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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 504
POZZALLO - 16/07/2014
Cronache - Responsabili dello sbarco complessivo di 470 migranti

Altri 4 presunti scafisti arrestati dalla squadra mobile

Facevano parte di un’organizzazione criminale libica Foto Corrierediragusa.it

Quattro presunti scafisti di due delle tre unità con a bordo complessivamente 470 migranti, soccorse in mare nel canale di Sicilia dalla nave militare Fenice sbarcata ieri a Pozzallo, sono stati fermati su disposizione della procura di Ragusa. Secondo l´accusa erano l´equipaggio a bordo di due gommoni e una barca in legno. Sono due tunisini, un eritreo e un somalo, fermati da tre gruppi di lavoro della polizia giudiziaria che li accusa di essere partiti tutti insieme dalla stessa spiaggia per viaggi promossi dalla stessa organizzazione criminale.

I quattro presunti scafisti fermati dalla Squadra Mobile di Ragusa per lo sbarco di ieri a Pozzallo facevano parte di un´organizzazione criminale libica dedita all´immigrazione clandestina in Italia. Si tratta di Abdelkader Arjoun, tunisino di 28 anni e di suo fratello Sofiene di 30 anni, del somalo Abdrahmen Mouhamed di 40 anni e di Ahmed Ahmedin, eritreo, di 30 anni. Per il trasporto dei 470 migranti approdati ieri nel porto ragusano, a bordo della nave Fenice, all´organizzazione sono andati 470 mila dollari. Con gli ultimi quattro arresti sono 66 gli scafisti arrestati dalla Mobile di Ragusa.

IL MODUS OPERANDI DEGLI SCAFISTI LIBICI
Per evitare rischi e arrivare prima in territorio italiano i libici che organizzano i viaggi dei migranti adotterebbero un modus operandi, ormai collaudato, che consiste nel chiedere soccorso in mare con un telefono satellitare dopo aver simulato un guasto al motore. A rivelarlo agli investigatori è stata la stessa donna che ha raccontato di aver visto morire tre suoi compagni di viaggio. Stando a quanto dichiarato dai testimoni, ogni migrante ha pagato in media 1.500 dollari per un totale di oltre 700 mila dollari, che sono andati quasi tutti agli organizzatori, mentre agli scafisti, come loro stessi hanno riferito, sarebbero andati 5 mila dollari.

"Tale strategia - ha detto la testimone - consente di giungere sul territorio italiano sulle unità di soccorso, per cui il viaggio risulta di minore durata e non comporta particolari rischi per i passeggeri". Secondo quanto accertato dagli investigatori della squadra mobile di Ragusa, tutti e 470 migranti si trovavano nello stesso capannone, in Libia, e quando è venuto il momento di partire sono stati svegliati e fatti salire su furgoni fino ad una piccola spiaggia dalla quale, a piedi, uomini, donne e bambini dopo aver camminato per qualche chilometro hanno raggiunto piccole imbarcazioni che li hanno poi caricati su due gommoni e un peschereccio in legno. Ansa