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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 12:04 - Lettori online 949
POZZALLO - 08/07/2014
Cronache - Una lettera intimidatoria spedita da Bologna

Lettera minatoria al sindaco "terrone" di Pozzallo

Il primo cittadino non è stato minimamente turbato dall’episodio e anzi rilancia il senso dell’accoglienza Foto Corrierediragusa.it

«Maiali terroni, che vi venga un cancro a tutti, maledetti che non siete altro».
È solo uno stralcio della lettera che il sindaco di Pozzallo Luigi Ammatuna (foto) ha ricevuto in forma anonima, scritta a mano ed a lui indirizzata. Il sindaco della cittadina iblea è impegnato, in prima persona ed a nome di tutta la collettività pozzallese, nell’accoglienza dei migranti e tutto poteva aspettarsi fuorché la lettera sopra le righe spedita da un anonimo che con la testa ci sta davvero poco. «Sei un sostenitore dell’operazione mare nostrum, purché i negri li portino via subito dal tuo paese. Sei un…». La lettera, oltre che con pesanti insulti personali, prosegue con frasi gravemente intimidatorie.

Chi ha spedito la missiva da Bologna ha scritto di proprio pugno anche l’intestazione dal sapore vagamente sarcastico rispetto al contenuto della stessa lettera: «Pregiatissimo sindaco di Pozzallo, dottor Luigi Ammatuna».
«Voi terroni che ci costate miliardi a noi del nord con gli sbarchi, ma immediatamente li mandate a noi. Sapete cosa vi dico, che vi venga un cancro a tutti i terroni maledetti che non siete altro. Siete sempre stati la nostra rovina. Dio voglia che crepiate tutti brutti maiali che non siete altro».
Il sindaco non si mostra minimamente turbato, anzi rilancia con slancio la sua attività di accoglienza.

«Questo episodio così sgradevole mi offre l’opportunità di andare avanti con maggiore determinazione. La nostra collettività, così come mostrato sabato sera in occasione della partecipatissima manifestazione in ricordo delle 45 vittime dell’ultimo tragico sbarco – commenta Luigi Ammatuna -, è da sempre accogliente. Non ci facciamo scalfire dalle parole, seppur così poco opportune. Difendiamo il nostro modo di accogliere chi cerca solo nuove speranze di vita».