Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:37 - Lettori online 599
POZZALLO - 30/07/2013
Cronache - La malattia portata da un ragazzo somalo già trasferito. Profilassi antibiotica per i poliziotti

Meningite meningococcica al centro di prima accoglienza porto Pozzallo: accertato un caso

La situazione è tenuta sotto costante monitoraggio dai competenti uffici dell’Asp 7 Foto Corrierediragusa.it

Un caso di meningite è stato accertato nel centro di prima accoglienza del porto di Pozzallo. Nel dettaglio si tratterebbe di meningococco, ovvero l’agente eziopatologico responsabile non solo della già citata meningite, ma anche della setticemia, di cui risulta affetto un ragazzo somalo giunto al centro circa un paio di settimane fa e già trasferito sabato scorso in un’altra struttura attrezzata del nord Italia. Proprio in quel centro, dagli accertamenti clinici eseguiti sul giovane, è saltata fuori l’allarmante circostanza della meningite, di cui sono stati subito informati gli uffici competenti in provincia di Ragusa. In queste ore sono è in corso le operazioni di profilassi antibiotica agli agenti di polizia che hanno avuto contatti con gli immigrati, che, al momento, superano le 200 unità, escludendo i 92 somali arrivati domenica e che sono stati subito ospitati nella palestra della scuola «Amore» di via Papa Giovanni proprio per non rischiare contagi.

Allo stato, difatti, non è possibile stabilire quanti clandestini siano stati contagiati dal ragazzo somalo nel frattempo trasferito altrove. La notizia del caso di meningite è stata ufficializzata difatti domenica, mentre il periodo di incubazione della cosiddetta meningite meningococcica presenta un periodo di incubazione compreso da uno a dieci giorni, trattandosi comunque di una malattia acuta ad esordio improvviso. A questo proposito gli ultimi 92 somali giunti a Pozzallo, 76 uomini e 16 donne di cui due in stato di gravidanza, sono stati ospitati nella palestra della scuola, chiusa per le vacanze estive e attrezzata in poche ore alla meglio per trasformarsi in centro di accoglienza. Ufficialmente la scelta era stata motivata con il fatto che il centro di prima accoglienza traboccava già di ospiti, ma in realtà è stata una mossa obbligata per evitare, come accennato, ulteriori contagi. Alcuni dei clandestini sono già stati trasferiti nella giornata di ieri in un’altra struttura attrezzata.

La situazione al centro di prima accoglienza del porto è invece tenuta sotto costante monitoraggio dai competenti uffici dell’Asp 7, che sta effettuando la già citata profilassi antibiotica agli agenti di polizia dell’ufficio immigrazione, una quindicina in tutto, impegnati nelle operazioni di sorveglianza della struttura. Ulteriori controlli saranno estesi nelle prossime ore anche ai clandestini, che, al momento, non hanno presentato nessun sintomo della meningite. Pure il ragazzo somalo affetto dalla malattia era d’altronde in apparenza in buona salute, tant’è che la circostanza non era stata scoperta al centro di prima accoglienza del porto di Pozzallo, ma nella struttura specializzata in cui si trova ospite tutt’ora, dopo approfonditi esami. La meningite meningococcica è una patologia piuttosto grave che si manifesta all’improvviso, tra l’altro, con febbre alta e forte cefalea.

La notizia del caso di meningite è trapelata nelle ultime ore e pare sia stata sottaciuta dalla Prefettura per non creare allarmismi. Preoccupazione sarebbe invece stata espressa dagli agenti di polizia, molti dei quali già sottoposti a profilassi e costretti ad operare in sottonumero, dovendo tenere sotto controllo non solo il centro di prima accoglienza, ma anche la palestra della scuola «Amore» dove sono stati ospitati gli ultimi clandestini giunti domenica. Nelle prossime ore la situazione dovrebbe apparire più chiara pure ai competenti uffici dell’Asp 7 su eventuali , ulteriori contagi di meningite nella struttura del porto della cittadina marinara.

LA RIUNIONE IN PREFETTURA
La difficile situazione al Cpa di Pozzallo e l´emergenza migranti è stata al centro del tavolo tecnico convocato dal Prefetto Annunziato Vardè. Era una riunione già programmata ma che è risultata di estrema attualità alla luce di quanto successo nell´ultima settimana a Pozzallo dove si sono registrati due sbarchi che hanno contribuito ad intasare il Centro di prima assistenza. Il prefetto Vardè ha confermato che la struttura adiacente al porto è ormai satura e che grazie alla collaborazione con l´amministrazione comunale è stato possibile mettere a disposizione degli ultimi immigrati arrivati nella mattinata di domenica la palestra dell´Istituto commerciale.

