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Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 9:49 - Lettori online 1039
POZZALLO - 20/08/2013
Cronache - Sono 393 gli africani che soggiornano dentro la struttura portuale a spese del Comune

Ministri a Pozzallo per immigrazione?

Il sindaco Ammatuna lancia un grido d’allarme non solo per il centro di prima accoglienza, al collasso da qualche giorno, ma anche per la situazione economica difficile Foto Corrierediragusa.it

Alfano sì, la Kyenge forse. Dopo dieci anni di sbarchi, anche il Parlamento si accorge del minuscolo centro della provincia di Ragusa e della difficoltà, soprattutto per questo anno, ad ospitare i migranti che giungono copiosi dall´Africa. Dopo gli ultimi sbarchi, sono 393 gli africani che soggiornano dentro la struttura portuale a spese del Comune di Pozzallo. Il primo cittadino, Luigi Ammatuna, lancia un grido d´allarme non solo per il centro di prima accoglienza, al collasso da qualche giorno, ma anche per la situazione economica difficile, perchè ospitare gli immigrati significa dare loro un pasto caldo ogni giorno, pulirli, vestirli, dare loro una dignità. Con l´aggravante, poi, che qualche immigrato, specie nei giorni giorni, non si è comportato come si dovrebbe fare quando si è a casa di altri. Bottiglie rotte contro i muri, immigrati che entrano al bar, consumano e se ne vanno senza pagare, atti di intolleranza che hanno minato anche il quieto vivere di questa estate che sta per terminare. Al sindaco Ammatuna sono giunte all´orecchio le notizie, che qualcuno ha diffuso nella giornata di ieri, che alcuni titolari di agenzie che affittano gli appartamenti si sono sentiti ripetere: "No, grazie, a Pozzallo non veniamo perchè ci sono gli immigrati che si denudano". Gente che ha disdetto anche la prenotazione, con tanto di caparra già consegnata. Un danno che, sommato agli altri, ha permesso al sindaco del centro marittimo di alzare la voce per chiedere, almeno, il rispetto.

"C’e’ un fortissimo stato di disagio dei volontari, della Protezione Civile, delle forze dell’ordine – dice Ammatuna - e, ovviamente, anche degli stessi migranti. Siamo totalmente dimenticati dalle autorita’. Ogni giorno sentiamo parlare di Lampedusa, i riflettori sono accesi sempre li’, ma realta’ come Pozzallo o Portopalo, che sono i nuovi approdi, hanno bisogno di essere attenzionate. Invito il Ministro – sottolinea Ammatuna – a venire di persona, per rendersi conto di cio’ che accade".

L´invito è per il ministro per l´Integrazione, Cècyle Kengye. Fonti da palazzo La Pira fanno sapere che i contatti ci sarebbero stati e non è escluso che, nel mese di settembre, impegni del ministro permettendo (e soprattutto se il governo Letta resta in piedi), il medico di origini congolesi potrebbe fare una visita proprio al centro di prima accoglienza.

Chi, invece, è sicuro di venire, è un altro ministro, Angelino Alfano. Lo ha annunciato il deputato nazionale Nino Minardo in una nota. Luigi Ammatuna lamenta un mancato introito di 650 mila euro circa, che lo Stato non ha accreditato nelle casse comunali. Minardo ha prima telefonato al primo cittadino di Pozzallo, poi ha parlato dicendo che, al Comune di Pozzallo, saranno presto stornati i soldi serviti per l´accoglienza ai migranti. "Ci vuole grande attenzione – dice Minardo - maggiore di quella che c´è in questo momento, su situazioni come quelle dei Centri di Prima Accoglienza stracolmi in Sicilia e sullo sfogo dei sindaci di Pozzallo e Portopalo. Dobbiamo mostrare la nostra vicinanza ai territori. Sarò io stesso a farmi carico di trasferire l´istanza dei fondi che il comune vanta nei confronti dello Stato. È necessaria poi una seria riflessione sulla Bossi-Fini. Sono in pieno accordo con Mara Carfagna, bisogna rivedere e rendere piu´ attuale la Bossi-Fini. Non soltanto questo, bisogna far sì che l´Europa agisca seriamente in questa situazione di emergenza. Non è più accettabile o possibile, che Stati a noi vicini non si mostrino ospitali con queste povere persone, anzi, in alcuni casi (come accaduto qualche settimana fa), li respingano". Chiaro, in quest´ultimo passaggio, un messaggio lanciato allo Stato di Malta, incapace nei giorni scorsi di accogliere i migranti dispersi nel Canale di Sicilia.

