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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:51 - Lettori online 561
POZZALLO - 07/02/2014
Cronache - Le 12 persone arrestate nell’operazione antidroga sono state interrogate dal magistrato

"Polvere rosa": nessuna revoca delle misure cautelari

La cocaina viaggiava lungo l’asse Catania – Modica – Pozzallo, per poi essere spacciata anche a Scicli e Ispica Foto Corrierediragusa.it

Niente revoca di custodia cautelare per le 12 persone finite in manette nell’operazione antidroga «Polvere rosa». Restano ai domiciliari quindi Alessia Spadola, 23 anni, Francesco Runza, i modicani Daniele e Rosario Scolaro, di 25 e 28 anni, e Antonino Campo. La posizione di quest’ultimo è marginale, essendogli stata contestata solo la cessione di una dose a titolo gratuito. Runza è invece reo confesso, avendo ammesso quasi tutte le proprie responsabilità. Il giudice Claudio Maggioni, che ha rigettato le istanze di revoca dei domiciliari avanzate tra gli altri dall’avvocato Raffaele Pediliggieri, aveva già deciso di lasciare in cella lo studente modicano 23enne Francesco Agosta, che riforniva di cocaina i suoi compagni di scuola, e la 23enne Mery Salonia, che spacciava da casa nonostante si trovasse ai domiciliari. Restano in carcere pure Rosy Gieri, Sebastiano Morana e i tunisini Adhem ben Slama e Mohsen Soufi. L’unica richiesta accolta dal magistrato è quella avanzata dall’avvocato Giovanni Favaccio, che ha ottenuto i domiciliari per la sua assistita Daniela Biazzo, perché in stato di gravidanza.

GLI ESITI DEGLI INTERROGATORI
In pochi hanno ammesso parzialmente i fatti di cui sono accusati, altri hanno cercato di chiarire la loro posizione, mentre alcuni si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. E’ l’esito degli interrogatori, completati in queste ore, a carico delle 12 persone tra i 20 e i 30 anni arrestate dai Carabinieri (cinque in carcere e sette ai domiciliari) nell’operazione antidroga «Polvere rosa». Tutti gli indagati sono stati sentiti dal magistrato Claudio Maggioni, che ha deciso di lasciare in carcere i cinque già interrogati la scorsa settimana, mentre per i restanti sette ai domiciliari, sentiti tra lunedì e martedì, si è riservato di decidere se accogliere o meno la richiesta di revoca della misura restrittiva avanzata dai difensori, tra cui l’avvocato Raffaele Pediliggieri. Erano quattro giovanissime casalinghe (da qui il nome dell’operazione) a coordinare e gestire, stando alle indagini dei militari, il giro di spaccio di eroina, cocaina e metadone nelle piazze dei comuni del comprensorio modicano, ma anche a Vittoria, città da cui i pusher si rifornivano di eroina.

La cocaina invece viaggiava lungo l’asse Catania – Modica – Pozzallo, per poi essere spacciata anche a Scicli e Ispica. Tra gli spacciatori pure uno studente, il modicano 23enne Francesco Agosta, che riforniva di cocaina i suoi compagni di scuola. La 23enne Mery Salonia spacciava invece da casa nonostante si trovasse ai domiciliari sempre per reati di droga. Le altre tre ragazze, Rosy Gieri, Daniela Biazzo e Alessia Spadola, tutte di Pozzallo, approfittavano invece dell’assenza dei genitori per vendere lo stupefacente nei loro appartamenti. Talvolta le dosi di droga venivano gettate in maniera discreta pure dal balcone. Le manette erano scattate pure per il ragusano Sebastiano Morana, 25 anni, e per i tunisini Adhem ben Slama e Mohsen Soufi, di 30 e 33 anni.

Ai domiciliari, oltre alla già citata Alessia Spadola, 23 anni, restano per il momento pure Francesco Runza, i modicani Daniele e Rosario Scolaro, di 25 e 28 anni, e Antonino Campo. La posizione di quest’ultimo è marginale, essendogli stata contestata solo la cessione di una dose a titolo gratuito. Anche gli altri quattro ai domiciliari, peraltro incensurati, avrebbero rivestito un ruolo di secondo piano nella vicenda, rispetto agli altri complici. La Salonia in particolare era invece stata coinvolta pure nell’operazione antidroga «Cabrera», tra le cinque maggiori effettuate dai Carabinieri in un paio d’anni nel comprensorio modicano.