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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:30 - Lettori online 1037
POZZALLO - 16/05/2014
Cronache - Le dichiarazioni in esclusiva dei familiari del 57enne imbarcato da 3 mesi

VIDEO intervista a cognato marittimo morto di malaria

Ha destato parecchio scalpore in provincia di Ragusa la morte del 57enne
Foto CorrierediRagusa.it

Ha destato scalpore in provincia di Ragusa la morte per malaria di un marittimo residente a Pozzallo, il 57enne Rosario Noce. L’uomo era imbarcato su un rimorchiatore di stanza in Africa e quando è stato ricoverato d’urgenza a Catania i medici hanno potuto fare ben poco per le condizioni cliniche disperate. La video intervista con la testimonianza di Giuseppe Agosta, cognato di Rosario Noce (foto).



Quindi si può ancora morire di malaria nel 21° secolo. Sembra inconcepibile e anacronistico, ma è quanto accaduto proprio al marittimo di Pozzallo 57enne. Rosario Noce, da oltre tre mesi imbarcato nel rimorchiatore della “Marnave” per l’assistenza alle piattaforme petrolifere in Africa, è stato punto da una zanzara tra la Guinea e il Ghana, contraendo la malaria, che, se non curata per tempo, può essere letale, come accaduto nei fatti. Pozzallo è attonita, il figlio Guanluca è incredulo: “Non ho parole”, dice con un filo di voce, mentre piange il padre arrivato in una bara nella casa di via Cristoforo Colombo. Con la febbre altissima a bordo del rimorchiatore a 800 miglia al largo del Ghana, Noce è stato trasportato in un ospedale africano già disidratato. Poi l’intervento ella Farnesina, il volo in aereo fino a Catania e il ricovero d’urgenza al “Garibaldi”, dove il marittimo è deceduto mezzora dopo. Le condizioni cliniche erano disperate e i medici hanno potuto fare ben poco. Adesso la famiglia di Rosario Noce, distrutta dal dolore, vuol vederci chiaro, come ci spiega il cognato Giuseppe Agosta: “Non denuncio nessuno ma voglio capire cosa è successo in base al giornale di bordo, alle cartelle cliniche, a tutto la documentazione utile a descrivere gli ultimi momenti di vita di mio cognato. Non è possibile – conclude Agosta con le lacrime agli occhi – morire ancora di malaria ai giorni nostri, non è possibile”. Una morte assurda dunque, quella del marittimo pozzallese, che lascia dubbi da chiarire. Era stato vaccinato Noce? Il medico di bordo aveva accertato per tempo che si trattasse di malaria? La tempistica è stata rispettata? Domande per le quali la famiglia Noce resta in attesta di risposte.

Scongiurato l’allarme malaria a Pozzallo per due motivi: innanzitutto la malaria non è trasmissibile da persona a persona per contatto o altro, ma solo per il tramite del vettore della malattia, ovvero la zanzara portatrice. Inoltre Rosario Noce era imbarcato da tre mesi, molto prima che si ammalasse, e non era più tornato nella cittadina marinara. Anzi aveva fatto proprio richiesta ai suoi superiori, stando a quanto dichiarato dai familiari, per tornarsene a casa a riabbracciare i suoi cari. Quel permesso però gli era stato negato. Forse, se a Noce fosse stato consentito di rientrare a casa, sarebbe ancora vivo.