Si tratta di una sistemazione che dovrebbe essere temporanea ma comunque adatta a risolvere il primo problema dell´impatto dello sbarco. La situazione a Pozzallo resta sotto attento controllo e la Polizia tiene sotto osservazione i due centri dove ora sono ospitati i migranti in attesa che il ministero dia indicazioni sulla successiva sistemazione. La riunione di oggi è servita anche a verificare le procedure di accoglienza dei minori stranieri non accompagnati grazie all’aiuto che sarà garantito dall’associazione «Save The Children e dalla Croce Rossa Italiana nell’ambito del progetto «Praesidium» .La «Fondazione San Giovanni Battista» ed «Emergency Onlus» hanno illustrato i progetti a valenza territoriale ammessi a finanziamento in provincia di Ragusa.

LO SBARCO DI DOMENICA
Se sull´isola di Lampedusa non c´è più posto per gli immigrati, la stessa cosa si sta verificando anche a Pozzallo, dove, in mattinata, una motovedetta della Guardia Costiera ha trasbordato sulla terraferma altri 92 immigrati, sedicenti somali. Un numero ben superiore alle 200 unità è ospitato al centro di prima accoglienza, e, ieri, per la prima volta dopo tanti giorni, a nessun immigrato è stato permesso di uscire (almeno per il primo pomeriggio) dal centro di permanenza temporanea del porto. Ben visibili, invece, erano i due pullman parcheggiati davanti all´ingresso degli uffici della Dogana. In queste ore, l´ordine è quello di sfoltire e di trasferire presso altri centri, in Sicilia, i migranti che, da più giorni, soggiornano all´interno del presidio portuale. Almeno la metà degli africani, ospiti del centro, lasceranno la città marittima per essere trasferiti, con molta probabilità, presso il Cara (Centro di Accoglienza per Richiedenti Asilo) di Mineo.

I 92 immigrati (di cui 16 donne) giunti nella mattinata sono stati raggiunti da una nave battente bandiera del Panama, la «Gaz Energy». Il soccorso è avvenuto in acque maltesi, a 150 miglia circa dall´isola di Lampedusa, e la richiesta degli immigrati è stata eloquente: "Vogliamo andare in Italia". Il comandante della «Gaz» ha subito allertato la Capitaneria di porto di Lampedusa e i militari maltesi. Da Lampedusa è partito, alla volta del cargo, una motovedetta della Guardia Costiera, la quale, su ordine della Centrale operativa delle Capitanerie, a Roma, ha virato verso lo scalo ibleo, consegnando, una volta giunti a terra, il folto gruppo di immigrati a poliziotti e carabinieri.

Le condizioni delle persone giunte a Pozzallo non hanno destato alcun problema. I «classici» problemi di disidratazione sono gli unici accusati dal gruppo, ma nessuna persona ha dovuto ricorrere all´ambulanza che, anche ieri, è rimasta parcheggiata davanti al centro di prima accoglienza. Il personale medico ha svolto diligentemente le operazioni di servizio. "Nessun problema, stanno tutti bene" ha sentenziato il medico incaricato dalla Guardia Costiera di Pozzallo, Vincenzo Morello.

Da quanto riferito, pare che il barcone (una carretta del mare lunga neanche 15 metri, pensate a quanti e quali rischi si va incontro pur di approdare dall´altra parte del continente!) navigasse da due giorni. Rifocillati, gli immigrati hanno sostato davanti alla macchina fotografica degli inquirenti. Subito dopo, sono partiti gli interrogatori per capire se, fra i 92 africani, vi fossero gli scafisti. Tutti hanno chiesto asilo politico. "C´è la guerra e la fame, dalle nostri parti. Non vogliamo una vita di stenti" hanno detto, parlando in lingua inglese, appena giunti a Pozzallo.

Molti avrebbero pagato un prezzo esiguo rispetto alle somme chieste ad inizio estate. Pare che qualcuno abbia pagato anche con vari oggetti d´oro. Bracciali e collane, tutto «fa brodo» per gli scafisti, i quali, sovente, chiudono un occhio quando si tratta di imbarcare persone verso l´Italia. Basta pagare, dollari o collane in oro, non fa differenza.

La situazione, poi, nel nord-Africa non lascia dormire sonni tranquilli. Si teme una nuova ondata, specie dopo le rivolte che stanno interessando paesi come Egitto, Libia e Tunisia. Si teme in città, in sostanza, un altro 2007, l´estate «più calda» per quanto concerne gli sbarchi nel territorio di Pozzallo. Anche tre sbarchi, qualcuno ricorderà, nel giro di ventiquattro ore. Un´ondata che non potrebbe finire con la chiusura del periodo estivo ma che potrebbe protrarsi ben oltre la fine di settembre.


pozzallo
30/07/2013 | 17.57.54
marco

mi sbaglio o i clandestini del porto di pozzallo sono liberi di andare in giro per pozzallo ed avere contatti con tutti i cittadini compresi i bambini? qualcuno risponda alla mia domanda ...............