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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:05 - Lettori online 593
POZZALLO - 18/06/2014
Cronache - Non si arresta l’ondata di sbarchi dai risvolti drammatici

Viaggio disabili in condizioni disumane

Un testimone riferisce che "Lo scafista era quello che con modi bruschi ci esortava a stare giù nella stiva, quasi senza aria" Foto Corrierediragusa.it

Sono bastate poco meno di 24 ore alle forze dell´ordine per individuare lo scafista che ha traghettato a Pozzallo 275 migranti. Si tratta di Ahamed Ben Nassim (foto), tunisino di 39 anni, accusato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e di sequestro di persona. Sale dunque a 57 il numero di scafisti arrestati dall´inizio dell´anno e sono in corso numerose attività di collaborazione tra le squadre mobili siciliane al fine di permettere scambi informativi sul traffico di migranti che dall´Africa giunge in Europa. Ma quello che salta agli occhi con evidente disprezzo è la modalità con cui alcuni disabili hanno viaggiato prima di giungere al porto pozzallese. Secondo quanto riferito dalle forze di polizia, alcuni disabili hanno viaggiato all´interno della stiva, respirando gli odori acri di fumo e benzina. E quando gli stessi disabili chiedevano di respirare aria pulita, lo scafista prendeva a calci e schiaffi quanti «osavano» formulare una richiesta per una sistemazione migliore. Le condizioni di salute di alcuni migranti erano, difatti, precarie, dovute già ad un stato di disabilità che non permetteva loro alcun movimento. Mutismo e rassegnazione. Fino all´arrivo a Pozzallo dove gli stessi disabili hanno poi denunciato i maltrattamenti ricevuti.

"Durante tale viaggio – ha raccontato un migrante eritreo - vi era qualcuno di noi che voleva prendere un pò di aria, visto anche che in stiva vi erano residui di fumi dello scarico del motore e di benzina, pertanto noi, durante la navigazione cercavano di prendere comunque un pò di aria. Lo scafista era quello che con modi bruschi ci esortava a stare giù, come d’altronde faceva quando ci lanciava quel poco pane per sfamarci durante la navigazione e quella pochissima acqua, difatti molti di noi per i bisogni fisiologici abbiamo provveduto a farceli addosso e quando provavamo a salire ci prendeva a calci in testa". Ogni migrante ha pagato in media mille e 700 dollari per un totale di 450 mila dollari circa che sono andati quasi tutti agli organizzatori ed una parte esigua allo scafista. Prima di imbarcarsi, i migranti hanno raccontato di altri maltrattamenti subiti nel corso della loro permanenza in Libia, in attesa dell´agognato barcone che li avrebbe condotti sino in Sicilia.

Infine, ci sono delle novità anche per i tre cadaveri morti lo scorso 8 giugno grazie ai superstiti che hanno aiutato gli uomini della polizia giudiziaria. Sono in corso da parte della polizia contatti con l’ambasciata di riferimento per poter informare le famiglie ed attendere le loro determinazioni per le salme dei congiunti. In corso, altre attività d´indagine per risalire all’identità dei dodici dispersi dello sbarco avvenuto lo scorso 10 giugno. Per queste indagini, un importante aiuto viene fornito dalle organizzazioni umanitarie che collaborano in sinergia con gli investigatori.