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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:55 - Lettori online 1390
POZZALLO - 04/08/2014
Cronache - Tre scafisti di due sbarchi arrestati in 24 ore

VIDEO girato dagli scafisti li incastra

I clandestini hanno pagato dai 900 ai 3mila dollari a testa per il "pacchetto" con i giubbotti salvagente Foto Corrierediragusa.it

Neanche il tempo di arrestare i presunti scafisti che nuovi sbarchi si susseguono a distanza di poche ore l’uno dall’altro, con nuovi «Caronte» senza scrupoli da ammanettare. E così, a neanche un giorno dagli arresti di sette scafisti, altri 3 sono finiti nelle rete della squadra mobile.



Le modalità sono sempre le stesse, purtroppo: condizioni di viaggio disumane, violenze, angherie, soprusi e minacce. E chi non muore nel corso della traversata, arriva stremato in un centro di prima accoglienza che sta di nuovo per scoppiare. Ma andiamo con ordine. La polizia ha ammanettato un senegalese ritenuto lo scafista dello sbarco di domenica di 187 migranti e i due presunti scafisti dello sbarco di 357 clandestini di sabato sera, portando a dieci il numero di arresti in 24 ore. Il tunisino Ali Yookobi, 18 anni, e il marocchino Saber Magdoub, di 26, non parrebbero brillare per intelligenza, dal momento che si sono “incastrati” loro stessi con un video girato per divertimento con il telefonino e che li ha inchiodati alle rispettive responsabilità. Le immagini riprese con il dispositivo rivestono per gli investigatori lo stesso valore di una confessione. Uno degli scafisti aveva invano tentato di gettare il telefonino con il suo contenuto incriminante. Entrambi sono ritenuti i manovratori del barcone intercettato dalla nave “Bonita Piraeus” giunta sabato scorso a Pozzallo e che ha di fatto tratto in salvo i disperati al termine di una traversata d’inferno: “Abbiamo rischiato la vita – hanno detto i clandestini agli inquirenti – quando improvvisamente il motore è andato a fuoco, forse per il troppo calore o per una perdita di carburante, lasciandoci alla deriva fino a quando non siamo stati avvistati dalla nave mercantile”. Il tutto era stato scioccamente ripreso dai due presunti scafisti a coronamento della loro esultanza per avere “ultimato il lavoro” nonostante l’avaria. Un “lavoro” mandato a monte dalla squadra mobile. Nel cellulare di cui lo scafista aveva cercato di disfarsi c’era un eloquente video che riprendeva sia lui che il complice mentre pilotavano il peschereccio dove i disperati erano saliti, dopo essere stati radunati a gruppetti dai libici, che, stando alle testimonianze, li hanno minacciati e picchiati per accelerare le operazioni. 


I clandestini hanno pagato da un minimo di 900 dollari a testa ad un massimo di 3mila, con i giubbotti salvagente compresi nel “pacchetto”. Sarebbe quindi finito circa mezzo milione di dollari nelle tasche degli organizzatori che sulla battigia avevano approntato due gommoni, condotti sempre da libici, dove a gruppi di circa 50 persone alla volta i clandestini salivano per essere condotti in acque più profonde dove ad attenderli vi era un precario barcone di legno con rinchiusi nella stiva altri migranti stipati come sardine in condizioni ai limiti del sostenibile, senza aria né luce. Stesso copione per i 187 clandestini intercettati nella notte tra sabato e domenica da una nave petroliera a bordo di due piccoli gommoni a poche miglia da Lampedusa e trainati al largo del porto di Pozzallo dove a motovedetta della capitaneria  ha fatto la spola dalle 6 alle 9 del mattino. Anche in questo caso si tratta in prevalenza di siriani e altri migranti del Bangladesh: tutti uomini di giovane età a parte nove donne, di cui due in stato di gravidanza e ricoverate all’ospedale “Maggiore” di Modica a scopo cautelativo mentre lo scafista, come accennato un giovane senegalese, è finito in manette.

Intanto, come accennato, il centro di prima accoglienza del porto ha raggiunto i limiti di capienza, con circa 500 migranti ospiti, circa lo stesso numero di clandestini presenti nella masseria delle campagne di Comiso adibita allo scopo e presidiata da un paio di poliziotti. Si è verificata qualche inevitabile fuga a seguito di piccoli tafferugli, ma la situazione appare sotto controllo, mentre nelle prossime ore alcune decine di ospiti saranno trasferite in altre strutture del nord Italia.