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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:30 - Lettori online 549
POZZALLO - 01/08/2013
Cronache - I medici Francesco Blangiardi e Giuseppe Ferrera rassicurano: tutto sotto controllo

Confermata meningite meningococcica

Intanto sta meglio il ragazzo somalo ospite del centro di prima accoglienza del porto di Pozzallo ricoverato ieri prima all’ospedale di Modica e poi in quello di Scicli per una malattia respiratoria malcurata
Foto CorrierediRagusa.it

Sta meglio il ragazzo somalo ospite del centro di prima accoglienza del porto di Pozzallo ricoverato ieri prima all’ospedale di Modica e poi in quello di Scicli per una malattia respiratoria malcurata, forse broncopolmonite. Le condizioni di salute del giovane sono giudicate buone dai medici e sarà quindi dimesso nelle prossime ore. Gravi ma stazionarie invece le condizioni del 14enne, pure lui della Somalia, ricoverato in setticemia nel reparto di rianimazione all’ospedale di Rimini per meningite. A questo proposito è stato confermato che si tratta di meningococco, altamente trasmissibile, e non pneumococco, meno grave. Di conseguenza il livello di guardia al Cpa di Pozzallo resta alto, visto che il giovane era stato trasferito in una comunità di Arezzo proprio dalla struttura della cittadina marinara iblea.

Il somalo ha presentato i primi sintomi della meningite proprio ad Arezzo, visto che quando era partito da Pozzallo stava benissimo. Questa circostanza non esclude però possibili contagi tra i circa 270 clandestini ancora ospiti della struttura. Per questo, seguendo la procedura standard in casi del genere, è stata avviata dall’Asp 7 la profilassi antibiotica per i clandestini e per il personale di servizio e sorveglianza. Per escludere con certezza altri casi di meningite, si dovrà attendere lunedì prossimo, quando terminerà il periodo di incubazione massimo (dieci giorni) della malattia. Intanto i migranti sono liberi di entrare e uscire dal centro su decisione della stessa Asp che reputa non vi siano rischi per i residenti. E sempre lunedì si conoscerà il ceppo della meningite meningococcica che ha colpito il 14enne somalo: se di tipo A, B o C. Gli ultimi due ceppi, seppure rari, sono presenti ancora in Europa, mentre il primo è tipico solo dei paesi africani.

Intanto, dopo l’intervento del segretario provinciale della Ugl Polizia Enzo Cavallo, pure il sindacalista della Silp Cgil dice la sua sulle critiche condizioni di lavoro in cui sono costretti ad operare gli agenti. «Nei due grandi stanzoni del Cpa – scrive il segretario provinciale Giorgio Pluchino – un numero di persone ben superiore alla capienza prevista vive su materassini di gommapiuma. E questo non da un paio di giorni, come dovrebbe essere in un centro di primo soccorso, ma da settimane, senza contare gli altri 92 clandestini ospitati nella palestra della scuola «Amore» per evitare contagi. Nel frattempo – conclude Pluchino – dobbiamo sperare che non arrivino in porto altri barconi con il loro carico di migranti, perché finite le palestre di Pozzallo toccherà sennò a Ispica o a Modica»?

LE RASSICURAZIONI DELL´ASP 7
Bisognerà attendere fino al 5 di agosto per escludere altri casi di meningite al centro di prima accoglienza del porto di Pozzallo, dopo quello diagnosticato ad un somalo 14enne a seguito del suo trasferimento in una comunità di Arezzo e adesso ricoverato in setticemia nella rianimazione dell’ospedale di Rimini. Il periodo di incubazione della malattia varia difatti da uno a dieci giorni. Solo nelle prossime ore intanto si capirà se il minorenne è affetto da meningite meningococcica, altamente trasmissibile, oppure da pneumococco, meno grave.

