Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 411
POZZALLO - 22/01/2014
Cronache - La protesta è durata per circa un’ora

Lungomare Raganzino bloccato da immigrati

Intanto sono stati trasferiti 50 immigrati dal Centro di Prima Accoglienza di Pozzallo verso altre strutture italiane, portando così il numero degli ospiti da 320 a 270 Foto Corrierediragusa.it

Hanno deciso di far sentire la loro protesta lontano dal centro di prima accoglienza del porto. Una trentina di immigrati hanno bloccato la strada del lungomare Raganzino (foto), chiedendo il trasferimento e condizioni migliori di vita all´interno della struttura portuale. Sono giunti i vigili urbani del Comune e i carabinieri. I migranti hanno bloccato il traffico per un´ora circa, prima di abbandonare l´arteria stradale e dirigersi verso il centro di prima accoglienza. Urla, grida, nessuna voglia di tornare indietro, nonostante le veementi richieste di alzarsi e far procedere la circolazione delle automobili. Sul posto, anche alcuni volontari dei vari comitati che sono sorti per dare voce alle proteste dei migranti, utili alla causa in quanto anche queste persone hanno aiutato le forze dell´ordine a calmare gli animi dei «fratelli» africani. Intorno alle ore 13, la protesta è rientrata.

Nei giorni scorsi, alcuni migranti hanno rifiutato il cibo per protesta contro l´immobilismo dei trasferimenti e la richiesta, inevasa, dei documenti per lasciare l´Italia. I migranti hanno fatto sapere che, se entro pochi giorni, non avranno in mano i documenti per espatriare, torneranno a protestare per le vie di Pozzallo. Secondo quanto riferito da alcuni migranti, non sarebbe possibile attendere 60 giorni dentro la struttura portuale e non ricevere alcuna informazione su documenti e richieste di asilo politico. Nell´occhio del ciclone, anche le condizioni di vita all´interno della struttura.

"Si dorme a terra – dicono i migranti – su materassi fatiscenti e puzzolenti. Pochi bagni per più di 300 persone, carenti condizioni igieniche. Di notte non si dorme, tra tafferugli, grida e musica. Non è vita, questa, è la galera. Non possiamo continuare a vivere in questo modo. Dateci una mano a far sapere quello che sta succedendo dentro il centro di prima accoglienza". Questo l´appello rivolto alle persone che stazionavano nei pressi della farmacia e che hanno manifestato la propria solidarietà ai migranti per quanto sta accadendo. Il bilancio della protesta, fortunatamente, non registra danni a persone o cose, ma appare chiaro come la pazienza di queste persone sia davvero al capolinea.

Intanto sono stati trasferiti 50 immigrati dal Centro di Prima Accoglienza di Pozzallo verso altre strutture italiane, portando così il numero degli ospiti da 320 a 270, ben lontani però dalla capienza massima dei 150 della struttura.