Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 0:33 - Lettori online 903
POZZALLO - 23/05/2008
Cronache - Pozzallo - I 71 disperati giunti venerdì al porto

I clandestini interrogati: erano partiti da Zuara, in Libia

Avrebbero pagato agli scafisti 2mila dollari a testa Foto Corrierediragusa.it

Sarebbero partiti da Zuara, una località libica, al confine con la Tunisia, i 70 immigrati clandestini che, nella mattinata di venerdì scorso, sono arrivati presso le coste italiane.

? quanto trapela, di ufficioso, dagli interrogatori che Polizia e agenti della Questura di Ragusa stanno effettuando dentro il centro di prima accoglienza della Dogana del porto di Pozzallo. Ma non è questa l’unica notizia che, ieri, sembra essere uscita fuori dal capannone.

Pare, infatti, che vi siano circa 1500 persone, in prevalenza di nazionalità somala, pronte a salpare da Zuara su qualche «carretta del mare» per approdare fra Lampedusa e Pozzallo. Un dato che, se confermato dalle autorità libiche, non può non suscitare allarmismo per lo stesso governo italiano, impegnato, in questi giorni, a votare il decreto contro gli ingressi clandestini degli extracomunitari.

Ultimo dato trapelato, dagli interrogatori effettuati dagli agenti, è la somma consegnata «ai trafficanti del mare» per attraversare il Mar Mediterraneo. Sembra che il pattuito con gli scafisti si aggiri intorno ai 2000 dollari americani. Il pagamento con monete africane è, difatti, mal visto dagli stessi scafisti che preferiscono, di gran lunga, essere pagati con la valuta americana, a conti fatti, più «sicura» di qualche unità monetaria africana deprezzata.

Per il resto, nulla da segnalare, all’interno della Dogana. La notte è trascorsa nel migliore dei modi, dopo la lunga giornata di giovedì dove gli interrogatori degli extracomunitari sono finiti a tarda sera. Nella giornata di ieri, si aspettava solo la conferma della notizia che potrebbe essere lunedì, domani, il giorno del trasferimento degli immigrati, destinazione Cpt di Cassibile, ma, finora, nulla è stato deciso dal Ministero dell’Interno.

Nella giornata di ieri, infine, non si è registrato alcun sbarco, sulle coste iblee. Le notizie delle ottime condizioni meteomarine, però, tengono in allarme sia la Guardia Costiera di Pozzallo, sia la Sezione Operativa Navale delle Fiamme Gialle, sempre pronte ad «uscire» in mare aperto qualora vi fossero segnalazioni di «carrette» stipate da immigrati clandestini.


LA CRONACA DELL´ULTIMO SBARCO

Tragedia nelle acque del Mediterraneo dove, durante le operazioni della Guardia Costiera di Pozzallo nel trasbordo di 70 immigrati clandestini, alcuni pescatori, che lavoravano nelle vicinanze, hanno scorto, non lontano dalle due barche intercettate, il cadavere di un immigrato in avanzato stato di decomposizione. Non si arresta, dunque, il dramma degli africani che arrivano sulle nostre coste alla ricerca di una nuova vita, lontana dalle guerre civili che stanno scoppiando nel Continente Nero.

La cronaca della giornata inizia all’alba, quando la Capitaneria di Porto di Pozzallo avvistava, in mare aperto, due barche (una in vetroresina, l’altro era un gommone), impegnate nell’obiettivo di giungere presso le coste iblee. Sono le ore 6 di ieri mattina quando la motovedetta Cp888 si dirige a circa 12 miglia sud-ovest dal litorale pozzallese per le prime operazioni di soccorso.

Arrivati sul posto, non lontano dalla due barche, l’incontro con alcuni pescatori si rivela agghiacciante: non lontano, infatti, veniva segnalato il corpo di un immigrato morto affogato. Avvisata la Capitaneria, il comandante Angelo Donato dispone l’invio della motovedetta Cp145 per l’accertamento della notizia e relativo imbarco del cadavere.

La notizia, purtroppo, si rivelava vera. Un uomo, di apparente nazionalità somala, veniva rinvenuto a 13 miglia dalla costa in avanzato stato di decomposizione e dilaniato, in alcune parti del corpo, dalla voracità dei pesci, i quali non avevano risparmiato al malcapitato una fine indegna. Gli inquirenti non escludono che il cadavere possa essere facente parte del terzo sbarco di quest’anno, a fine aprile, quando su una barca in vetroresina, gli stessi si accorsero che il natante presentava parecchi posti vuoti. Da lì, l’ipotesi che qualche immigrato fosse stato buttato a mare. Ipotesi che, adesso, si rivela più che una semplice ricostruzione dei fatti.

Ore 7,30. Il cadavere venivo sistemato sulla Cp2113, arrivata, subito dopo, per il prelievo del cadavere. I militari hanno faticato non poco per «svuotare» i polmoni dell’immigrato, pieni d’acqua. Nel frattempo, sulla Cp888 venivano fatti salire i 70 immigrati, di diversa nazionalità, in prevalenza somala, di cui 9 minori e due donne.

Era la Cp888 a partire subito, non appena finito il trasbordo degli extracomunitari sulla motovedetta. I clandestini arrivavano al porto intorno alle 8,45, tutti in ottime condizioni di salute, salvo qualche sparuto caso di disidratazione subito rientrato. I militari della Capitaneria portavano a riva anche il materiale sequestrato sulle due barche, ovvero dieci grosse taniche di benzina, di cui la maggior parte vuote, un libretto con le istruzioni dei motori fuoribordo in lingua araba, diverse scatolette di formaggino, unica fonte, durante il tragitto, di approvvigionamento alimentare ed, infine, una vecchia bussola. Già in mattinata, i settanta immigrati erano stati sistemati dentro il capannone della Dogana del Porto, schedati, interrogati e, poco dopo, rifocillati, grazie anche al solerte lavoro dei volontari della Protezione Civile di Pozzallo.

Ore 10, giunge presso la battigia del porto piccolo di Pozzallo la Cp2113, con a bordo il cadavere, dentro un sacco di plastica. Caricato su una macchina del Comune di Pozzallo, il cadavere veniva portato presso l’obitorio del cimitero pozzallese. Il medico della Capitaneria di Pozzallo, Vincenzo Morello, ha riferito che il cadavere, verosimilmente, sarebbe rimasto in acqua per un periodo compreso fra i 25 e i 30 giorni. Il corpo è stato seppellito nel cimitero comunale. Della sepoltura si è fatto carico il comune.

Durante il pomeriggio, sono continuati i lavori per individuare possibili scafisti, facenti parte del nutrito gruppo, ma il più stretto riserbo, da parte degli immigrati, ha ostacolato le procedure per l’individuazione di soggetti criminali che possano aver traghettato questi disperati sulle coste siciliane. Se non vi saranno intralci di sorta, può anche darsi che, in mattinata, l’intero gruppo possa essere trasferito presso il Cpt di Cassibile, il quale ha dato la propria disponibilità, in serata, all’accoglienza degli immigrati.

Il settimo sbarco porta a 251 il numero degli immigrati che, dall’inizio dell’anno, sono arrivati in territorio ibleo. A questi, si aggiunge, purtroppo, un cadavere. Non si registravano morti, nelle acque antistanti il sud-est siciliano, dall’anno scorso, quando un altro immigrato maghrebino fu trovato morto a 12 miglia dalla costa, lo scorso 1° settembre. Un brutto segno, questo, che, con le condizioni meteo-marine ottimali di questi giorni, rischia di peggiorare una situazione già problematica di suo.