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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:23 - Lettori online 1221
POZZALLO - 10/06/2014
Cronache - Un’altra triste pagina degli innumerevoli sbarchi, di cui alcuni mortali

VIDEO dei 3 clandestini morti: arresti

La visione del filmato non è adatta a tutti Foto Corrierediragusa.it

La polizia ha arrestato gli scafisti dei due gommoni coinvolti nell´incidente che, durante le operazioni di soccorso, ha causato la morte di tre migranti. Secondo quanto riferito dalle forze dell´ordine, sarebbero sei in totale i dispersi.



Gli arrestati sono Babacar Gueye, 25 anni, e Sekou Elhadji, 28 anni, entrambi senegalesi. I due si sono arruolati spontaneamente prendendo accordi con l´organizzazione criminale che pianifica i viaggi fino in Sicilia. In cambio, una cospicua provvigione a fronte di tanti soldi introitati da chi organizza i viaggi. Per Gueye, gli inquirenti hanno dovuto investigare per ben 26 ore prima di conoscere il nominativo del presunto scafista. Un intreccio di informazioni, raccolte in più punti, fra Pozzallo e il centro di Comiso, che hanno permesso alle forze dell´ordine di ricostruire tutta la storia. I migranti, a loro volta, hanno raccontato di violenze durante la permanenza nei centri di reclutamento in Libia al fine di poter partire per il viaggio in Italia. Hanno dichiarato inoltre che le violenze all’interno dei centri in Libia erano soprattutto per le persone di colore. "A noi ci picchiano più forte perché siamo neri" ha rivelato un migrante. Per i due arrestati, fra i capi d´accusa, il favoreggiamento dell´immigrazione clandestina e l´omicidio colposo.

Intanto, il quarto giorno consecutivo di sbarchi fa registrare l´arrivo di altri 300 profughi. Trecento uomini in due distinte operazioni. La prima, con la nave battente nazionalità maltese, la “Seaborn”, con un carico di duecento persone, è giunta a Pozzallo attorno alle ore 15,30. Due ore dopo circa, la nave “Evia Cement” destinava al territorio altri 100 migranti. Tutti in ottimo stato di salute, i migranti hanno preso posto all´interno del centro di prima accoglienza di Pozzallo e di Comiso. Ieri mattina, il centro ospitava 380 migranti, quello di Comiso 320. Nel primo pomeriggio, una buona parte, in previsione degli ulteriori arrivi, ha lasciato la città rivierasca in direzione di altri centri di prima accoglienza. La situazione è, comunque, sotto controllo. Per ogni 300 migranti circa che arrivano, altrettanti vengono spediti presso altre sedi. Totale, nessun migrante, a differenza dell´anno scorso, si intravede per le strade della città.

SBARCHI MORTALI
Dopo i morti di Sampieri, di Portopalo di Capo Passero, i sei cinesi morti nel 2005 nelle acque antistanti la città di Pozzallo, quelli “invisibili” fra le onde del mare Mediterraneo, altri morti da seppellire, altre bare da mettere sotto terra o da consegnare al “fratello blu”, tutti rigorosamente da segnare con la lettera “x”, senza nome, senza un futuro, senza dignità. Lo scoramento generale quando sono giunti i cadaveri era palese. Una ragazza di colore, presente sulla banchina di riva, ha cominciato a piangere quando ha visto le tre bare. Domani, però, è un altro giorno, un altro sbarco, e chissà, magari altri morti. Domani sarà tutto dimenticato. Nuovi particolari, intanto, emergono dal racconto delle forze dell´ordine in merito ai tre morti e ai due dispersi accertati. I migranti caduti in mare dal gommone durante le operazioni di salvataggio da parte della petroliera Norient Star indossavano tutti i giubbotti di salvataggio che erano stati lanciati loro dall´equipaggio di una motovedetta maltese. Sono stati tenuti sott´acqua dal gommone rovesciato. Queste sono le fasi che ha ricostruito la squadra mobile della Questura iblea che sta conducendo le indagini sulle tre vittime. Secondo quanto emerso, la tragedia sarebbe avvenuta in acque libiche durante le fasi di soccorso operate da parte della petroliera. E a proposito di sbarchi, anche ieri la città di Pozzallo è stata teatro di nuovi arrivi. Sono 209 le persone giunte, in prevalenza dal Niger e dal Mali. Tutti uomini, condizioni di salute ottimali, le alte temperature certo non invogliano a levare l´ancora dal continente Nero ma, pur di sopravvivere e di condurre una vita migliore, non c´è sole o pioggia che tenga. Bisogna partire, senza indugio. Una nave mercantile della Marina Militare ha soccorso domenica sera due gommoni dove erano stipati i migranti. Sono giunti a Pozzallo alle 14,15 circa e le operazioni di trasbordo si sono concluse attorno alle 15. Quarantacinque minuti per 200 persone circa, la macchina organizzativa predisposta dalla Prefettura di Ragusa è un treno velocissimo.

