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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:23 - Lettori online 369
POZZALLO - 23/05/2014
Cronache - Manette della Squadra mobile per un tunisino 34enne

VIDEO - Scafista dormiglione arrestato

La precaria imbarcazione ha più volte rischiato di rovesciarsi, in balìa di onde alte anche cinque metri
Foto CorrierediRagusa.it

Quando doveva riposare non esitava ad intimare agli inesperti e spaventati migranti di tenere il timone della precaria imbarcazione che ha più volte rischiato di rovesciarsi, in balìa di onde alte anche cinque metri nella pericolosa traversata dalla Libia fino alle coste siciliane durata 13 giorni.



Lo scafista facente parte dell’organizzazione criminale libica che ha intascato ben un milione di dollari dall’ultimo viaggio della speranza conclusosi ieri mattina al porto di Pozzallo è stato arrestato dalla Squadra mobile coodinata dal dirigente Nino Ciavola. Akram Chandoul, tunisino di 34 anni, ha messo a repentaglio la vita dei 456 migranti eritrei, tra cui 114 donne, alcune in stato di gravidanza, e 87 bambini che hanno rischiato di morire annegati per consentire allo scafista di schiacciare un pisolino. E guai a svegliarlo. I disperati erano costretti a gruppi di cinque a tenere la rotta, seguendo il navigatore e sfidando la furia del mare, dopo aver pagato duemila dollari a testa per il biglietto d’ingresso per una nuova vita. Prima della partenza i migranti erano segregati in un capannone in Sudan e sorvegliati da uomini armati di fucili e mitra. Quando l’imbarcazione è stata intercettata dalla nave “San Giorgio” della Marina militare, l’astuto scafista ha di nuovo lasciato il timone ad alcuni migranti per sviare le indagini. Ma le univoche testimonianze hanno inchiodato il tunisino, che aveva in tasca un foglietto piegato contenente messaggi cifrati che potrebbero fornire informazioni sull’organizzazione libica di cui fa parte.