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Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:17 - Lettori online 882
POZZALLO - 26/04/2014
Cronache - Fondamentale per le forze dell’ordine l’acquisizione delle immagini dello smartphone

VIDEO con smartphone incastra scafisti

Ripreso il giovane magrebino mentre timona il peschereccio e da ordini in lingua araba ai passeggeri Foto Corrierediragusa.it

Sono tra i protagonisti dei recenti sbarchi a Pozzallo di migranti dalla Libia. Ecco il motivo che ha portato all´arresto da parte della polizia di Ragusa e dei Carabinieri di Modica con l´aiuto della Sezione Operativa Navale della Guardia di Finanza di Pozzallo, di El Meshri Haithem, 19enne nato in Tunisia, e El Fariati Aziz, 26enne nato in Marocco.



Gli scafisti hanno messo in pericolo di vita oltre 400 migranti a bordo di una fatiscente imbarcazione di origini siriane ed eritree. Tra i migranti vi erano 60 donne, 80 minori e 20 neonati. I fatti risalgono allo scorso 24 aprile quando una nave della Marina Militare italiana soccorreva un’imbarcazione in legno di 15 metri circa in quanto imbarcava acqua ed a bordo vi erano centinaia di persone in difficoltà ed alcune di queste stavano molto male. Nel corso delle operazioni di avvicinamento il personale della Polizia Giudiziaria notava che uno degli occupanti il natante in legno gettava in mare un navigatore GPS che veniva prontamente recuperato. Le operazioni di sbarco venivano coordinate dal Funzionario della Polizia di Stato della Questura di Ragusa responsabile dell’Ordine Pubblico, operazioni alle quali partecipavano decine di Agenti delle Forze dell’Ordine, la Protezione Civile, la Croce Rossa Italiana ed i medici dell’Asp per le prime cure.

Successivamente gli extracomunitari venivano ospitati presso i locali del Cpa sito all’interno della succitata area portuale al fine di sottoporli alle difficoltose e delicate fasi di identificazione da parte di personale del Gabinetto Provinciale di Polizia Scientifica e dell’Ufficio Immigrazione della Questura di Ragusa. Dopo aver soccorso ed assistito i migranti, la Polizia di Stato iniziava le procedure di identificazione e di intervista insieme ai mediatori, dalle quali emergeva la paura per gli scafisti.

Da una scrupolosa perquisizione fatta nei primi istanti dello sbarco si acquisivano importanti elementi, in quanto uno dei due arrestati era in possesso di centinaia di euro ed un telefono cellulare sul quale veniva riscontrato che tra gli sms in arrivo alcuni erano inerenti il pagamento elettronico di quasi 15.000 euro per l’avvenuto approdo. Gli sms tradotti dalla lingua araba consentivano di raccogliere fondamentali elementi di prova a loro carico. I due scafisti venivano quindi condotti nell’ufficio di Polizia sito all’interno del Cpa ed uno di questi dagli accertamenti in banca dati vantava numerosi precedenti penali ed altri ingressi irregolari in Italia, elemento che faceva presumere la sua attività di scafista già svolta in altre occasioni. Le testimonianze dei migranti confermavano i sospetti delle forze dell´ordine.

I testimoni dopo aver fornito un’attenta descrizione dei responsabili dell’organizzazione criminale, indicavano senza alcun dubbio coloro che avevano condotto l’imbarcazione. Fondamentale l’acquisizione di un video girato con uno smartphone da parte di uno dei migranti dove viene ripreso il giovane magrebino mentre timona il peschereccio e da ordini in lingua araba ai passeggeri. Dal filmato si evince come questi parlasse anche la lingua italiana difatti si sente la sua voce all’indirizzo della nave italiana dire “aiuto aiuto”.

Dall’esame dei telefoni cellulari sottoposti a sequestro, è stato possibile esaminare le conversazioni dei due scafisti con il resto dell’organizzazione ed i due criminali hanno percepito quasi 15.000 euro attraverso una transazione elettronica. Anche le organizzazioni straniere si stanno evolvendo al fine di eludere i controlli della Polizia. In passato gli scafisti erano coloro che venivano trovati in possesso di ingenti somme di denaro, oggi, hanno compreso che i sequestri per loro erano una grave perdita ed hanno scelto di pagare con transazioni elettroniche per scongiurare il problema. Al termine dell’Attività di Polizia Giudiziaria, gli arrestati sono stati condotti presso il carcere di Ragusa a disposizione dell’Autorità Giudiziaria Iblea. Un altro sbarco con 350 persone è previsto a Pozzallo nelle prossime ore.