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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 1046
POZZALLO - 16/04/2014
Cronache - Sono stati ritenuti essere alla guida di uno dei natanti

Altri 3 scafisti arrestati: in tutto sono 6

Sono due 19enni senegalesi e un 18enne del Gambia. Nel frattempo sono sbarcati altri 166 disperati
Foto CorrierediRagusa.it

Sono stati fermati tre presunti scafisti che erano alla guida del natante intercettato al largo del mar Mediterraneo, nell´ambito del dispositivo Mare Nostrum, sul quale c´erano 170 migranti che sono stati soccorsi e condotti nel porto di Pozzallo, dove sono arrivati due giorni fa. Sono due egiziani e un algerino. Il provvedimento è stato eseguito dalla squadra mobile della Questura di Ragusa, da carabinieri della compagnia di Modica e dalla guardia di finanza di Pozzallo. I tre migranti fermati sono Lounes Drouiche, algerino di 43 anni, gli egiziani Mamdouh Salem, 27 anni, e Mouhamed Id, 31 anni. Sono accusati di immigrazione clandestina e di essersi associati con altre persone in Libia.
Dalle testimonianze raccolte dagli inquirenti è emerso che i migranti, prima di essere trasportati in mare su un vecchio barcone, erano stati tenuti diversi giorni segregati in un capannone in Libia, dove venivano nutriti con poco cibo in attesa che fosse disponibile l´imbarcazione per raggiungere l´Italia e che le condizioni del mare fossero favorevoli. I testimoni hanno raccontato che gli organizzatori libici di questi "viaggi" sono tutti armati.

I PRECEDENTI ARRESTI
Tre scafisti sono stati arrestati dalla squadra mobile di Ragusa per lo sbarco dello scorso 10 aprile, quando 199 migranti giunsero a Pozzallo dopo aver attraversato il Canale di Sicilia. I fermati sono i senegalesi Yakjya Sagnang e Sonko Mamdou, entrambi di 19 anni, e il 18enne, originario del Gambia, Bambo Jaiteh. I tre africani sono anche indagati per morte come conseguenza di altro delitto per il decesso, avvenuto il giorno dopo l´arrivo, nell´ospedale di Ragusa, di un giovane del Mali stremato per il lungo viaggio. Non solo. I tre sono accusati anche di maltrattamenti per le pessime condizioni di viaggio a cui il folto gruppo di migranti è stato sottoposto. E´ stata proprio la notizia della morte del connazionale a spingere alcuni, dopo le prime reticenze, a raccontare alle forze dell´ordine cosa sia successo nel corso della traversata e a quali vessazioni sono stati sottoposti i migranti. Secondo le forze dell´ordine, dai racconti emergeva che i migranti erano stati tenuti segregati per oltre 15 giorni in un capannone, in Libia, dal quale non potevano uscire. Gli stessi venivano rifocillati con pochi generi alimentari in attesa che fosse disponibile l’imbarcazione per raggiungere l’Italia e che le condizioni del mare fossero favorevoli. Gli scafisti, invece, attendevano notizie da parte di un sedicente gruppo armato, il quale avrebbe fornito il telefono satellitare e le istruzioni al fine di condurre i migranti in Sicilia.

Appare chiaro come questa organizzazione criminale che pianifica gli sbarchi abbia terreno fertile nell´assoldare gente senza scrupoli, pronti ad attraversare il mar Mediterraneo pur di portare tanti soldi a casa. Al termine dell’attività di polizia giudiziaria, gli arrestati sono stati condotti presso il carcere di Ragusa a disposizione dell’autorità giudiziaria. In corso, complesse indagini con i gruppi di investigatori presenti in territorio estero sugli altri componenti dell’associazione a delinquere di cui i fermati fanno parte. L´operazione è stata condotta, oltre alla squadra mobile della Questura di Ragusa, anche dai carabinieri della compagnia di Modica e dalla guardia di finanza della Tenenza di Pozzallo. Ai tre africani indagati sono contestati i reati di associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell´immigrazione clandestina e la morte per il decesso del giovane del Mali.

La città di Pozzallo, intanto, non resta a guardare inerme di fronte a tutta questa mole di gente che giunge dal continente africano. Il presidente dell´Ascom di Pozzallo, Gianluca Manenti, invoca l´intervento del ministro Angelino Alfano. "Non siamo in grado di accogliere numeri così importanti di migranti. Il porto di Pozzallo fa registrare una nuova e drammatica emergenza – dice Manenti - I migranti stanno di fatto girovagando per la città. Bisogna intervenire con misure adeguate sollevando Pozzallo da questa ennesima emergenza. Faccio appello a tutte le istituzioni, al ministro Alfano in particolare, affinché gli interventi siano mirati. Tutto ciò per garantire una adeguata accoglienza agli immigrati. Numerosi sono quelli che fuggono e che si riversano nel centro della città e in periferia. Pozzallo non è pronta a fronteggiare questo gravissimo fenomeno, soprattutto nel periodo che coincide con l’avvio della stagione turistica".

Sulla stessa lunghezza d´onda del presidente Manenti, anche la dirigente del compensivo scolastico «A. Amore», Mara Aldrighetti, fautrice di un´iniziativa davvero lodevole, far incontrare alcuni migranti coi giovani studenti del plesso scolastico. Uno scambio di battute ha aperto le menti dei giovani studenti, molti dei quali ignoravano le brutalità a cui i migranti sono sottoposti, non solo durante la traversata in mare. Lodevole iniziativa che sarà replicata in altri istituti scolastici, come è stato più volte ribadito.

CONTINUANO GLI SBARCHI
C´è da registrare l´ottavo barcone carico di migranti in sei giorni. É arrivato sulla banchina di riva del porto grande attorno alle 19,15. Stando alle prime stime, sono 166 i migranti, tutti sedicenti eritrei, giunti a Pozzallo. A soccorrere il barcone lungo venticinque metri, due motovedette, una della Capitaneria di porto di Siracusa, l´altra della Guardia di Finanza di Pozzallo. Ventinove le donne e cinque i minori. Complessivamente, stanno tutti bene. Qualche problema di disidratazione per pochi migranti, ma nulla di preoccupante. I migranti sono stati prelevati a venticinque miglia a sud di Capo Passero. Due le persone che sarebbero state trasportate all´ospedale «Maggiore» di Modica per accertamenti.

Una volta giunti in Sicilia, i migranti sono stati stipati dentro il centro di prima accoglienza dove sono stati rifocillati e successivamente schedati. Per tutta la serata, le indagini degli inquirenti della squadra mobile di Ragusa hanno cercato di fare luce su possibili scafisti. Non si escludono novità, in tal senso, nelle prossime ore.

«Scoppia» il centro di prima accoglienza (e non siamo neanche in periodo estivo). Sarebbero quasi 500 i migranti ospiti della struttura, dopo i nuovi arrivati. La Prefettura di Ragusa ha disposto il trasferimento per 200 persone circa in altre strutture dell´isola.