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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:43 - Lettori online 824
POZZALLO - 12/08/2013
Cronache - Si torna quasi alla normalità al centro di prima accoglienza del porto

Trasferiti 70 migranti da Pozzallo a Trapani

Si passa da 250 a 180 unità

Settanta migranti sono stati trasferiti presso il Centro di Permanenza temporanea di Trapani. Il centro di prima accoglienza, sito al porto, passa da 250 a 180 unità. Un numero sempre considerevole ma che «allegerisce» il lavoro di forze dell´Ordine e volontari della Protezione Civile nel difficile compito dell´accoglienza ai migranti. Due i pullman utilizzati per trasferire il gruppo dall´altra parte dell´isola. Adesso, si attende solo il via libera per sistemare altrove i rimasti, obiettivo che la Prefettura di Ragusa intende raggiungere nelle prossime ore. Il timore è che altri barconi possano giungere in loco e far precipitare nuovamente la situazione.

Intanto, la Capitaneria di porto ufficializza quello che può sembrare un esodo di proporzioni bibliche. Durante l´anno in corso, la Capitaneria di Pozzallo ha registrato l´approdo di 2 mila e 348 migranti, di cui mille e 144 solo nel mese di luglio. La città di Pozzallo diviene sempre più meta «preferita» dagli scafisti che aggirano l´isola dei Cavalieri e si dirigono, senza pensarci due volte, in direzione della cittadina iblea. Un dato, quello dei due mila e passa africani giunti in città, che pareggia, riferiscono dalla capitaneria di porto, il numero di migranti giunti in provincia di Ragusa negli scorsi anni. Tradotto, c´è la possibilità, neppur tanto remota, che la città di Pozzallo riesca a tagliare il poco invidiabile traguardo del secondo avamposto (dopo Lampedusa) dove giungono più migranti. E con le casse comunali asfittiche, il Comune di Pozzallo deve davvero fare un triplo salto mortale per garantire pasti caldi e indumenti sempre puliti.

Intanto, dopo le intemperanze dei giorni scorsi, si registra un´inversione di tendenza. Niente più bottiglie lanciate contro i muri, solo la ricerca di un posto all´ombra, magari facendo due chiacchere con gente del posto. L´unica preoccupazione, chiedere con insistenza le sigarette, fino ad ottenerle dai residenti così come dai turisti. Venerdì, fronte di un centro di permanenza vuoto, i migranti erano tutti seduti lungo i sedili in pietra di viale dei Vespri Siciliani. In attesa di un nuovo giorno. In attesa di essere trasferiti altrove.

L´ULTIMO SBARCO DI 113 MIGRANTI
Notte decisamente movimentata per i militari della Capitaneria di porto di Pozzallo. «Colpa» dell´ennesimo sbarco che si registra sulle coste iblee e che ingrossa le fila del già straripante centro di prima accoglienza, sito al porto. Sono 113 i migranti che, nella notte fra giovedì e ieri, sono stati indirizzati verso la terraferma del centro marittimo. Le motovedette della Capitaneria di Porto, hanno soccorso 109 uomini e 4 donne che arrivano dal Burkina Faso, Nigeria, Pakistan, Etiopia, Mali, Ghana e India.

Soccorsi a circa 44 miglia dalla città di Tripoli da una nave mercantile battente bandiera libanese, la «Britta K», i migranti sono giunti al porto esausti ma in condizioni tutto sommato ottimali. La «Britta K», dopo il trasbordo, è stata dirottata al porto di Pozzallo, per ancorare all’esterno dell’imboccatura, in attesa delle motovedette e di un altro natante, che portassero a terra gli immigrati. Le operazioni sono terminate attorno alla mezzanotte, quando, nel contempo, un´altra richiesta giungeva presso la sala operativa della Capitaneria. Due migranti africani, a bordo della nave «Libra», la quale stava trasbordando un folto gruppo da Lampedusa ad Ausgusta, si sono accasciati a terra, lamentando dolori lancinanti. Dolori al petto e allo stomaco, da quanto si è appreso, che hanno fatto sì che i due uomini, più la moglie di uno dei due migranti, fossero trasferiti a Pozzallo e, conseguentemente, all´ospedale «Maggiore» di Modica. I due stanno, adesso, bene e saranno trasferiti, con molta probabilità, ad Augusta dove raggiungeranno il resto del gruppo.

Attorno all´una, intanto, i volontari della Protezione Civile e le forze dell´Ordine terminavano presso il centro di prima accoglienza le operazioni di trasferimento dei migranti. Tutti in ottimo stato di salute, i 109 uomini e le 4 donne giunte in terra iblea venivano sistemati dentro il centro di prima accoglienza. Cinque le persone trasferite all´ospedale «Maggiore», tutti con problemi di deambulazione. Problemi, fanno sapere dal centro, di poco conto. Tutti e cinque, difatti, sono tornati nel primo pomeriggio a Pozzallo.

Sito, quello dell´Ex dogana, che oramai conta tantissimi migranti al suo interno. Da una stima approssimativa, pare che il numero di migranti si aggiri attorno alle 400 unità. Urge una sistemazione alternativa, a rischio l´incolumità anche delle forze dell´Ordine. Nei giorni scorsi, sono stati utilizzati anche i locali del plesso scolastico «Amore» e non è escluso che, in queste ore, alcuni migranti vengano trasferiti in altre strutture della città proprio per non intasare l´hangar portuale.

Nonostante le tante, continue, lamentele della collettività pozzallese contro le intemperanze dei migranti nei giorni scorsi, gli africani continuano ad uscire negli orari previsti e a «non far nulla» per tutta la giornata. Alcuni hanno fatto amicizia con qualche persona anziana del posto. Non è raro vedere qualche migrante che, a gesti, tenta una qualche conversazione con i residenti e i turisti che affollano, in questo periodo, la città di Pozzallo.

Il comandante della Capitaneria di porto di Pozzallo, Andrea Tassara, parla di "dedizione – dice - che senza soluzione di continuità, viene profusa dalla Guardia Costiera di Pozzallo, nell’assistenza e soccorso ai migranti, in ogni condizione di mare e di tempo, di giorno e di notte e animata da un eccezionale spirito di sacrificio. Nonostante – continua Tassara - i numerosissimi impegni istituzionali e i controlli sul litorale in questo delicato periodo dell’anno, un particolare ringraziamento deve essere rivolto a tutti i militari che profondono il massimo impegno e la massima competenza professionale per salvare vite umane in mare".