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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 10:31 - Lettori online 1382
POZZALLO - 05/04/2008
Cronache - Pozzallo - Si tratta delle carrette del mare degli sbarchi clandestini

64 barche a pezzi al porto:
512mila euro per distruggerle

Manca l’ingente somma. Ma a maggio dovrebbero sparire Foto Corrierediragusa.it

Perché le «carrette del mare» (le barche usate dagli immigrati per le traversate dall’Africa alla Sicilia), che sono arrivate l’anno scorso, sono ancora dentro il porto e non sono andate al macero? La domanda che si sono posti gli operatori portuali, i militari della Capitaneria del porto di Pozzallo e quanti, da più di un anno, hanno visto più di cinquanta imbarcazioni lasciate in un perimetro circoscritto, all’interno della struttura portuale, è alquanto lecita.

Molti, infatti, non si spiegano perché, da molti mesi, non si sia fatto nulla per accelerare l’iter burocratico che avrebbe permesso la rimozione e la successiva distruzione del «parco-barche», come qualcuno l’ha chiamato, che si è accatastato, vicino all’ingresso della Dogana del porto di Pozzallo. L’ultimo sbarco di immigrati (Novembre dell’anno scorso), aveva fatto salire il numero di natanti a 74 barche, tutte regolarmente censite e «marchiate» con vernice spray, in numero crescente.

A fine anno, quando l’inverno e le mareggiate avevano fatto capire a militari e doganieri che gli sbarchi, per l’anno in corso, si sarebbero finiti, tutte le «carrette», che stazionavano vicino al capannone dove stavano gli immigrati, dovevano essere rimosse, così come accade per le stesse imbarcazioni che stazionano in altri porti. Ma, una volta emesso il bando di gara, si è aspettato che la situazione fosse presa in esame da qualche ditta che si facesse carico dell’intera operazione. Le ditte c’erano così come c’era il blocco dovuto al sequestro operato dal procuratore Domenico Platania, che, di fatto, ha stoppato l’operazione dell’Agenzia della Dogana di distruzione delle barche. Sequestro che parla di «mezzi utilizzati per compiere atti illeciti». In poche parole, le barche sono sotto sequestro perché corpi di reato nella triste piaga del mercato dell’immigrazione.

Al porto di Siracusa, a fine anno, come riferito dalla stessa Dogana di Pozzallo, sono state rimosse tutte le imbarcazioni degli immigrati arrivate al porto aretuseo. Perché a Pozzallo non è stato fatto nulla? Molte barche, infatti, si stanno usurando sotto il sole di Pozzallo (qualche barca si sta letteralmente «sbriciolando» visto il pessimo materiale con cui sono state costruite). Alla Dogana del porto di Pozzallo aspettano solo il benestare da parte della Procura della Repubblica.

Il procuratore della Repubblica, Domenico Platania, invece, la pensa diversamente: "Deve essere ? riferisce il procuratore - l’Agenzia delle Dogane ad occuparsi dello smaltimento e distruzione delle barche in questione. Da parte mia, non posso arrogarmi decisioni che mi competono marginalmente, anzi spero che il bando venga preso seriamente in considerazione dalle ditte che dovrebbero occuparsi della distruzione delle barche. Di mia competenza, vaglio solamente se qualcosa non va per il verso giusto. Per il resto, spero che la situazione si risolva in tempi brevi".

Solo un problema di soldi, dunque? Pare di sì. "Lei sa quanto costa distruggere una barca che sta al porto di Pozzallo? ? domanda il procuratore, Platania ? La risposta è otto mila euro a barca. Se non si trovano i soldi, è chiaro che la situazione non si risolverà". Effettivamente, moltiplicare ottomila euro per settantaquattro barche comporta una spesa molto elevata per lo Stato, il quale delega a privati, tramite bando, la distruzione delle barche. Ma il problema, allora, sono i soldi da trovare per lo smaltimento o il bando stoppato dalla Procura della Repubblica? Questo non è dato sapere.

Anche l’assessore con delega al porto di Pozzallo, Vincenzo Ruta, sta lavorando di par suo a risolvere l’intricato caso. "Mi rendo conto ? afferma l’assessore ? che lo smaltimento di alcune pratiche risulta alquanto difficile, ma posso assicurare alla collettività e, soprattutto a quanti lavorano dentro il porto, che, a metà Maggio, le «carrette», all’interno del porto, non ci saranno più".

(Nella foto in alto i rottami delle barche accatastati nel porto di Pozzallo)