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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:18 - Lettori online 624
POZZALLO - 17/08/2013
Cronache - I familiari del 23enne Stoyan Zafirov si sono rivolti a 2 avvocati per avere conto e ragione dei fatti

Clandestino? No, turista morto e sepolto

La famiglia Zafirov sostiene difatti che nessuno li aveva avvisati del decesso del parente, determinando l’impossibilità a richiedere la salma Foto Corrierediragusa.it

Seppellito nel cimitero comunale di Pozzallo su decisione della procura di Modica senza l´autorizzazione dei familiari perché, privo di documenti d’identità, fu scambiato per uno dei tanti immigrati fuggiti dal centro di prima accoglienza del porto, mentre invece era un turista. E’ l’assurda storia di un 23enne bulgaro, Stoyan Zafirov (foto), programmatore informatico a Malta e in vacanza nella provincia iblea, da oltre un mese e mezzo tumulato sotto due metri di terra con sopra una lapide con il nome scritto a mano con un pennarello. L’uomo morì nel giugno scorso, travolto da una Mercedes lungo la provinciale Pozzallo – Ispica che stava percorrendo a piedi. Pare furono avviate le ricerche dei parenti prossimi, ma senza esito. Qualche giorno fa però la famiglia del 23enne, residente a Malta, si è fatta viva, scoprendo la vicenda dai toni kafkiani. Era stata la nonna di Zafirof, tramite l´ambasciata bulgara, il primo parente a sapere del decesso e della sepoltura del nipote, un mese dopo l’incidente stradale mortale, avvertendo in lacrime l’altra nipote, residente nell’isola dei Cavalieri.

Adesso la sorella della vittima si è rivolta a due avvocati, uno di Roma e l’altro di Malta, per capire cosa sia successo ed accertare eventuali responsabilità. La famiglia Zafirov sostiene difatti che nessuno li aveva avvisati del decesso del parente, determinando l’impossibilità a richiedere la salma e la conseguente decisione della procura di Modica di autorizzare la sepoltura al cimitero di Pozzallo. Serviranno adesso circa 3mila euro per riesumare il corpo del giovane e riportarlo a casa.