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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:43 - Lettori online 810
POZZALLO - 26/07/2014
Cronache - Manette della squadra mobile

Altri 4 scafisti arrestati grazie alle testimonianze

Una nigeriana ha raccontato: "Sono partita a causa della situazione del mio Paese" Foto Corrierediragusa.it

La polizia di Stato di Ragusa ha arrestato quattro presunti scafisti, responsabili dello sbarco di 93 profughi, provenienti dal centro Africa, giunti ieri a Pozzallo. La squadra mobile della polizia di Stato di Ragusa, ha eseguito il fermo dell’eritreo Hassan Abdallah e dei senegalesi Saidy Seko, Diouf Aliu e Ndoh Lamin, in quanto scafisti e responsabili di aver procurato l’ingresso clandestino nel territorio italiano di cittadini extracomunitari. Il delitto è aggravato dal fatto dall’aver esposto le persone a pericolo per la loro vita e incolumità. L’organizzazione in questo caso ha guadagnato (secondo gli inquirenti) 75mila dollari, poichè ogni profugo avrebbe pagato 800 dollari.

Come sempre determinanti sono state le testimonianze dei migranti, alcune particolarmente drammatiche. Una nigeriana ha raccontato: «Sono partita a causa della situazione del mio Paese. Mi sono avvalsa di un’organizzazione a capo della quale c’e’ un personaggio arabo che abita in Libia e con cui io sono stata messa in contatto tramite alcuni amici nigeriani. Come riferitomi dagli stessi ho corrisposto, per questo viaggio, la somma di 1.800 dinari libici. Con autobus, insieme ad altri 24 passeggeri, tutti nigeriani, sono partita e ho raggiunto la Libia. Durante il viaggio, durato due mesi, ci siamo appoggiati in strutture che venivano di volta in volta indicate all’autista dell’autobus, da un personaggio libico facente parte della stessa organizzazione. Durante questo periodo abbiamo sofferto tutti la fame in quanto ci è stato somministrato il cibo insufficiente e consistente solo in un biscotto al giorno e in acqua. Per tale motivo molti migranti vomitavano per la fame, ma nessuno di noi ha avuto la possibilita’ di allontanarsi dalle strutture dove di volta in volta siamo stati collocati: ci era impedito da personaggi libici armati di fucili. Appena arrivati sono stata collocata all’interno di un capannone, posto vicino al centro città. All’interno della stessa struttura, provvista di un solo servizio igienico, erano gia’ presenti molte altre persone di varia nazionalita’ che, come noi, dovevano effettuare la traversata per raggiungere le coste italiane e, continuativamente, eravamo controllati da altri soggetti libici armati di fucile».

Racconta ancora la migrante: «Credo che le persone all’interno del capannone siano state tra le 200 e le 300. Qui sono rimasta per circa un mese e la situazione non e’ migliorata molto in quanto il cibo era molto poco. Durante questo periodo alcuni migranti come me si sono sentiti male proprio per la scarsa qualità e quantità del cibo e, quando qualcuno di essi si è lamentato, i libici li percuotevano violentemente facendo uso di bastoni. Ciò accadeva anche se qualcuno di noi si alzava da terra senza chiedere il permesso ai personaggi libici che ci vigilavano, difatti, durante tutta la permanenza, eravamo costretti a stare seduti a terra e a chiedere il permesso se volevamo alzarci necessitando di andare in bagno. Alle 7 del mattino di mercoledi’ 23 luglio quattro uomini libici armati di fucile hanno condotto me ad altre persone, tutte quelle che sono sbarcate con me, fuori del capannone ed abbiamo raggiunto la spiaggia dove era gia’ presente un gommone vicino al quale c’erano altri quattro personaggi libici armati sempre di fucile. Il gommone presentava un piccolo foro nella parte destra della prua e dopo poco abbiamo iniziato ad imbarcare acqua. Poi il mare era mosso per cui gli occupanti del gommone hanno iniziato a spaventarsi, a urlare e a piangere. La situazione era inoltre aggravata dal fatto che nel frattempo si fosse fatto buio. In questa circostanza gli scafisti del gommone hanno tentato di calmare gli animi per evitare un ribaltamento del gommone». Salgono così a 73 gli scafisti arrestati dalla polizia dall’inizio del 2014.