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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 984
POZZALLO - 30/06/2014
Cronache - Sono stati soccorsi dalla nave Grecale che potrebbe essere dirottata ad Augusta

Trenta migranti morti per asfissia nelle prossime ore a Pozzallo

Anche il prefetto di Ragusa Annunziato Vardè si unisce al grido di denuncia del primo cittadino Foto Corrierediragusa.it

Potrebbe arrivare nella mattinata di oggial porto di Pozzallo o in quello di Augusta la nave carica di migranti morti nell´ultima tragedia del mare che ha visto il decesso di una trentina di clandestini per asfissia e annegamento, in un barcone che è stato soccorso in nottata da una nave della Marina militare. Secondo quanto si è appreso, l´imbarcazione era carica di oltre 600 migranti. Quando la nave Grecale l´ha raggiunta, per alcune decine di loro (il numero delle vittime oscillerebbe tra i 27 e i 30) non c´era più niente da fare. Secondo le prime informazioni, le cause della morte sono da attribuire "a probabile asfissia e annegamento", come fa sapere la stessa forza armata, sottolineando che i corpi erano stivati nella zona prodiera dell´imbarcazione e che ne è stato sconsigliato il prelievo, fino all´arrivo in porto, a causa degli spazi angusti. Tra loro due donne incinte. Due cadaveri sono stati estratti, ma non é stato possibile recuperare tutti gli altri sottocoperta, dove potrebbero essere stati uccisi dalle esalazioni tossiche del motore, o dall´asfissia perché il locale angusto era sovraffollato.

Proprio la posizione in cui si trovano i corpi ha impedito il loro immediato recupero: solo un paio di cadaveri, come accennato, sono stati portati a bordo della nave militare Grecale.

Si tratta di «Una emergenza che non possiamo affrontare da soli», dichiara il sindaco di Pozzallo Luigi Ammatuna: «Le due uniche celle frigorifere del cimitero ospitano già i corpi di due migranti, per i quali non e’ stata disposta la sepoltura. Dove metteremo le nuove 30 vittime di questa atroce tragedia?». Difficoltà anche nei centri di accoglienza della zona: «Sono pieni, confidiamo nelle istituzioni». Anche il prefetto di Ragusa Annunziato Vardè si unisce al grido di denuncia del primo cittadino: «E’ il momento di fare in modo che altri porti vengano interessati, e non parlo solo della Sicilia, ma di tutta l’Italia».

Le navi della Marina Militare inserite nel dispositivo aeronavale interforze Mare Nostrum sono state impegnate per tutto il fine settimana prestando soccorso ad oltre 5mila migranti.