Livia Verdoliva, 38enne di Sant´Antonio Abate e di Giuseppe Lombardo, 23 anni, di Torre Annunziata, tutti del Napoletano.

I VERSI DEL BOSS POETA
Aldo Gionta era sfuggito il 5 giugno a un blitz delle forze dell´ordine che portò alla cattura di 10 suoi complici. I Gionta erano stati negli anni Ottanta alleati a clan di Cosa Nostra operanti in provincia di Palermo e avevano combattuto, alleati dei Nuvoletta, contro Cutolo. Gionta è noto anche come boss poeta per aver scritto dei pizzini dal carcere con delle istruzioni in strofe (ispirandosi ad un cantante napoletano) fornite ai suoi uomini per riorganizzare il clan. Gionta scriveva versi pure al figlio per raccomandargli di non farsi mai mancare i soldi per gli avvocati e di dotarsi di armi per andare in giro più tranquillo.

Nelle foto sotto (cliccateci sopra per ingrandirle) da sx Giovanna Ferraro, Lidia Verdoliva e Giuseppe Lombardo