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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 10:51 - Lettori online 692
POZZALLO - 22/10/2013
Cronache - Dopo il reportage di un quotidiano nazionale e una interrogazione parlamentare

Migranti picchiati? Il sindacato lo esclude

Inevitabili le precisazioni delle autorità che del centro si occupano in prima persona
Foto CorrierediRagusa.it

Il reportage di un quotidiano nazionale ed un´interrogazione parlamentare di Khalid Chaouki, Pd, mettono nel mirino il centro di prima accoglienza di Pozzallo che insieme a Lampedusa sostiene in questi giorni l´impatto degli arrivi dei migranti. Il parlamentare è venuto a conoscenza del caso di Mahari Kidane, che sarebbe scomparso nel corso di un trasferimento da Pozzallo in Calabria. Kidane, passato dal centro di prima accoglienza sarebbe scomparso il 26 settembre 2013 nel momento in cui il pullman, che lo avrebbe dovuto portare allo Sprar di Cosenza. Dice Chaouki : "Dopo giorni, nessuno dalla questura e della prefettura di Ragusa hanno risposto alle richieste di notizie avanzate dalla dottoressa Enza Papa, responsabile dello Sprar di Cosenza sulle sorti di Mahari Kidane. Secondo le parole della moglie di Mahari "l´impatto con questo campo è stato terribile, non è un campo, è un grande magazzino dove tutti (circa duecento persone) dormono insieme, e i bagni sono in comune".

Inevitabili le precisazioni delle autorità che del centro si occupano in prima persona e dello stesso sindacato di Polizia, i cui uomini si sono sentiti lesi nella loro professionalità, ma soprattutto nella loro umanità. Circostanze che per il segretario provinciale dell´Ugl Polizia Enzo Cavallo sono solo fantasie, infondate, riportate solo per colpire gratuitamente chi invece è impegnato in prima linea, mal retribuito e senza limiti di orari. Dice il segretario Cavallo: "A questi uomini va un plauso sentito e solenne, a tutti gli uomini in divisa che, in svariate località della Nazione, tra le quali Pozzallo, si trovano ad affrontare, in numero davvero esiguo, un’emergenza di proporzioni straordinariamente impegnativa, pur malpagati, carenti di ogni dotazione personale e di reparto, in strutture di accoglienza inadeguate e fatiscenti".

Il sindacato invita poi la Tomassini a denunciare eventuali abusi all´Autorità giudiziaria e ricorda che il Centro di Pozzallo è dotato di telecamere a circuito chiuso che consentono di estrapolare le immagini degli eventuali abusi che nei fatti, comunque, non si sarebbero mai verificati. Nessuna dichiarazione ufficiale dalla Quesura di Ragusa, che è responsabile della sicurezza del centro. Viene fatto rilevare che solo nel 2013 sono passati da Pozzallo ben 4mila 500 migranti e non ci sono stati lamentele o denunce di abusi o violenze. La vita e la gestione del centro di Pozzallo è monitorata costantemente e numerose sono state le riunioni del Comitato per l´Ordine e la Sicurezza pubblica presieduto dal Prefetto per discutere di come rendere ancora più accogliente e funzionale il centro. Uomini e risorse sono state profuse dal momento in cui è scoppiata l´emergenza profughi e pur con i limiti di una situazione emergenziale il centro ha continuato a funzionare e soprattutto a garantire un´accoglienza che rende meno tragiche le condizioni oggettivamente difficili dei profughi.

Nella foto in alto il segretario provinciale dell´Ugl Polizia Enzo Cavallo e il Centro di prima accoglienza di Pozzallo presidiato dai poliziotti