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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:04 - Lettori online 1478
POZZALLO - 17/05/2013
Cronache - I piromani hanno agito nella notte. E’ stato il cane a dare l’allarme

Cane Adriano abbaia per rogo al furgone!

Il proprietario del mezzo, G.A., pozzallese, sentito dalle forze dell’ordine, avrebbe escluso di aver ricevuto minacce o richieste estorsive Foto Corrierediragusa.it

Terzo atto incendiario, nel giro di poche settimane, di natura molto probabilmente dolosa, sventato da un cane. Ad essere preso di mira il Piaggio Porter di un falegname, G.A., residente in città, all´incrocio fra via Enna e via Roma. Intorno alla mezzanotte e mezza, alcuni minori si sono fermati nelle vicinanze del furgone, intenti a chiacchierare. Nulla lasciava presagire che, da lì a poco, gli stessi minori avrebbero preso un accendino e della carta proprio per dar fuoco al furgone, lasciato parcheggiato a pochi metri dalla porta d´ingresso della falegnameria. Una volta appiccato l´incendio, i ragazzi sono stati visti fuggire via a bordo di una autovettura di color bianco, forse una Fiat Punto.

Il primo ad accorgersi dell´incendio è stato il cane Adriano, di proprietà di un vicino di casa del falegname, il quale ha sentito l´odore acre che, nel frattempo, si era sprigionato in via Enna ed ha cominciato ad abbaiare. Il proprietario del cane, M.C., allertato dai movimenti dell´animale, è stato il primo a vedere il furgoncino ad andare in fiamme. Un primo getto di fumo, al contempo, era entrato all´interno dell´abitazione del proprietario dell´animale, costringendo lo stesso ad abbandonare il domicilio. Nel giro di pochi minuti, sono intervenuti i proprietari del furgoncino, i quali, grazie a due estintori a polvere, hanno avuto ragione subito delle lingue di fuoco. Secondo quanto riferito da chi ha assistito all´incendio, senza «l´avviso» del cane, i danni per l´automezzo sarebbero stati più ingenti.

Sono giunti i carabinieri della locale Stazione e i vigili del Fuoco del distaccamento di Modica, i quali non hanno potuto fare altro che constatare i danni, visto che il fuoco era stato spento.

Sulle cause dell´incendio, il proprietario del furgoncino ha riferito alle forze dell´Ordine di non capire il gesto. Nessun problema di alcun genere, una vita tranquilla e dedita al lavoro, nessuna lamentela né dai vicini di casa né dagli acquirenti della falegnameria. Un gesto che lo stesso uomo ha stigmatizzato dopo le vicende degli incendi delle scorse settimane.

L´unica testimonianza resa ai carabinieri è quella di qualche residente di via Enna, il quale ha visto allontanarsi a bordo di un´automobile i presunti incendiari. Minori, da quello che è stato riferito. Troppo poco, oggettivamente, per orientare le indagini e scoprire, in pochi giorni, chi possa aver acceso la miccia. Fatto sta che la città ripiomba nella paura, a poche settimane da altri due incendi, entrambi non lontani dal luogo dove, nella notte, un furgoncino è andato in fiamme. Anche questa traccia non viene sottovalutata.

E´ indubbiamente un altro fatto grave che destabilizza la collettività e che implica una maggiore vigilanza contro una recrudescenza malavitosa verso la quale la città e le istituzioni ribadiscono la loro ferma condanna, stigmatizzando chi, con pura follia, arreca danni di qualsiasi tipo a quel fragile tessuto economico-produttivo fatto di sacrifici, impegno, responsabilità, decisioni e rischi, e già in difficoltà per la crisi strutturale in atto.

Da palazzo La Pira, nei giorni scorsi, l´annuncio dell´avvio del servizio di telesorveglianza per scongiurare possibili atti come quello successo in via Enna. Finora, non si è visto nulla. L´auspicio è quello che si faccia presto. Al venerdì 17, da queste parti, non ci crede nessuno.