L´ULTIMO TRAGICO SBARCO
Sono 393 i migranti che affollano il centro di prima accoglienza del porto. Il numero di africani è notevolmente aumentato perchè, nella notte fra venerdì e ieri, un nuovo gommone di 15 metri circa è stato intercettato a largo delle coste iblee dai militari della Capitaneria di porto. Novantacinque i migranti che hanno toccato terra, intorno all´una. Settantaquattro gli uomini, una neonata e venti donne, di cui quattro in stato di gravidanza. Sedicenti maliani, somali ed eritrei, stanno tutti bene. Le quattro donne gravide sono state portate per accertamento all´ospedale «Maggiore» di Modica, salvo poi fare ritorno nel pomeriggio presso l´ex Dogana. I migranti hanno pagato una cifa considerevole agli scafisti (forse 3 mila dollari) e sembra che il viaggio, stando alle informazioni raccolte, sia durato cinque giorni.

Sono state le motovedette le motovedette CP 304 e CP 2113 della Capitaneria di Porto di Pozzallo, con l’assistenza della CP 271, dislocata temporaneamente a Portopalo di Capo Passero, a soccorrere i migranti. Anche in questo caso, come per gli altri sbarchi in passato, gli immigrati hanno chiesto asilo politico agli inquirenti che hanno ascoltato la loro storia. Rifocillati e svolte le operazioni di foto-segnalamento, i migranti hanno fatto la «conoscenza» degli altri africani che, chi da più giorni chi da meno, ha soggiornato all´interno della struttura portuale.

Il centro, adesso, è un´autentica babele di lingue e di colori. Ci sono iraniani, maliani, etiopi, somali, ghanesi, eritrei e qualche egiziano. Un florilegio di razze e di culture. Per molti, non è neanche il primo viaggio. Chi è giunto per la seconda o terza volta, ha fatto «cicerone» agli altri migranti che erano giunti per la prima volta in terra sicula. Non solo razze e culture, ma anche professioni. Fra i trecentonovanta e passa migranti, ci sono alcuni laureati in farmacia, altri hanno frequentato le università della propria nazione, c´è anche un giovane docente in Letteratura, gente che non è rimasta in Patria per motivi politici o più semplicemente perchè non condivideva la linea programmatica e politica di chi sta al governo. E poi tante storie di gente che sfugge dalla fame, bambini sottratti alla morte sicura, uomini vessati perchè schiavi. Ogni sguardo racconta una storia diversa, ogni uomo un passato che si vuole dimenticare.

Per molte di queste persone, già nella giornata di lunedì, domani, è previsto il trasferimento presso altra sede. Il numero di forze dell´ordine è decisamente inferiore a quello che dovrebbe essere il quantitativo ospitato. Anche perchè si registrano dei tafferugli fra eritrei e somali. Nulla di grave, commentano le forze dell´ordine, solo qualche scaramuccia.

Ci sono novità, invece, per lo sbarco della giornata di Ferragosto. Otto persone, dopo gli interrogatori di rito, sono state isolate all´interno della struttura portuale. Dai racconti di alcuni migranti, pare che l´organizzazione che ha trasbordato in Sicilia il folto gruppo di migranti sia la stessa che ha organizzato gli ultimi «viaggi della speranza» in Sicilia. Per adesso, non si ha notizia di alcun arresto ma il cerchio delle indagini si starebbe stringendo attorno a quattro o cinque persone.