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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:55 - Lettori online 1353
POZZALLO - 02/06/2014
Cronache - Arrestati 6 scafisti tunisini nelle ultime ore

VIDEO - "Sconti famiglia" per clandestini

I disperati erano tenuti in condizioni pietose Foto Corrierediragusa.it

La Polizia Giudiziaria ha ammanettato un altro scafista tunisino che si aggiunge agli altri cinque arresti di altrettanti scafisti. Quest´ultimo scafista arrestato, responsabile dello sbarco di 266 clandestini, ha confessato che "L’organizzatore mi ha proposto dapprima uno sconto, e successivamente di prendermi, a titolo di indennizzo a viaggio ultimato, mille 500 dollari se avessi condotto il peschereccio a destinazione".



I testimoni che hanno incastrato lo scafista hanno dichiarato che “Durante tutto il viaggio non ci hanno dato da mangiare, nè da bere, difatti i bambini sono arrivati in condizioni pietose, così anche le donne, qualcuna in stato interessante che si sentiva male”. I 266 migranti  hanno pagato circa mille 500 dollari a testa e l’organizzazione libica ha così incassato  400mila dollari. Erano previsti addirittura degli "sconti famiglia" e il giubbotto salvagente era un optional da pagare a caro prezzo: ben 200 dollari. Sale quindi a 51 il numero degli scafisti arrestati nel 2014.

Il viaggio precedente era stato invece pagato due volte dai 205 migranti eritrei e i cui presunti responsabili sono stati arrestati grazie alle dichiarazioni di uno di loro, ovvero il capitano, che si è assunto le proprie responsabilità. Un caso più unico che raro. I disperati hanno sborsato i soldi la prima volta per la traversata dall’Eritrea alla Libia, e poi ancora per raggiungere l’Italia, per complessivi mille 650 dollari a testa. Il tutto sotto la supervisione dei cinque presunti scafisti tunisini finiti in manette, di cui uno, come accennato, reo confesso. Il tunisino ha dichiarato agli investigatori d’essere lui il capitano, indicando pure gli uomini del suo equipaggio per ottenere uno sconto di pena. L’organizzazione libica ha incassato 350mila dollari per il viaggio verso l’Italia, come accertato dalle indagini condotte dalla squadra mobile della questura di Ragusa e dal servizio centrale operativo, direzione centrale anticrimine della polizia, in collaborazione con guardia di finanza di Pozzallo e carabinieri di Modica. Il carico umano era stipato su un peschereccio, elemento di novità rispetto al fatto che ultimamente i migranti sono sempre arrivati a bordo di imbarcazioni militari o civili, come mercantili e rimorchiatori. L’equipaggio del peschereccio aveva seguito una rotta particolare per eludere i controlli in mare aperto e giungere indisturbato fino all’isola di Malta, dov’era stato intercettato da una motovedetta maltese che lo avevano lasciato in consegna alle motovedette della Capitanieria di Porto di Pozzallo e quindi trainato in porto. Dopo essere stato indicato da alcuni clandestini come colui che dirigeva il peschereccio, il capitano si è deciso a vuotare il sacco, indicando pure gli altri quattro complici in cambio della riduzione di pena.