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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:21 - Lettori online 1039
POZZALLO - 03/09/2013
Cronache - Una sorta di "guerriglia" per fortuna senza conseguenze nell’area portuale

Sassi scagliati contro poliziotti da immigrati minori al Cpa

Anche Giorgio Iabichella del comitato «Cittadini Liberi» è stato, suo malgrado, testimone dei fatti di sabato sera

Fortunatamente non è successo nulla di grave, ma la paura è stata molta. Sabato sera (ma la notizia è trapelata solo ieri), un gruppo di minori hanno ritardato l´ingresso al centro di prima accoglienza e hanno minacciato le forze dell´ordine con alcuni sassi. Il motivo? L´esasperata permanenza dentro l´ex Dogana da parte di molti minori, dopo due mesi di promesse di trasferimento presso altra sede. Si sono vissuti momenti di terrore, con alcuni testimoni che, transitando con la propria automobile per il lungomare Medaglie d´Oro di Lunga Navigazione, hanno temuto il peggio. Solo l´intervento dei carabinieri e dei poliziotti ha riportato il tutto alla calma. I gravi fatti si sono registrati attorno alle 21. I poliziotti, alcuni anche coi manganelli in mano, hanno condotto tutti i minori presso il centro di prima accoglienza attorno alle 22 circa. Più di un´ora in balia degli immigrati, alcuni dei quali si sono nascosti all´interno dell´area portuale, «scovati» dai poliziotti solo dopo diversi giri di ricognizione.

Nessuno s´è fatto male, ma la situazione resta incandescente. Molti minori sono dentro la struttura da due mesi e l´esasperazione, stando a quanto riferito, ha fatto sì che la protesta diventasse rabbia contro chi non ha colpe, le forze dell´ordine in primis. I minori chiedono un trasferimento presso altra sede e saranno altre le proteste se non verranno accontentati quanto prima.

Sabato mattina, un gruppo di migranti è partito alla volta di altri centri di permanenza e, dentro la struttura, sono rimasti in 200 immigrati circa. Molti, infine, sono ancora i minori in attesa di un trasferimento.

Anche Giorgio Iabichella del comitato «Cittadini Liberi» è stato, suo malgrado, testimone dei fatti di sabato sera. Ecco il suo dettagliato racconto. "E’ sabato sera – scrive Iabichella - Sono le 20.30 di giorno 31 agosto e mi trovo a Pozzallo, insieme alla mia compagna ed a mia figlia, sulla strada che costeggia il porto di Pozzallo in direzione centro città. Riesco a scorgere alla mia destra, oltre la recinzione, nel centro di prima accoglienza nei locali della ex dogana, centinaia di persone, presumibilmente immigrati sbarcati sulle nostre coste nelle scorse settimane. Sul marciapiede esterno, quindi sulla strada che stavo percorrendo in auto, vedo dei ragazzi di colore e mal vestiti (ritengo sempre immigrati) che correvano lanciandosi dei rami secchi e altri oggetti. Credevo stessero giocando.

Tre di loro mi attraversano la strada, sempre correndo e non curandosi di guardarsi intorno prima di farlo. Si dirigono sul lato opposto della strada, attraversando anche l’altra corsia mentre erano in transito altre auto, saltano il muro e raccolgono delle pietre, molto grosse, una per mano. Intanto proseguo, rallentando poiche’ allarmato, e tentando di capire cosa stesse accadendo, guardo sullo specchietto retrovisore e vedo sempre gli stessi riattraversare la strada. Guardo di nuovo avanti e vedo altri ragazzi che corrono in direzione del centro di accoglienza. Un poliziotto gli corre dietro a distanza d una decina di metri, con un manganello in mano ed il fiato corto. Intanto sull’altra corsia una «pantera» della Polizia che procede a passo d’uomo, credo controllasse la situazione a supporto del proprio collega a piedi. Proseguo dritto, per ovvi motivi, anche se l’istinto mi suggeriva di fare inversione per vedere cosa stesse accadendo.

Se fossi stato da solo in auto, lo avrei fatto. La mia prima impressione è stata quella di aver assistito ad una piccola «guerriglia», consentitemi il termine forse esagerando, ma quello ho visto. Proseguendo sul lungomare Raganzino, 200 metri più avanti, non ho potuto non notare che tutti, o quasi, i locali pubblici (due paninerie famose sempre aperte in questo periodo dell’anno 24 ore su 24) sono chiusi. Non vedo gente in giro. Strano, considerando l’ora e la temperatura mite. La prima cosa che ho pensato e’ che Pozzallo sta pagando cara la sua generosa tolleranza e l’accoglienza degli immigrati. Io sono andato via di corsa, col magone e demoralizzato per quanto ho visto.

Da sempre tollerante - conclude Giorgio Iabichella - non voglio avventurarmi in una presa di posizione, ma di certo lancio un appello alle istituzioni, a S. E. il Prefetto, ai deputati e senatori della Repubblica ed al Sindaco di Pozzallo chiedendo loro di attivarsi immediatamente per risolvere il problema prima che Pozzallo diventi come Lampedusa, oggi trascurata dai turisti, e perdendo oltre che la sua bandiera blu, anche la ricchezza che nell’ultimo decennio gli ha dato il turismo".