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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:05 - Lettori online 344
POZZALLO - 24/05/2013
Cronache - Verbali al "ribasso": dinanzi al gup pure altri 5 coimputati funzionari amministrativi

Multe "stracciate": in 8 a giudizio

Centinaia di preavvisi di accertamento erano stati «aggiustati» dai cinque impiegati del ruolo amministrativo mediante correzioni a penna nell’importo originario che veniva sostituito con un importo inferiore, ad esempio dagli originari 80 euro ad appena 24 Foto Corrierediragusa.it

Richiesta di rinvio a giudizio per gli otto dipendenti comunali di Pozzallo presunti responsabili di centinaia di multe e verbali «ritoccati» al ribasso per favorire gli amici degli amici, causando un danno erariale non indifferente per il comune di Pozzallo. Contestato pure il presunto permissivismo nell’utilizzo fraudolento di tesserini riservati ai parcheggi per i diversamente abili, senza troppi controlli a carico dei possessori per verificarne il legittimo utilizzo. Sono almeno 8mila le multe sospette sequestrate dalla Polizia nell’ambito delle indagini partite da una denuncia anonima ed elevate tra il 2011 e il 2012.

E’ stato il procuratore di Modica Francesco Puleio ad avanzare la richiesta di rinvio a giudizio al gup, che ha fissato l’udienza preliminare al 17 ottobre. Nel dettaglio, gli indagati a carico di cui la procura ha chiesto il rinvio a giudizio sono tre sono funzionari di polizia locale, rispettivamente Giuseppe Gambuzza, ex comandante, 64 anni; l’attuale comandante Luigi Bottaro, di 55, e il suo vice Rosario Iozzia, di 60, che devono rispondere di abuso d’ufficio continuato in concorso. Richiesta di rinvio a giudizio pure per altri cinque impiegati amministrativi, F.C. ed F.B. entrambi 55enni, G.I., 53 anni, G.M., di 52, e G.S., di 45, accusati invece di falsità materiale in atto pubblico continuato. Sarebbero oltre 200 i verbali «modificati» dagli indagati per diminuire l’entità dell’originaria multa, talvolta anche di 40 o 50 euro.

In sostanza gli indagati avrebbero cambiato, di volta in volta, le infrazioni al codice della strada originariamente annotate dagli altri vigili urbani nell’esercizio delle loro funzioni a carico degli automobilisti indisciplinati. In questo modo gli otto indagati avrebbero favorito coloro che erano stati multati: questi ultimi difatti se la sarebbero cavata con il pagamento di un «balzello» nettamente inferiore rispetto all’originario verbale. Centinaia di preavvisi di accertamento erano stati «aggiustati» dai cinque impiegati del ruolo amministrativo mediante correzioni a penna nell’importo originario che veniva sostituito con un importo inferiore, ad esempio dagli originari 80 euro ad appena 24.

In tali preavvisi il reato di falso veniva commesso procedendo anche alla modifica dell’articolo del codice della strada da applicare e per il quale era prevista una sanzione amministrativa di importo inferiore a quella rilevata dall’agente accertatore. Analogamente, si scopriva che altri preavvisi di accertamento e verbali di contravvenzione erano stati annullati contra legem, a causa del comportamento illecito tenuto da tre funzionari del comando, alternatisi nel tempo, che avevano proceduto ad archiviare o ad annullare le contravvenzioni sulla scorta di giustificazioni anomale e, a volte finanche stravaganti, addotte dagli utenti favoriti, quali ad esempio «Dovevo partecipare alla cerimonia di premiazione e non ho potuto spostare l’auto», oppure ancora «Stavo partecipando alla processione di S. Giovanni Bosco» e via discorrendo.

Queste scuse sarebbero state accettate dagli agenti di polizia locale senza battere ciglio, quale presupposto per l’annullamento o l’archiviazione delle multe, contro ogni logica. Inoltre pare che i cosiddetti tesserini da esporre nelle auto dei diversamente abili, per poter fruire dei parcheggi riservati, fossero utilizzati in maniera indebita da parenti o comunque persone vicine ai legittimi titolari del tesserino, forse ad insaputa di questi ultimi, presentandoli all’ufficio infrazioni del comune marinaro per contestare i verbali e farli dunque annullare.