Per lo sbarco di sabato sera, invece, la polizia giudiziaria ha eseguito il fermo di Hazim Mohamed Yousef Abd Lwahid Sumaa, egiziano, 36 anni, ritenuto lo scafista del peschereccio che ha condotto in Italia 320 migranti. É stato lo stesso egiziano a confessare di essere stato lo scafista, traghettatore di persone. Altri migranti, inoltre, hanno additato l´egiziano quale presunto scafista, raccontando anche di violenze subite quando sono stati prigioneri in Libia. Un migrante ha raccontato "I libici – ha detto - ci picchiavano gratuitamente o solo perché qualcuno di noi preso dalla fame e dalla sete chiedeva loro una quantità più consistente di cibo ed acqua rispetto a quell’esigua, costituita solo da pane, formaggini e acqua dal sapore salmastro, che ci venivano distribuiti una sola volta al giorno. I servizi igienici erano altresì insufficienti rispetto ai fabbisogni di tutti gli occupanti del capannone. I libici erano armati di pistole e fucili mitragliatori, armi queste di cui avrebbero di certo fatto uso nel caso in cui qualcuno di noi si fosse in maniera più forte rispetto alle deboli richieste di cui ho già riferito. Nel corso delle ore notturne – continua il migrante eritreo - udivo dei colpi ravvicinati di armi da fuoco ed ho sempre pensato che a sparare erano i soggetti che ci vigilavano, forse solo per divertimento o per passare il tempo. Prima della partenza, i libici hanno ricevuto da noi le somme pattuite per il viaggio e, personalmente, ho pagato mille e 750 dollari".

Mille e 750 dollari che moltiplicati per le persone a bordo fanno 560 mila dollari circa. Soldi intascati dall´associazione che gestisce gli sbarchi in Africa e che non ha alcuna intenzione di fermare l´ondata di arrivi di migranti sul suolo nazionale. Sino ad oggi, solo nel 2014 sono stati arrestati 53 scafisti dalla Polizia Giudiziaria a Pozzallo e sono in corso numerose attività di collaborazione tra le squadre mobili siciliane al fine di permettere scambi informativi utili per gestire indagini sul traffico di migranti dalle coste libiche a quelle italiane.

Il centro di prima accoglienza è stato svuotato nella giornata di ieri. Quattro pullman hanno lasciato la città rivierasca per trasferire i migranti in altre strutture, fuori dalla Sicilia. Gli oltre 11 mila migranti sbarcati in città in questi primi mesi dell´anno sono più del doppio rispetto al dato complessivo dell´intero 2013. "Nonostante questi grandi numeri riusciamo, seppure a fatica, a fronteggiare l´emergenza organizzando in tempi brevi i trasferimenti negli altri centri di accoglienza", ha spiegato il prefetto di Ragusa, Annunziato Vardè, che coordina le fasi dell´accoglienza dei migranti della provincia di Ragusa. In attesa di altri arrivi e di altri sbarchi.


LE TESTIMONIANZE DRAMMATICHE
"Ho visto i miei compagni" di viaggio morire, " non dimenticherò mai le loro urla: potevo essere io al posto loro". E´ la drammatica testimonianza di un maliano che era tra i migranti riusciti a salire a bordo della petroliera maltese Norient Star prima che il gommone sul quale era, assieme ad altre 106 persone, e si sgonfiasse facendo cadere tutti in acqua. Alla squadra mobile e alla Procura di Ragusa l´uomo ha ricostruito la dinamica dell´incidente, che ha trovato conferma nel filmato registrato da una telecamera della motonave. Ricorda che ad avvicinarsi è stato l´equipaggio di una motovedetta maltese: "Ci hanno fornito i giubbotti di salvataggio, oltre a biscotti ed acqua" prima di andare via dalla zona per un altro intervento di soccorso.

"Dalla nave - ricostruisce il migrante - ci hanno poi lanciato delle cime per avvicinare il gommone alla petroliera, dalla quale nel frattempo era stata fatta scendere una scala. Una volta avvicinatosi alla nave, alcuni passeggeri hanno cominciato a salire a bordo, ma ad un certo punto il gommone si è distanziato". E´ stato il momento che ha preceduto la tragedia. Alcuni dei migranti hanno "nuovamente tirato le corde, evidentemente con troppo vigore, per riavvicinare il natante alla nave, ma il gommone si è bucato sbattendo sulla scaletta, si è afflosciato e rovesciato facendo cadere in acqua tutti i passeggeri". "Io, fortunatamente, ero già salito sulla nave prima che il gommone si rovesciasse - aggiunge il maliano -. Soltanto sei persone prime di me e cinque dopo sono riuscite a salire sulla nave prima che il gommone si rovesciasse. Inermi, abbiamo assistito alla morte dei nostri compagni di viaggio che gridavano aiuto. Non dimenticherò mai le loro urla: potevo essere io al posto loro".