Intranto un altro giovane somalo è stato allontanato dal Cpa di Pozzallo e portato all´ospedale di Modica per via di alcuni sintomi che gli sono stati riscontrati dai medici. Per ulteriori ed approfonditi accertamenti è stato poi subito trasferito a Scicli, anche se dai primi risultati i sospetti di meningite sono stati accantonati. Si potrebbe trattare, invece, di un caso di broncopolmonite mal curata, ma a questo punto analisi più approfondite sono obbligatorie. Sempre al Cpt i 270 clandestini ospiti, tutti già sottoposti a profilassi antibiotica, giocano a pallone nel cortile e sono pure liberi di uscire dalla struttura per andarsene in giro, a fronte dell’autorizzazione dell’Asp 7 che assicura l’assenza di rischi di contagio per la popolazione.

Francesco Blangiardi, direttore del dipartimento medico di prevenzione dell’Asp 7, non ha dubbi: «Sono stato io a concedere il nullaosta affinché i clandestini possano liberamente entrare ed uscire dalla struttura, perché solo in questo modo si riduce il rischio di un eventuale contagio, le cui probabilità viceversa aumentano quando decine di persone si ritrovano tutte insieme in un luogo chiuso. Non a caso – prosegue Blangiardi – la meningite era un tempo classificata come una «malattia da caserma», nel senso che era più facile prenderla in quei luoghi chiusi e abitati da più persone, come per l’appunto erano le caserme. Quando escono, poi – prosegue ancora il medico – gli immigrati si dirigono verso uno spazio aperto come il lungomare, magari per prendere un caffè, e non se ne vanno di certo in giro in discoteca o in altri spazi chiusi ed affollati, perciò ritengo che il rischio di contagio anche per la popolazione e i residenti sia prossima allo zero». Sarà, ma una contraddizione in termini a quanto dichiarato da Blangiardi è che sempre fino al 5 agosto i clandestini non potranno essere movimentati in altri centri attrezzati del Paese, ovvero fino a quando non sarà esclusa del tutto l’ipotesi del contagio da meningite al termine del periodo di incubazione.

«E’ questo il protocollo, lo stiamo seguendo alla lettera – conferma Giuseppe Ferrera, capo servizio epidemiologia e profilassi dell’Asp 7 – e mi sento di escludere fin da ora altri casi di meningite, anche perché quando è partito da Pozzallo alla volta di Arezzo, il somalo minorenne stava benissimo». Dalle parole del medico si evince l’ipotesi, neanche tanto peregrina, che il giovane possa essersi ammalato altrove. La situazione al centro di prima accoglienza di Pozzallo è dunque sotto controllo dal momento che la profilassi antibiotica è stata effettuata non solo sui 270 clandestini ospiti della struttura, ma anche sul centinaio di soggetti facente parte del personale di servizio e di vigilanza, comprese le forze dell’ordine.
Nella foto in altro da sx Ferrera e Blangiardi

LA NOTA DEL SEGRETARIO PROVINCIALE UGL POLIZIA ENZO CAVALLO
E proprio il sindacato Ugl della Polizia ha diramato in queste ore una nota sulla vicenda, dove il segretario provinciale Enzo Cavallo rimarca le difficoltà alle quali devono far fronte gli agenti ogni giorno a causa di risorse ridotte al minimo e di un organico sottodimensionato: «Gli agenti della Questura – scrive Cavallo – non possono continuare a lavorare in condizioni così critiche. I recenti arrivi di migranti a distanza di pochi giorni l’uno dall’altro hanno portato il Cpt vicino al collasso, costringendo i pochi agenti a disposizione a turni massacranti, resi ancora più duri dalla dislocazione dell´ultimo gruppo di 92 clandestini nella palestra della scuola «Amore» per non rischiare – aggiunge Cavallo – il contagio da meningite, al quale sono stati invece esposti i colleghi sottoposti a profilassi antibiotica. In queste condizioni ai limiti del sostenibile i pochi uomini a disposizione non lavorano tranquilli – conclude il poliziotto sindacalista – e non possono garantire sicurezza».